Aperti i lavori di giuria per l’edizione 2023 del SamPietrino d’Oro

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Martedì 8 Febbraio, come ormai consuetudine presso la Galleria Vittoria in Via Margutta, il comitato di presidenza della Fondazione Museo Luigi Magni e Lucia Mirisola con i rappresentanti della famiglia Todi, ha aperto i lavori di giuria per l’edizione 2023 del SamPietrino D’ORO marguttiano che ricorderà nel decennale delle loro scomparse due grandi giganti della storia del cinema e della musica italiana Armando Trovajoli e Luigi Magni.

Squadra che vince non si cambia, a condurre anche quest’anno saranno Leonardo Di Silvio patron di Radio Mania ed Eugenio Petrizzelli, mentre dietro le quinte a far si che tutto fili liscio Leonardo Palone.  I nominati verranno resi noti con la consueta cerimonia il prossimo 23 Marzo nel 50esimo anniversario dell’uscita nelle sale de “La Tosca” e quindi di quel capolavoro che è “Nu je da retta Roma”

Una straordinaria intuizione del maestro che con la complicità di Armando Trovajoli ha portato nelle sale una straordinaria rilettura in chiave di commedia romanesca della celebre opera pucciniana. Un cast importante composto da Monica Vitti, Gigi Proietti, Vittorio Gassman, Aldo Fabrizi, Umberto Orsini, Fiorenzo Fiorentini, Gianni Bonagura con alcuni brani scritti da Magni e musicati da Trovajoli ha segnato un’epoca scrivendo una delle pagine più importanti della storia recente del cinema italiano. Anche qui con la competenza professionale di Lucia Mirisola il film si presenta come un prodotto di altissima qualità i costumi sono stati realizzati dalla Tirelli, mentre la scenografia come sempre è in gran parte reale. Questo fa assumere un sapore ancor più romano all’intero film.

Una nota particolare meritano i vari brani inseriti nell’opera, in particolare la celebre Nu je da retta Roma, oggi patrimonio della canzone tradizionale romana. Il testo di Gigi Magni è un chiaro paragone ai fatti accaduti nel 1969 alla Questura di Milano, dove il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, arrestato inseguito alla strage di Piazza Fontana, morì in circostanze mai chiarite, ufficialmente suicida ma poi in verità suicida già morto. Ed ecco quindi il precedente storico Angelotti evaso da Castel S. Angelo, ripreso e fucilato per coprire il tutto venne fatto trovare impiccato. Se si analizza il testo della celebre canzone si trovano molti riferimenti paragonabili ai fatti del 1969. Ma d’altronde questo era Gigi Magni, in ogni suo film c’è sempre la dimostrazione o il riferimento “ai corsi e ricorsi storici”. Nu je da retta, Roma che t’hanno cojonato, sto morto a pennolone è morto suicidato se invece, poi te dicheno che un morto s’è ammazzato allora è segno certo che l’hanno assassinato. Il brano è un dialogo tra Roma rappresentata dalle statue intorno a Castello e Cavaradossi, la città respinge gli inviti alla rivoluzione, “Io ciò pazienza aspetto” Una rivoluzione ancora prematura, sarebbe arrivata solo 49 anni dopo con la Repubblica Romana e portata a termine ventuno anni più tardi con la breccia di Porta Pia.

Magni nel scrivere i brani per il film, vuole rendere omaggio alla madre, scrivendo “Mi madre è morta tisica” eternato dalle voci di Gigi Proietti e Monica Vitti nel celebre duetto in Sant’Agnese in Agone location che ha sostituito Sant’Andrea della Valle negata per le riprese. Location del film sempre luoghi reali di Roma, Castel  S.Angelo, Palazzo Farnese, Palazzo Capizucchi. Insomma il cuore della Roma ottocentesca tanto cara a Magni della quale conosceva ogni singolo aspetto e sfaccettatura. Tra i brani della Tosca va citato “Il Canto dei Derelitti” una ironica preghiera che una compagnia di storpi alza al cielo, chiedendosi come mai “hai fatto bene tutto il creato e te sei sbajato solo con me”. Quindi è facilmente intuibile come sarà strutturata la cerimonia di premiazione che vedrà sicuramente dei contributi delle associazioni teatrali folkloriche di Velletri.