Assemblea pubblica “Monte Artemisio patrimonio comune”

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Viviamo in un periodo strano, ed ancora più strano è quando si avvicinano le elezioni. Lo abbiamo già scritto che le elezioni danno alla testa, ma davvero alcune volte si supera il limite della decenza e si crede che i cittadini non ricordino nulla. Purtroppo per loro tra i cittadini ci sono anche quelli che fanno parte di associazioni e, tra le varie associazioni, ce n’è una che si occupa di ambiente e difesa del territorio da più di 22 anni … Ma veniamo ad oggi.

Attualmente si chiama “greenwashing”, “neologismo inglese che generalmente viene tradotto come ecologismo di facciata o ambientalismo di facciata, indica la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività … ” … e sotto campagna elettorale COMUNALE è una delle più sfruttate. Ma andiamo con ordine.

Negli anni precedenti, tranne rare eccezioni, i partiti vedevano il Parco come un nemico che voleva espandere i suoi confini e per questo, centro destra e centro sinistra uniti diedero battaglia affinché i confini del Parco dei Castelli Romani, fossero riportati sulla cresta del Monte Artemisio.
Più recentemente, in seguito a dei presunti illeciti (il processo è ancora in corso) della ditta che sta tagliando il bosco, si sono evidenziate alcune anomalie già precedentemente segnalate verbalmente alle autorità preposte. Tali osservazioni sono state inviate alle autorità in data 24.11.2022, 29.11.2022 e 15.01.2023. A tali nostre missive solo il Parco dei Castelli Romani ha risposto (21.02.2023) accogliendo alcune delle nostre proposte.
Il primo cittadino di Velletri ha invece evidentemente ritenuto che le nostre osservazioni non erano degne di alcuna attenzione.
Questa odierna “chiamata alle armi” per il Monte Artemisio, ci sembra perciò alquanto ridicola se non provocatoria.
Le elezioni ci serberanno altre sorprese ?

Segue comunicato del 27 novembre 2022:

Nel 2008 a cura del prof. Manlio Lilli per le edizioni L’Erma di Bretschneider è stata pubblicata la Carta Archeologica di Velletri, un testo importante, un vanto per la città. Tra i numerosissimi siti censiti, molti di essi si trovano sul Monte Artemisio. Da sempre baluardo contro le possibili invasioni da sud, ha avuto per la sua posizione ed altezza un ruolo determinante nella difesa militare del territorio. Ora lo è o almeno, lo dovrebbe essere, dal punto di vista ambientale.

Questo antica fortezza naturale, grazie anche alle sue pendenze, vanta, oltre al più famoso Maschio d’Ariano, un castelliere (fortificazione pre romana) ed un monastero. Oltre le numerose presenze sulla cresta della montagna, ricordiamo le importanti e numerose tombe che si trovano tra il fontanile della Donzelletta e la sorgente Donzella, oltre ovviamente a quelle censite intorno al Maschio d’Ariano.
Non ultima ricordiamo la cosiddetta “Fonte Romana” sita poco sopra il piazzale della Valletta del Lupo, un’opera idraulica che ancora oggi funziona alla perfezione.

Nonostante tutto ciò il Monte Artemisio non è visto come un grande sito archeologico ma come una immensa “mucca da mungere” anche dall’amministrazione comunale. Recentemente un procedimento penale sta portando a giudizio la ditta appaltatrice del taglio del bosco ceduo per evidenti e conclamate irregolarità. Purtroppo però il taglio continua ed alcuni dei siti succitati sono a rischio.
Camion, ruspe e trattori, gommati e cingolati attraverseranno il monte senza alcuna norma di salvaguardia per un inestimabile patrimonio collettivo. Ancora una volta chiediamo norme e regole certe che mantengano intatto il Monte Artemisio e tutti i tesori che conserva da secoli. Ci auguriamo che l’amministrazione comunale predisponga un’adeguata sorveglianza affinché tali siti non vengano toccati.
P.s. Tale nostra preoccupazione è stata notificata alle autorità preposte.

La Spinosa per l’Ambiente