Ultimo aggiornamento:  1 Febbraio 2023

Cristiana Avenali (Candidata alla Regione con il PD): “Il mio impegno per il bene comune”

Candidata alla Regione Lazio, nelle fila del Partito Democratico, la consigliera uscente Cristiana Avenali si racconta in una lunga intervista nella quale spiega le motivazioni che l’hanno spinta a concorrere, in coppia con Rodolfo Lena, a scendere in campo in prima persona a sostegno di Alessio D’Amato Presidente. Un’accurata spiegazione di tanti progetti, quella della consigliera Avenali, in cui si focalizza l’attenzione sulle leggi a cui ha lavorato negli anni scorsi, alle manovre per la salute, l’ambiente, i trasporti e il certosino lavoro a sostegno dei Piccoli Comuni e dei Contratti di Fiume.

La tua esperienza politica è iniziata anni fa da consigliera regionale, poi hai svolto anche il ruolo di responsabile dei contratti di fiume e dei piccoli comuni. Che tipo di lavoro è stato e di cosa ti sei occupata?

Si, ho gestito per conto del Presidente Zingaretti le deleghe sui Contratti di fiume e sui Piccoli Comuni. È stata una esperienza che mi ha permesso sia di attuare le leggi che ho proposto e abbiamo approvato nella prima legislatura, sia di intervenire con azioni concrete. Il lavoro ha riguardato prima di tutto il reperimento delle risorse e la loro programmazione. Programmare e attuare vuol dire capire esattamente come devono essere impiegate le risorse perché abbiano delle ricadute sul territorio concrete ed efficaci. L’ho fatto ascoltando le esigenze espresse dal territorio, capendo quali fossero le difficoltà affrontate ogni giorno dai Sindaci: alla mancanza di servizi essenziali, abbiamo risposto con fondi dedicati agli scuolabus elettrici, all’attivazione dello Smart working, alla raccolta degli oli domestici; alla protezione del territorio con fondi dedicati alla valorizzazione del patrimonio, alla cura delle aree verdi, al contrasto al dissesto idrogeologico, al recupero dei centro storici; allo sviluppo con le Comunità energetiche, i distretti di economia circolare. Per i Contratti di fiume abbiamo supportato i processi, accompagnandoli nelle diverse fasi anche con sessioni formative ed incontri dedicati. Per primi in Italia abbiamo promosso i Contratti di fiume delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, progetti di educazione ambientale. Abbiamo realizzato le prima azioni dei Contratti di fiume, come ad esempio le barriere sul Tevere, sull’Aniene sul Garigliano per raccogliere i rifiuti prima che arrivino in mare.  I risultati ottenuti, sia in termini di partecipazione, sia di “fatti” parlano da soli.

L'ambiente è al centro del tuo programma. Quali sono le mosse che intendi mettere in campo per il verde, la salvaguardia dell'ecosistema e i parchi, a livello regionale?

In questi anni ho lavorato già molto su questi temi, ottenendo l’istituzione di Monumenti Naturali (quello di ‘Pyrgi’, a Santa Marinella (RM), il Monumento Naturale Torrente Rioscuro a Cineto Romano, il Monumento, del Fosso della Cecchignola o del Laghetto Ex-Snia a Roma, il Monumento naturale Castagneto Prenestino nei Comuni di Capranica Prenestina e San Vito Romano), l’ampliamento di aree protette (ad esempio il  Parco dell’Appia Antica, la Riserva Naturale Laurentino Acqua Acetosa gestita da RomaNatura e la Riserva di Tor Caldara) e l’approvazione dei piani di assetto. Inoltre ho guidato il lavoro sulla Strategia regionale per lo Sviluppo sostenibile e per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Intendo proseguire su questa linea, destinando nuove risorse ai Parchi, anche in termini di personale a partire dai guardaparco. Intendo inoltre attivare nuovi servizi eco-sistemici e sostenere l’agricoltura biologica e di qualità. Ricordiamo che uno degli obiettivi dell’agenda 2030 (GOAL 15 Vita sulla Terra) è raggiungere il 30% di aree terrestri protette entro il 2030.

Legato all'ambiente è il tema della mobilità. In che modo si può perfezionare il sistema di trasporto pubblico regionale?

Sul Trasporto pubblico regionale la Regione ha cambiato volto: è stata rinnovata il 90% della flotta dei treni regionali e siamo passati dalla flotta più vecchia d’Italia a quella più giovane. Sono stati acquistati 1000 nuovi pullman dal Cotral tra i quali diversi minibus per arrivare nei piccoli Comuni. Io ho lavorato molto sul trasporto pubblico locale per i Piccoli Comuni, perché è uno dei servizi più importanti, per sviluppare progetti integrativi di TPL. Inoltre abbiamo lavorato per sviluppare e potenziare la rete di trasporto ferroviario per ridurre l’impatto del trasporto privato su ambiente, salute e traffico e garantire velocità negli spostamenti dei pendolari. Questo lavoro ha riguardato parte delle 8 linee ferroviarie regionali e le 3 ferrovie ex concesse. Intendo proseguire in questo senso ed anche per quel che riguarda la realizzazione di nuove stazioni come la nuova Stazione di Mezzocammino a Roma che darà un’alternativa di trasporto pubblico agli abitanti dei quartieri Mezzocammino, Torrino, Spinaceto, Vitinia e zone limitrofe con effetti benefici sul traffico sulle Vie Cristoforo Colombo, Pontina, Ostiense e Via del Mare. Ed anche per ripristinare la fermata del treno nel Comune di Roviano. Centrale sarà anche l’attuazione della legge sulla mobilità nuova, che può integrare ed interagire con il TPL.

Come si può applicare il concetto di futuro sostenibile all'azione politica e con quali proposte?

Ho affrontato e sviscerato questo aspetto proprio nel lavoro che ci ha condotto all’approvazione della Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile e alla successiva di Adattamento ai cambiamenti climatici. Abbiamo voluto che la Strategia prevedesse azioni concrete, ma innanzitutto rappresentasse un indirizzo politico, che deve “informare” tutti gli atti di pianificazione e programmazione regionali. Solo mantenendo insieme le tre componenti dello sviluppo sostenibile (sociale, ambientale ed economico) con al centro l’uomo e la natura è possibile parlare di futuro sostenibile, in termini di salute e di risorse. Ad esempio proprio nella programmazione del FESR 21 – 27, da poco approvato dalla Commissione europea, uno degli assi portanti è stata la Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile.

Nodo cruciale è quello della sanità, chiamata ad una profonda riorganizzazione ai tempi della pandemia. Cosa c'è in programma per la salute a livello regionale?

La riorganizzazione del sistema sanitario è stata al centro delle due consiliature. Molto è stato fatto per risanare la situazione, la Regione ereditava una sanità commissariata, con gravi debiti in bilancio che ci hanno impedito fino a poco tempo fa, quando siamo usciti dal commissariamento, di poter investire risorse e fare assunzioni, e nonostante tutto nessun ospedale è stato chiuso, anzi ne sono stati riacquistati 49 venduti dalla Giunta Storace, aperti di nuovi come quello dei Castelli ed è stata programmata con i fondi del PNRR, l'apertura di 6 nuovi ospedali, case di comunità e ospedali di comunità. Poi è arrivata la pandemia e il Lazio si è distinto per la gestione tempestiva, in particolare per quel che ha riguardato la vaccinazione delle persone. La Salute è al centro della Strategia regionale di Sviluppo sostenibile, è il primo obiettivo tra le proposte dell’Adattamento ai cambiamenti climatici, dove è stato previsto di Promuovere un sistema sanitario e sociosanitario che integri i nuovi scenari climatici nella programmazione di settore per soddisfare i bisogni del territorio, a partire dai contesti più fragili e vulnerabili della popolazione, promuovendo ad esempio il raccordo tra il settore Ambiente e il settore Salute, che mira ad assicurare l'approccio integrato One Health. Questo è uno dei motivi per il quale mi candido in coppia con Rodolfo Lena che in questi anni si è occupato di sanità da Presidente della commissione del Consiglio Regionale. Se non viviamo in un ambiente sano ci ammaliamo e peggioriamo la nostra qualità di vita, non c’è giustizia sociale se non c’è giustizia ambientale e climatica.

Città e piccoli comuni: come la Regione può attenzionare al meglio le esigenze di questi due livelli di realtà?

Città e Piccoli Comuni devono camminare su due binari paralleli, anzi, ricordando che nel Lazio abbiamo Roma dove sono concentrati la maggior parte degli abitanti del Lazio, i binari paralleli devono necessariamente essere tre: considerando quindi anche i poli più piccoli dei capoluoghi di provincia Viterbo, Rieti, Frosinone e Latina. La programmazione deve sempre partire dalle esigenze del territorio e guardare lontano. Ho imparato in questi anni dedicati in particolare ai piccoli comuni che le priorità ed i criteri da applicare sono un’altra questione rispetto alle città. Lo vediamo anche approfondendo le vulnerabilità ai cambiamenti climatici.

1.      L’area urbana di Roma, particolarmente popolosa, votata ai servizi e con livelli di reddito medio-alti, dotata di infrastrutture e di un patrimonio edilizio ricco e moderno, che però potrebbe essere particolarmente esposta ad alcune tipologie di rischio sia connesse all’aumento di temperatura sia all’aumento dell’intensità delle precipitazioni

2.      Le aree urbane secondarie (Viterbo, Pomezia-Aprilia, Latina, Frosinone e Rieti) che, pur lontane dai valori della Capitale, sono demograficamente consistenti e con tendenza di crescita (seppur guidata dal saldo migratorio piuttosto che dal saldo naturale), con medi livelli di terziarizzazione e di reddito, un patrimonio edilizio consistente e relativamente moderno. Esse sono esposte in maniera diversa ai vari rischi climatici con Viterbo particolarmente soggetta al rischio frane (connesso quindi con i fenomeni di precipitazione), mentre le aree di Pomezia-Aprilia e di Latina maggiormente sensibili ai rischi connessi con l’aumento di temperatura.

3.      I piccoli comuni delle aree collinari della Provincia di Viterbo e delle aree montane delle Province di Rieti, Roma e Frosinone, che sono caratterizzati da piccoli insediamenti a bassa densità di popolazione e da un trend di progressivo invecchiamento della popolazione, nonché da una spiccata vocazione agricola. Questi comuni sono dotati di un patrimonio edilizio più vecchio e scarsamente utilizzato e non sono connessi alla rete ferroviaria, motivo per cui la popolazione supplisce all’offerta di mobilità pubblica con un maggiore ricorso all’automobile. Data la loro consistenza demografica, questi comuni possono essere meno esposti ai rischi climatici se parametrati alla popolazione, ma sono comunque sensibili ai rischi connessi con i fenomeni di precipitazione, specialmente sulle infrastrutture stradali che sono vitali per la mobilità locale e su un ambiente costruito che, data l’età, potrebbe richiedere un adeguamento ai previsti livelli di precipitazione attesi in futuro. Per quanto concerne i rischi connessi all’aumento di temperatura, sebbene i modelli prevedano per queste aree collinari e montane anomalie più contenute rispetto all’area della valle del Tevere e delle pianure costiere, esse sono comunque dotate di un patrimonio edilizio residenziale più vecchio e abitato da una popolazione più anziana e sono quindi più vulnerabili a fenomeni come le ondate di calore. 

Pertanto nella pianificazione e nella programmazione bisogna lavorare su scale diverse per ottenere il massimo dei benefici per ogni contesto.

Le manovre del sociale sono ormai un argomento irrinunciabile. Quali i programmi in merito?

Vorrei portare il Lazio verso l’approccio dell’Amministrazione condivisa, passando dalla competizione alla collaborazione nella gestione delle risorse pubbliche. Perché tutti possano contribuire da pari alla promozione dell’interesse generale, passando dall’attuale sistema dei bandi alla co-programmazione e co-progettazione ad iniziare dalle risorse per i servizi sociali per poi estendersi a tutti gli appalti regionali. Lo farò presentando una proposta di legge. Ho intenzione di presentare anche una proposta di legge sull’agricoltura sociale, con un percorso partecipato che coinvolga i soggetti più fragili. Inoltre vorrei una Regione che non lasci indietro nessuno e per questo istituire un Fondo regionale di solidarietà. Uno spazio importante vorrei dedicarlo allo sport, come strumento di inclusione sociale, ed ai giovani, anche applicando la legge sul servizio civile.

Hai promosso e lavorato in questi anni a molte leggi regionali. Ce ne parli?

Sono riuscita a far approvare 7 leggi, ma a molte altre ho lavorato, in particolare alla legge che ha posto i Piccoli Comuni al centro della programmazione regionale. Ed in cantiere abbiamo anche il riconoscimento dei Contratti di Area Marina Protetta, per uno sviluppo sostenibile di queste aree.

Tornando alle 7 leggi:

legge che introduce la tariffa puntuale sui rifiuti: entro il 2020 per tutti i Comuni del Lazio per incentivare la raccolta differenziata, la minor produzione dei rifiuti e far pagare ai cittadini in base ai rifiuti prodotti diminuendo il costo della bolletta.

legge sui Contratti di fiume, lago costa e foce come strumenti partecipati per la riqualificazione delle acque e la tutela dei bacini idrografici.

la Regione Lazio è la prima Regione ad aver attuato la legge nazionale sul verde urbano per la promozione e diffusione del verde pubblico e privato in città istituendo la Festa dell'Albero Regionale e predisponendo un regolamento Comunale sul verde urbano.

legge sulla filiera corta di qualità per la promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari a filiera corta e miglio zero. Produrre nel territorio per il territorio.

legge regionale sulla mobilità nuova: intermodalità, spostamenti casa-scuola-lavoro, cicloturismo e ciclovie, infrastrutture, sicurezza, partecipazione, velo stazioni, ferrovie dismesse, target di mobilità.

legge che istituisce il servizio civile regionale, per dare alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi un’opportunità in più di formazione e la possibilità di costruire la società del futuro.

legge per la sorveglianza sanitaria degli esposti, ex esposti e potenzialmente esposti all'amianto e la creazione dello Sportello Regionale Amianto. Finanziamenti per il Centro Regionale Amianto.

Ma tante altri temi e azioni ho portato avanti in questi anni: come quelle per il contrasto del randagismo, attraverso l’incremento della sanzione per omessa iscrizione all’anagrafe canina e la mancata micro-chippatura, oppure i provvedimenti riguardanti la cura del verde, con l’approvazione dei contributi che la Regione Lazio erogherà ai Comuni e agli Enti Parco che stipuleranno convenzioni con le associazioni ed i comitati per la riqualificazione, la fruizione e la cura delle aree verdi, sostenendo così, concretamente le tante storie di impegno civico per il bene comune.

Committente: Caterina Gambioli

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