“I giganti della campagna”: da De Filippo a Volonté, da Gassmann a Tognazzi e Wilcock, tutti gli artisti che hanno vissuto a Velletri

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Velletri è una città splendida e spesso sottovalutata dai suoi abitanti. I monumenti, il centro storico, le vaste campagne, la montagna e i panorami sono un biglietto da visita attrattivo che non ha lasciato indifferenti tantissimi personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, i quali hanno scelto come “buen retiro” proprio il centro più grande dei Castelli Romani.

Con un’estensione territoriale più ampia di Napoli (117 chilometri quadrati) e una miriade di angoli spesso sconosciuti anche ai veliterni doc, la città ha ospitato tantissimi attori e scrittori. I più noti veliterni adottivi sono Vittorio Gassmann, Ugo Tognazzi, Eduardo De Filippo, Gian Maria Volonté e Juan Rodolfo Wilcock. Tutti, a modo loro, hanno avuto legami più o meno stretti con il tessuto civile, sociale e culturale veliterno e sono ricordati con affetto dagli abitanti più anziani spesso custodi di aneddoti di ogni tipo. Perchè non pensare a un percorso di visita in rete delle varie dimore, ove possibile?

CASA DI UGO TOGNAZZI

Casa Tognazzi, una veduta dell’esterno, foto utilizzata dall’Associazione per promuovere le visite

Andiamo per ordine. Ugo Tognazzi ha fatto di Velletri la sua dimora prediletta. La sua villa in campagna, a Colle Ottone Basso, era teatro di cene con ospiti di livello. Lì Ugo cucinava, e sottoponeva al giudizio dei suoi amici le pietanze che serviva a tavola. Oggi “La Tognazza” è una casa museo visitabile in alcune occasioni, e nella tenuta del grande attore – che a Velletri sposò Franca Bettoja – si produce dell’ottimo vino. Delle cene di Tognazzi c’è memoria in tante testimonianze. Una, curiosa, su tutte: Ugo era solito chiedere ai commensali un voto alla fine del pasto. Una volta ci fu un “fa cagarissimo” tra i giudizi ad un suo piatto, e Tognazzi rimase talmente male (sospettava di Paolo Villaggio) che, si dice, avrebbe pensato di fare una perizia calligrafica per scoprire chi fosse l’ospite che aveva gradito così poco la cena. A casa di Ugo erano presenti, di continuo, attori, registi, sceneggiatori. Il legame di Ugo con Velletri è tale che alla sua morte il grande attore fu sepolto nel Cimitero Comunale, dove ancora oggi riposa e sulla sua tomba vi è una lapide che richiama il suo profilo.

CASA DI VITTORIO GASSMANN

La casa di Gassmann, fotografia scattata dall’esterno

Ugo Tognazzi era un ateniese, Vittorio Gassmann uno spartano. La definizione non è casuale: sono parole di Alessandro Gassmann, che in un’intervista ricorda i tempi in cui a Velletri vivevano sia suo padre che Tognazzi. Diversi gli stili di vita: festaiolo e accogliente Ugo, più riservato e discreto Vittorio. Villa Gassmann a Velletri si trova in via Fontana Marcaccio ed è una sorta di memoria vivente dell’attore: lì riceveva molti attori e registi, in una casa ammobiliata con gusto e dotata di piscina e campo da tennis. Negli ultimi anni, più duri da un punto di vista emotivo, la casa fu il rifugio di Vittorio, che a Velletri celebrò anche il suo matrimonio con l’attrice Diletta D’Andrea, al Comune, nel 1970. Un giardino panoramico con vista sul Circeo e la piana pontina, tanti ulivi e una terra incantevole. Oggi, purtroppo, la villa non è visitabile ed è stata messa in vendita.

CASA DI EDUARDO DE FILIPPO/ISABELLA QUARANTOTTI E GIAN MARIA VOLONTE’/ANGELICA IPPOLITO

Il salone con il camino accanto al quale sono state scatatte diverse foto iconiche di Eduardo

A pochi chilometri da casa Tognazzi c’è anche un’altra villa, in zona Colle Ottone Alto/Aria Fina. Fu dell’attrice romana Andreina Pagnani, che ci visse per qualche anno. La grande interprete del cinema italiano – che ebbe una storia con Alberto Sordi, spesso presente a Velletri e proprietario di un uliveto in zona Paganico a ovest della città – la vendette negli anni Settanta a un acquirente d’eccezione: Eduardo De Filippo. Il genio del teatro partenopeo passava le estati a Velletri, oltre ai week end e alle occasioni speciali. In questa casa – fatta di ampi spazi interni, con dependances varie, terrazze e un orto coltivato – Eduardo leggeva, si documentava, si riposava, riceveva gli amici. Il giardino della villa fu la location del matrimonio di Luca De Filippo. Al piano superiore c’è poi un appartamento privato, indipendente: lì andarono a vivere l’attrice Angelica Ippolito (figlia di Isabella Quarantotti, attrice anche lei e ultima moglie di Eduardo) e Gian Maria Volonté, suo compagno. All’ultimo piano c’è una mansarda dove Volontè studiava i copioni e si isolava anche per giorni interi, prima di girare. La Villa di Eduardo è visitabile, in alcune occasione, grazie alla generosità dei proprietari e all’organizzazione dell’Ecomuseo della Terra Amena. Un luogo magico, dove ogni angolo sembra parlare dei mostri sacri della cultura che l’hanno popolato. La villa, alla morte di Eduardo, rimase ad Angelica Ippolito e Gian Maria Volontè. Quest’ultimo instaurò con Velletri un legame viscerale: colpito dalla storia della città e dal bombardamento alleato che la distrusse nel 1944, fu regista di un evento unico nel suo genere. Nel 1993, infatti, rese la scalinata del Palazzo Comunale un set a cielo aperto con attori i cittadini semplici che misero in scena le memoria di Padre Laracca, autore di un diario dei giorni di guerra. “Tra le rovine di Velletri” richiamò l’attenzione di tg nazionali e testate di tutta Italia, un esempio corale di teatro popolare mai più ripetuto.

La casa di Eduardo nella foto pubblicata sul sito immobiliare.it
La dedica di Eduardo agli amici di Velletri

CASA DI JUAN RODOLFO WILCOCK

Casa di Wilcock

A Sud di Velletri, in zona Colle Formica, aveva la sua residenza (oggi purtroppo chiusa al pubblico, ma sono in fase di organizzazione delle visite guidate) Juan Rodolfo Wilcock, poeta argentino di fama internazionale. La casa di Wilcock è a due passi dalla via Appia, circondata da un ampio giardino e con una pergola dove ospitava moltissimi artisti e scrittori (uno dei frequentatori più assidui? Proprio Gassmann, insieme a Campanile, o Elsa Morante). Wilcock a Velletri scrisse moltissimi libri, alcune poesie dedicate anche alla città, e proseguì il suo intenso lavoro da traduttore.

Sempre a Velletri viveva Renzo Giovampietro, attore e regista teatrale che debuttò con Luchino Visconti e lavorò moltissimo per la RAI. Legato alla città, ha ricevuto la cittadinanza onoraria (come Eduardo) e non ha mai nascosto l’amore per il luogo in cui è nato. Al confine tra Velletri e Lariano, invece, si trova la residenza di Achille Campanile, oggi di proprietà della famiglia e sede di una casa di riposo. Il grande scrittore e umorista acquistò il terreno in Contrada Arcioni, prima della divisione amministrativa avvenuta in seguito tra Velletri e Lariano. E proprio al Municipio di Lariano sposò la moglie, Giuseppina Bellavita, e continuò a vivere.

Sarebbe davvero meraviglioso – e forse utopico – se un Ente (Comune, Fondazione) si facesse carico di redigere e attuare un progetto turistico-culturale che metta in rete – ove possibile – le dimore di questi grandi artisti realizzando un percorso di “città del cinema” che comprenda visite guidate nelle case visitabili integrando il pacchetto con proiezioni dei film, reading, eventi culturali dedicati alle opere letterarie e cinematografiche che ci hanno lasciato. In fondo poche città possono dire di aver ospitato così tanti artisti, rimasti poi nel cuore dei veliterni per la loro umanità e il loro spessore umano prima che culturale.

Qualora siate in possesso di notizie, foto e d elementi interessanti per approfondire il legame di questi artisti (o di altri) con Velletri contattate la redazione a redazionevelletrilife@gmail.com.