In un gremito Auditorium Luigi Lo Cascio ha presentato a Velletri “Storielle per granchi e per scorpioni”

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Storie legate da diversi temi, eppure molto autonome e leggibili singolarmente: si compone così la seconda opera narrativa di Luigi Lo Cascio, attore e scrittore, ospite della Libreria Mondadori Bookstore di Velletri nella splendida cornice dell’Auditorium “Romina Trenta” della Casa delle Culture e della Musica. Un Reading, più che una presentazione, per entrare nel cuore dei trentatré racconti contenuti in “Storielle per granchi e per scorpioni” edito da Feltrinelli.

Dopo il benvenuto di Guido Ciarla, titolare della Libreria, e il saluto della vice-Sindaca Giulia Ciafrei e del direttore artistico della FondArC Giacomo Zito, Luigi Lo Cascio ha dialogato con Aurora De Marzi davanti a un pubblico numerosissimo. In primis ha raccontato il valore della scrittura, qualcosa che lo ha portato a lavorare a questa raccolta – senza pensare che sarebbe arrivata la pubblicazione – durante il primo lockdown. Nel libro sono molti i racconti “metaletterari”, a cominciare dal dialogo del granchio e dello scorpione che confessano le istruzioni per un buon libro. Si parla ancora di scrittura e di letteratura quando ad esempio protagonista di uno scritto è un autore alle prese col suo romanzo e costretto ad assumere una tata (che si rivelerà a sua volta una aspirante scrittrice) per portare avanti il lavoro di stesura del testo. Ma la forza del libro, come asserito anche dal signor Granchio e dal signor Scorpione, sta nel fatto che il narratore abbia deciso di parlare degli uomini quanto degli animali e di tutte le forme viventi senza operare una distinzione dei rispettivi sentimenti e stati d’animo.

Lo Cascio, nel raccontare il libro e le dissertazioni ed elucubrazioni che lo caratterizzano in alcuni passi, ha svelato anche qualche aneddoto ricordando il suo percorso artistico, i sogni, le ansie e le paure che da giovane attore prima e da artista affermato poi hanno contribuito a forgiarne le doti umane e professionali che oggi lo rendono uno dei più apprezzati personaggi nel panorama culturale italiano. Tra i Reading scelti e affidati alla magistrale voce dell’autore, “Il superorganismo” e il kafkiano racconto dell’uomo e della mosca, posto in apertura di libro. Un testo estremamente particolare, con una vena di amaro umorismo presente anche in altri passi, che descrive il dialogo bizzarro tra un giovane e una mosca, accusata dal ragazzo di aver mangiato il divano nuovo in un susseguirsi di battute surreali tra il faceto e il filosofico e con un epilogo altrettanto spiazzante.

Luigi Lo Cascio ha risposto anche alle domande sullo stile, che tende verso l’umorismo – alle volte più per le situazioni che per le battute in sé – e affronta, tema dopo tema, tutto lo scibile dei sentimenti: la morte, l’amore impossibile (come quello fra un pastore e una capra), l’assurdo e il paradosso (nel caso del brevissimo dialogo tra i bambini che si interrogano su come dormano gli uccelli) e ancora il rimorso o la nostalgia.

Un grande successo, dunque, la presentazione con tantissime persone in fila per il firmacopie a fine evento. Lo Cascio ha apprezzato molto il clima amichevole con cui è stato accolto in una città nella quale, come sottolineato dalla vice-Sindaca Giulia Ciafrei, è ormai di casa. L’attore ha infatti girato varie scene del film “Il signore delle Formiche” di Gianni Amelio nell’ex Carcere di Velletri a giugno, è intervenuto in videoconferenza a ottobre per l’evento dedicato ad Aldo Braibanti da Memoria ‘900 sempre alla Casa delle Culture e ha fatto il pienone con la presentazione targata Mondadori Bookstore Velletri. Se tre indizi fanno una prova, non c’è dubbio che ci sarà ancora occasione di poterlo ascoltare da vicino, magari al prossimo libro.