“Intelligenza artificiale e futuro del lavoro”: le riflessioni di Velletri 2030

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E’ da quache tempo che quasi tutti i media dedicano spazio sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel plasmare il futuro mercato del lavoro. Velletri 2030 si è occupata del tema in diverse occasioni, l’ultima in ordine di tempo la News del 22 Gennaio, 2024.

Nella recente riunione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Davos 2024, la direttrice generale Kristalina Georgieva ha dichiarato: “Nella maggior parte degli scenari l’Intelligenza Artificiale peggiorerà la disuguaglianza complessiva”. Georgieva ha poi aggiunto che i politici dovrebbero affrontare questa “tendenza preoccupante” per “impedire che la tecnologia alimenti ulteriormente le tensioni sociali. Circa la metà dei posti di lavoro esposti potrebbero trarre vantaggio dall’integrazione dell’Intelligenza Artificiale, migliorando la produttività, per l’altra metà no, l’Intelligenza Artificiale potrebbe eseguire compiti chiave attualmente svolti dagli esseri umani, il che potrebbe ridurre la domanda di manodopera, portando a salari più bassi e a una riduzione delle assunzioni. Nei casi più estremi, alcuni di questi posti di lavoro potrebbero scomparire”.

Nessuno conosce dove stiamo andando, ma il futuro è tra noi. Sam Altman, il fondatore di OpenAI, parlando al World Economic Forum, Davos 2024, ha detto “è una tecnologia molto potente ma non sappiamo bene cosa possa succedere. Questo è vero per ogni rivoluzione tecnologica. È facile immaginare che abbia un impatto massiccio sul mondo, che potenzialmente può andare molto male. L’idea è di immettere questa tecnologia nel mondo e vedere come va, dare il tempo di sviluppare regole, adattarsi, capirne i rischi”.

In un bello articolo pubblicato lo scorso 25 Marzo sulla lavoce .info dal titolo “Quali sono le professioni a rischio con l’intelligenza artificiale” gli autori/autrici fanno una dotta analisi del tema, asserendo che “Tutte le professioni saranno interessate dall’IA. Ma quelle che richiedono livelli di istruzione medio-alti subiranno le conseguenze maggiori ……. Se prendiamo a riferimento l’ultima annualità disponibile della Rilevazione sulle forze di lavoro ISTAT, il 2022, tra gli occupati in settori diversi dal domestico alle forze armate, oltre 7 lavoratori su 10 (poco più di 15 milioni su circa 21,5 milioni) risultano ricoprire professioni potenzialmente interessate dall’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale……..”.

Tra le diverse iniziative delle Istituzioni Italiane citiamo la recente nomina di Paolo Benanti a Presidente della Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’Informazione. Il professore della Pontificia Università Gregoriana, unico italiano membro del Comitato sull’Intelligenza Artificiale delle Nazioni Unite, è stato nominato in sostituzione di Giuliano Amato dopo le critiche sollevate da diverse parti. Tanti sono gli aspetti sociali ed economici che incidono sul rapporto tra tecnologia e lavoro. Non spetta solo all’economista o al giurista decidere quale tipo di società debba essere ritenuta desiderabile, ma anche al moralista e al filosofo. Non è forse un caso che il Governo italiano abbia designato alla presidenza della Commissione sull’Intelligenza Artificiale proprio un teologo. Ci piace ricordare che Paolo Benanti è stato ospite della città di Velletri lo scorso 6 Dicembre 2019, nell’ambito degli Incontri dell’Avvento 2019, una serie di incontri organizzati dal Colleggio dei Parroci di Velletri presso la cattedrale di San Clemente, dove ha tenuto un interessante Seminario dal titolo “Una Vita d’Amore per un Amore di Vita”.

Altra importante iniziativa è la recentissima pubblicazione da parte del CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro)del Documento “ Intelligenza Artificiale e mercati del Lavoro“, nel quale già in premessa si legge “Rispetto alle occupazioni, la letteratura internazionale di riferimento ha rilevato che, contrariamente al passato, maggiormente esposti all’impatto dell’IA dovrebbero essere i lavoratori della conoscenza con elevate competenze e il ceto impiegatizio……. L’impatto sarà, inoltre, differenziato in base a ambiti territoriali e categorie di lavoratori, con l’emergere di una fondamentale dimensione di genere dal momento che maggiormente interessate sono occupazioni con forte presenza femminile.”

Come accennato all’inizio, oggi molti trattano il tema dell’impatto sul mondo del lavoro delle tecnologie basate sulla IA Generativa . Per quanto di nostra conoscenza, in Italia, il Gruppo #openAIF, attivo sulla piattaforma Discord, affronta il tema in modo molto professionale, in particolare per gli aspetti della Formazione.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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