La sestina finalista dello Strega fa sold out a “Velletri Libris”

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Una serata magica al Chiostro della Casa delle Culture e della Musica, per il secondo appuntamento dell’ottava edizione della rassegna letteraria internazionale “Velletri Libris”, organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano-Genzano-Cisterna-Frascati con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Sistema Castelli Romani e Comune di Velletri.

Con una platea gremita in ogni ordine di posto, la rassegna ha accolto autori e autrici dei sei libri finalisti. Prima della presentazione c’è stato spazio per l’anteprima, anticipata dal consueto spazio dedicato ai vini a cura di Massimo Morassut del Crea Viticoltura Enologia e dal “Piccolo prologo in versi”, viaggio all’interno della poesia italiana con le voci dei poeti Claudio Leoni e Giulio Mazzali che hanno declamato Margherita Guidacci, Emily Dickinson, Nazim Kikmet e Mahmoud Darwish. A dare il benvenuto i titolari delle Librerie e della Fondazione, Guido Ciarla e Aurora De Marzi, insieme a Stefano Pedrocchi, presidente del Premio Strega, Chiara Ercoli, Vice-Sindaco di Velletri, e Giacomo Zito, direttore della FondArC. Presenti, nel Chiostro, anche le opere d’arte di Matteo Castellano e Damiano Calcari per l’esposizione a cura dell’Associazione Artemestieri Castelli Romani.

“Un gruppo affiatato quello della sestina, che nonostante il Premio a cui ambisce riesce a divertirsi e unirsi”: così Flavia Capone, moderatrice della serata, ha introdotto Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Tommaso Giartosio, Raffaella Romagnolo, Chiara Valerio e Dario Voltolini, i quali hanno preso posto sul palco di Velletri per quella che è stata l’ultima tappa dello Strega Tour, iniziato ormai da settimane e che li ha portati a toccare le principali location d’Italia. Gli autori sono stati chiamati a commentare alcuni passi scelti da Flavia Capone tratti dai rispettivi libri.

Dario Voltolini, autore di “Invernale” per La Nave di Teseo, ha spiegato l’importanza della pagina letta nell’economia della narrazione: “in questo passaggio il figlio guarda i genitori, inquadrati di schiena, nella loro camera. È il momento della diagnosi della malattia del padre”. Chiara Valerio, che è in finale con “Chi dice e chi tace” (Sellerio), racconta della morte di Vittoria e degli enigmi che in un piccolo paese scuotono la comunità alle prese con un omicidio. Raffaella Romagnolo, invece, con il suo “Aggiustare l’universo” (Mondadori) narra “lo scontro tra una giovane maestra e il direttore di una scuola, negli anni del secondo dopoguerra, e dell’incontro con una bambina misteriosa. C’è uno scontro fra il vecchio e il nuovo mondo”, ha detto la scrittrice nel presentare la trama della sua opera.

Tommaso Giartosio, autore di “Autobiogrammatica” (Minimum Fax) si è invece soffermato sul linguaggio: “la lingua e il linguaggio sono cose diverse, in questo libro parlo di linguaggio e di come si usano le parole, che sono una stoffa che costituisce le persone. Ho voluto sentirne proprio la materialità”. La questione della lingua è al centro anche in “L’età fragile” (Einaudi) di Donatella Di Pietrantonio: “ho trattato la lingua come qualcosa di mancante, essendo cresciuta in un ambiente dove la lingua era avara soprattutto per quanto riguarda le parole di affetti e sentimenti. Solo le parole concrete legate alla terra ricorrevano, mentre è inesistente la lingua delle emozioni e questo rovina le famiglie”.  Paolo Di Paolo, a completare gli interventi, ha descritto “Romanzo senza umani” (Feltrinelli) come un libro in cui “ricorre la riflessione della lingua in dialettica con il silenzio. Spesso facciamo fatica a trasformare in parola il silenzio, l’indicibile. Una difficoltà che ha radici culturali e che ti impedisce di disgelare delle parole anche relative a cose che senti molto fortemente”, ha spiegato.

Il secondo giro di interventi ha focalizzato l’attenzione sulla nostalgia: a partire da Inside Out e dall’emozione in questione, rappresentata da una simpatica vecchina che inneggia al passato da ricostruire tramite ricordo, tutti gli autori e le autrici hanno contestualizzato la presenza (o meno) di tale condizione nelle rispettive opere. Per Dario Voltolini “la nostalgia è il dolore di tornare in altri posti o di ciò che non hai vissuto”, mentre per Chiara Valerio “la nostalgia parte quando la sua protagonista si chiede cosa sarebbe successo se si fosse accorta in tempo di ciò che provava la sua compagna”. “La nostalgia spesso si colma leggendo i libri”, ha poi aggiunto. Per Raffaella Romagnolo la nostalgia è preponderante nel suo romanzo, ma sarebbe “più calzante intenderla con il termine inglese, homesick, ovvero nostalgia di casa”. Tommaso Giartosio dipinge invece personaggi senza nostalgia, rifacendosi ai genitori che da “protagonisti di un mondo nuovo non guardavano al passato”. Donatella Di Pietrantonio costringe i suoi personaggi a “fare i conti con il passato e con il trauma che segna la comunità, un passaggio necessario per dare senso al presente e non sabotarlo. La nostalgia fa paura, soprattutto alla mia età, perché non contempla la prefigurazione del futuro”. Paolo Di Paolo ha fatto invece una distinzione tra la nostalgia pubblica, “sempre pericolosa perché se il passato è un modello si crea un’allergia al cambiamento e richiama valori ormai distanti”, e la nostalgia privata, “non solo rimpianto ma analisi della dimensione del perduto che in quanto tale sconvolge”.

L’ultima giostra di domande e risposte ha riguardato il rapporto degli autori con i propri libri. Ognuno ha dato una versione diversa. Di Paolo lo ha definito straziante, alludendo a un lavoro di restituzione che i lettori fanno allo scrittore leggendo la sua opera. Donatella Di Pietrantonio ha parlato di “ricostruzione di senso che non è chiaro quando si scrive” e che avviene grazie ai feedback di chi legge. Giartosio vede la narrativa come una prospettiva esterna che costruisce diversamente la vita vissuta, mentre Raffaella Romagnolo ha definito “amoroso” il rapporto con i suoi libri. Chiara Valerio ha utilizzato una metafora rustica, quella del ‘mozzarellaro’ che ha un flusso con il quale plasma la materia; Voltolini, infine, vive un riavvicinamento alla sua opera man mano che passa il tempo dalla sua pubblicazione.

La serata si è conclusa con un esilarante live degli scrittori e delle scrittrici della sestina, che si sono cimentati in una versione improvvisata della canzone “Notte prima degli esami” coinvolgendo il pubblico, prima del lungo firma-copie e delle foto-ricordo. Una serata meravigliosa, insomma, con “Velletri Libris” che ha ospitato per il secondo anno lo Strega Tour.

 “Velletri Libris” è ideato e realizzato dalla Mondadori Bookstore Velletri-Lariano-Genzano-Frascati-Cisterna e dalla Fondazione De Cultura e gode del patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Velletri e Sistema Castelli Romani, in collaborazione con Fondarc. Partner enogastronomici sono Casale della Regina e CREA Viticoltura-Enologia, che si occupano delle degustazioni con vini e prelibatezze culinarie, mentre i main sponsor per l’edizione 2024 sono Allianz FC Group 0001, Banca Popolare del Lazio, Clinica Madonna delle Grazie, e Class Auto. Per scoprire tutte le novità di “Velletri Libris 2024” sono attivi il sito ufficiale velletrilibris.it e i canali Social, sui quali saranno prontamente inseriti tutti gli aggiornamenti su ogni singola serata. Il prossimo appuntamento è per venerdì 29 giugno, alle 21, con un’altra serata indimenticabile: al Chiostro sarà ospite Lorenzo Marone, con un vero e proprio spettacolo intitolato “Generazione X”, un monologo semiserio di un cinquantenne impreparato. Con lui Davide D’Alò. L’ingresso, come sempre libero, è a partire dalle ore 20.

Foto di Artemisia Moletta