L’ambulanza può attraversare con il rosso ma ci vuole prudenza e diligenza

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Il Codice della Strada consente a specifici veicoli di emergenza, tra cui le autoambulanze, di derogare, nei casi di urgenza, alle regole della circolazione stradale. Quindi, tali mezzi possono non rispettare i diritti di precedenza ed attraversare gli incroci con i semafori rossi, sempre per lo svolgimento di un servizio urgente e con le previste segnalazioni.

La Cassazione chiarisce che tale disciplina derogativa, non esonera il conducente dall’osservanza delle regole di comune prudenza e diligenza per non creare ingiustificate situazioni di rischio ad altri mezzi e persone.

L’attraversamento con il rosso senza prestare la massima attenzione, nel caso di incidente, può comportare l’addebito di responsabilità ed anche una condanna penale per lesioni personali gravissime, come nella vicenda decisa.

LA NORMATIVA

La materia è regolata dall’articolo 177 del Codice della Strada il quale prevede che i conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio, e quelli delle autoambulanze e veicoli assimilati adibiti al trasporto di plasma ed organi, “nell’espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza(comma 2).

Appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, chiunque si trovi sulla strada o sulle strade adiacenti in prossimità degli sbocchi sulla prima, “ha l’obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi”. (comma 3).

Chiunque viola le disposizioni del comma 3 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41,00 a euro 169,00 (comma 5).

Queste disposizioni cercano di contemperare due diverse esigenze: la massima rapidità dell’intervento e quella della sicurezza della circolazione.

I conducenti di tali veicoli non sono obbligati a rispettare le norme stradali, ma devono tener conto delle regole di comune prudenza e diligenza per non porre in pericolo l’incolumità degli altri utenti della strada.

COMPORTAMENTI RITENUTI IMPRUDENTI

In base alle indicazioni della giurisprudenza, si può affermare che il comportamento dei conducenti di veicoli di emergenza, con il dispositivo acustico di allarme ed il segnale visivo lampeggiante blu è imprudente “quando è prevedibile che esso possa comportare un danno a persone e cose o quando è possibile affermare che il danno poteva comunque essere evitato senza grave pregiudizio per il servizio svolto”.

Nell’impossibilità di fare una casistica completa di comportamenti contrari alla ordinaria prudenza e diligenza, la Corte di Cassazione ha considerato condotte “irresponsabili” passibili di condanna:

  • procedere a velocità manifestamente eccessiva o comunque tale da costituire pericolo in relazione alle circostanze di tempo e di luogo come ad esempio nei centri abitati, nei luoghi frequentati da bambini, in prossimità di lavori stradali;
  • attraversare incroci a velocità eccessiva senza accertarsi che tutti gli altri conducenti o pedoni abbiano udito i dispositivi di allarme e si siano fermati;
  • sorpassare in prossimità di dossi o curve con visibilità limitata o invertire la marcia o circolare contromano;
  • usare i proiettori abbaglianti in fase di incrocio con altri veicoli.

LA VICENDA

Un’ambulanza con dispositivi di segnalazione visiva e acustica in funzione, attraversando un incrocio con luce semaforica rossa, era andata a collidere con uno scooter, in movimento con il semaforo verde.

A causa dell’incidente i due ragazzi a bordo avevano riportato delle lesioni personali gravi.

Il guidatore dell’autoambulanza veniva imputato per il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime (articolo 590-bis, del Codice penale).

I giudici, di merito hanno ritenuto legittima l’attribuzione della colpa specifica al guidatore dell’ambulanza, per non aver rispettato le regole di prudenza, attenzione, diligenza nell’attraversare l’incrocio stradale. In particolare, nei confronti dell’imputato era stata contestata la violazione delle norme del Codice della Strada, quali, in particolare, l’attraversamento dell’incrocio regolato da impianto semaforico con attraversamenti pedonali in tutti e quattro i rami, “senza osservare le regole di prudenza, attenzione e diligenza, ovvero senza soluzione di continuità e senza prestare attenzione a chi, come il conducente del ciclomotore, aveva già impegnato l’area di intersezione”.

Tuttavia, la Corte d’appello, attribuendo il concorso di colpa del 30% al conducente della moto e del 70% al conducente dell’autoambulanza, aveva ridotto la pena inflitta all’imputato.

Avverso la sentenza di secondo grado è stato proposto ricorso alla Corte di Cassazione.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

La Corte di Cassazione, con Sentenza 01 febbraio 2024 n. 4316, ha ritenuto che nel caso di specie i giudici di merito avevano fatto corretta applicazione dei principi di diritto, attribuendo un concorso di colpa in misura minore al conducente del ciclomotore, il quale, “aveva violato il dovere di moderare la velocità e arrestare la marcia, una volta percepita la segnalazione visiva e acustica di emergenza”, ed in misura preponderante “alla condotta negligente dell’imputato, che, approssimandosi all’incrocio, aveva violato il dovere di osservare le regole generali di prudenza”.

I Giudici di legittimità hanno precisato che il fatto di non essere tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere “non esonera in ogni caso il conducente di autoambulanze dall’osservanza delle regole di comune prudenza e diligenza.

In altri termini, dalla disciplina derogatoria contenuta nel Codice della Strada non può trarsi la conseguenza che il conducente delle autoambulanze sia anche autorizzato “a creare ingiustificate situazioni di rischio per altre persone o che non debba tener conto di particolari situazioni della strada o del traffico o di altre particolari circostanze adeguando ad esse la sua condotta di guida”.

Per i motivi esposti la suprema Corte, ha dichiarato il ricorso inammissibile ed ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali.