Massimo Morassut con Alleanza Verdi e Sinistra per Ignazio Marino 

Altre Notizie

Intervista a Massimo Morassut verso il Voto alle Europee 2024.

In occasione del voto per il rinnovo del Parlamento Europeo, abbiamo intervistato Massimo Morassut, da sempre nell’area della sinistra locale e oggi con Marina Favale portavoce di Europa Verde per il Comune di Velletri e con Sergio Andreozzi in Consiglio comunale.

A lui rivolgiamo 3 domande

Su una cosa concordano tutte le forze politiche: l’astensionismo sarà ancora una volta “protagonista” anche di questo voto. Ci dà dei buoni motivi per non astenersi?

Ne basta uno! Per un progressista, sicuramente incerto, con pochi riferimenti e se vogliamo anche deluso in un Mondo complesso, non votare significa chiudere la porta in faccia ad ogni, seppur minima, possibilità di cogliere delle opportunità. La destra, al contrario, che sulla paura e la delusione punta il suo gioco comprende le opportunità dell’astensionismo, che apre di fatto il potere a forze minoritarie nella società, ma certo più organizzate e prezzolate. Votare è una delega che si esercita nella consapevolezza che il voto da solo non è risolutivo, senza un impegno civile da una elezione e l’altra, ma sicuramente un momento in cui si deve dare il segnale, non uno qualunque. Per questo, non votare, è un errore.

E allora, voi quale segnale suggerite ai cittadini di Velletri per l’Europa?

Partendo dall’esperienza locale, dopo un anno, assistiamo al fallimento della decantata filiera della destra. Comune, Regione e Governo, a parte la propaganda, sono al palo e votati all’immobilismo. Tra tagli di nastro, e annunciazioni, la gestione del rapporto con l’ambiente, l’affermazione di un nuovo modello di economia, la centralità della questione sociale: reddito e sanità pubblica, sono fuori dalla loro agenda di lavoro. Ecco quindi l’occasione per lanciare “il” segnale votando una formazione come AVS Alleanza Verdi e Sinistra, che ha come obiettivo strategico l’affermazione di scelte che partono dalla centralità delle questioni ambientali e sociali. Fuori dalla paura a servizio delle tante sensibilità della nostra società, cariche di idee e passione civile, ma che non trovano ancora nel campo progressista uno spazio politico dove fare massa critica. AVS vuole e può essere questo, partendo dall’Europa.

E chi dovrebbe interpretare questo percorso poi sul piano pratico in Parlamento?

Gli obiettivi per essere perseguiti e conseguiti hanno bisogno di gambe di donne e uomini, che possono fare i passi nella giusta direzione. La nostra lista, sono convinto, è riuscita a fare una operazione originale, aperta alla tradizione politica delle sue componenti, non solo partitica e con attenzione alle diverse sensibilità sociali che in questi anni hanno manifestato in più occasioni e con modalità diverse una lettura della società in chiave moderna e progressista, ancorata alla realtà. Tra tutti, tre nomi, ognuno a suo modo emblematico. 

Mimmo Lucano, già oggetto di una violenta campagna mediatica, da parte di una Lega stracciona e ottusa fuori dai valori cristiani che pure professa:

Ilaria Salis, simbolo di un Europa che si fonda sul diritto e non vuole rinunciare al suo ruolo internazionale di guida democratica basata sull’antifascismo.

Ignazio Marino, già Sindaco di Roma scelto dai romani prima con le primarie e poi con il voto amministrativo, poi espulso perché non omologato al sistema, proprio da quella trasversalità, mai sopita, che mise insieme un’inedita alleanza tra una presunta sinistra e la più retriva destra romana rappresentata da Gianni Alemanno.

Tre storie di profonde sofferenze individuali, ma con pesanti risvolti pubblici e dalle conseguenze pesanti e per la nostra società.

Per queste tre figure e per tutti i candidati di AVS, nelle varie Circoscrizioni elettorali, ritengo che oggi i progressisti possono guardare a questa Lista con fiducia, attenta e anche severa, ma con una significativa speranza di poter lanciare un segnale forte che parli un altro linguaggio.

Nella nostra Circoscrizione la mia preferenza andrà ad Ignazio Marino. La sua storia parla da sola, vittima di macchinazioni mediatiche era l’uomo da estromettere. Depositario di un mandato popolare nel 2013 affrontò il tema dei rifiuti a Roma con determinazione e lungimiranza. Oggi dopo 10 anni siamo ancora lì, fermi immobili, anzi no. Corriamo verso il passato sposando la soluzione dell’inceneritore, ormai obsoleto e possibile ultimo tassello della devastazione edilizia selvaggia dei Castelli Romani.

Votiamo, votiamo Alleanza Verdi e Sinistra, votiamo Ignazio Marino simbolo di professionalità, competenza e autonomia.