“O posto fisso” di Sara Ceracchi chiude con un enorme successo la stagione del Teatro Nuovo di Velletri

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Grande successo di pubblico per lo spettacolo teatrale in dialetto larianese “O posto fisso”, andato in scena domenica 7 luglio presso il Teatro Nuovo di Velletri, con la regia di Sara Ceracchi, che ha anche scritto il testo.  Circa 400 spettatori hanno assistito alla rappresentazione, punteggiando i momenti salienti della recita con risate fragorose e applausi; per la maggior parte si trattava di larianesi venuti appositamente nella vicina Velletri, ma c’erano anche diversi “forestieri”, giunti dai paesi vicini e anche da Roma. La scena, volutamente essenziale, come ha spiegato la regista, disegna le difficoltà quotidiane di una famiglia larianese della metà del ‘900, che sbarca il lunario arrangiandosi e ricorrendo a piccoli furti; l’unica possibilità di reale cambiamento è riposta in uno zio, dipendente pubblico, che potrebbe procacciare l’agognato posto fisso. La famiglia di zio ‘Ntenero giunge nella povera casa di Rolando e Lenuccia, ignorando tutto della vita e della disperazione dei parenti e promette un posto di usciere comunale al capofamiglia, mettendo così fine alla sua modesta carriera di ladruncolo e rubagalline. Ma i compari delle magre sortite notturne di Rolando, anch’essi furfantelli disperati, lo convincono a compere con loro un ultimo colpo nella villa di una famiglia facoltosa, anche se il furto rischia di mandare a monte tutti i progetti. Un coup de theatre finale, che non va certo svelato, porterà alla felice conclusione della vicenda. Il pubblico, anche quello meno avvezzo al dialetto larianese, ha seguito divertito lo sviluppo della trama e lo ha accompagnato con frequenti applausi di apprezzamento, riconoscendosi nelle espressioni gergali e nelle battute di un idioma condiviso e nel quale affondano le radici culturali di un’intera comunità.  Lo spettacolo, comunque non ha offerto solo momenti esilaranti e battute divertenti, ma anche diversi spunti di riflessione, che hanno indotto lo spettatore a pensare e a fare proprie le tesi dell’autrice: è facile essere onesti e rispettosi delle norme quando si hanno i mezzi materiali per campare e sostenere la famiglia nelle difficoltà quotidiane. Di fronte a tale constatazione l’autorità, rappresentata dal maresciallo dei carabinieri, e la stessa famiglia di zio ‘Ntenero mettono da parte moralismi e pregiudizi, facendoci comprendere che solo una società più equa, capace di offrire a tutti le medesime opportunità di successo e promozione sociale, può garantire una vita dignitosa ai suoi membri. Bravissimi gli attori della compagnia teatrale “O Stegnarello” che, tornati a calcare le scene dopo quattro anni, ci hanno fatto ridere fino alle lacrime; ai veterani Mirella Caliciotti, Primo Romaggioli e Eugenia Bencivenga, si sono aggiunti i nuovi “stegnarelli” Carlo Caliciotti, Matteo Muscedere, Andrea Trulli, Graziano e Daniele Di Giacomantonio, Aurora Ranieri. Luigi Ceracchi, promotore di questa gloriosa associazione teatrale larianese, in questa recita ha dismesso i panni di autore e regista per assumere il ruolo di Rolando, protagonista della commedia insieme alla simpatica e divertente Lenuccia. Una menzione particolare merita la poliedrica Sara Ceracchi che, già affermata regista cinematografica e attrice di spessore delle sue stesse creazioni artistiche, appare convincente anche come autrice e regista teatrale. Per coloro che avessero perso lo spettacolo, una replica è già stata ipotizzata per fine anno, sempre presso il Teatro Nuovo di Velletri. Peccato che attualmente Lariano non disponga di spazi adeguati per occasioni di questo genere, visto che da oltre un anno il Polifunzionale comunale risulta inagibile.

Maria Grazia Gabrielli