Palio Teatrale Studentesco, intervista alla professoressa Debora Petrocelli sullo spettacolo “Il seme del conflitto”

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Abbiamo incontrato Debora Petrocelli, esperta di Teatro Educazione, professoressa all’IISS Cesare Battisti di Velletri, che ci ha parlato del suo spettacolo “Il seme del conflitto”, frutto del laboratorio teatrale con gli studenti, che andrà in scena il 28 aprile al Teatro Artemisio – Gian Maria Volontè di Velletri, all’interno del Palio Teatrale 2023, organizzato dalla Fondazione di Partecipazione Arte & Cultura Città di Velletri.

Di cosa parla lo spettacolo “Il seme del conflitto”?

Liberamente, molto liberamente, ispirato all’Iliade, Il seme del Conflitto è uno sguardo compassionevole verso i personaggi che hanno più colpito la sensibilità degli studenti. Può Achille rinunciare alla vendetta? E con lui i compagni e i nemici, vittime di una coazione a combattere? Può l’essere umano rinunciare alla guerra?

Perché questa scelta?

In un tempo in cui la notizia della guerra impera e rende l’essere umano attonito e impotente davanti agli schermi, ho creduto necessario tessere il filo del lavoro con gli studenti a partire dalla più antica riflessione sulla guerra che abbiamo nella nostra cultura.

È la risposta dell’arte alla guerra?

Piuttosto una domanda.

Come si è svolto il lavoro?

Dalla lettura di alcuni brani dell’Iliade è partito il lavoro maieutico che ha generato spunti per la scrittura del testo per la messa in scena. Siamo passati poi alla prova del testo e i nuovi personaggi sono apparsi pian piano. Contestualmente è stato fatto un lavoro di esercizi propri del teatro, singoli e di gruppo, durante tutto l’arco del laboratorio.

Cosa si può dire degli studenti?

Ogni allievo ha portato in dono a questo lavoro la sua propria unicità, fragile e maestosa. Io mi sento onorata di poter avere a che fare con una gioventù così ricca. Ho visto alcuni fiorire durante il laboratorio. Altri avranno bisogno di tempo per mostrarsi nella loro bellezza, ma ho potuto, ancora una volta, toccare con mano il potere benefico del Teatro Educazione sugli studenti.

Ci sono state criticità durante il percorso?

Sì. Come in ogni cosa, soprattutto in teatro. Una allieva si è rotta un piede, ad esempio (non durante il laboratorio, per fortuna) e ho dovuto rivedere la distribuzione dei ruoli. Poi altri problemi… Ma l’entusiasmo che il direttore del Teatro Artemisio Giacomo Zito ha profuso in questo Palio e il sostegno della prof.ssa Paola Gaibisso mi hanno incoraggiato a continuare nel mio lavoro durante i momenti più difficili, che forse sono propri della commistione fra teatro e scuola. Per chi, come me, viene dal teatro, alcuni aspetti della organizzazione scolastica sono difficili da mandar giù.

Chi vorresti ringraziare?

Tutte le persone che hanno permesso questo laboratorio, che si inserisce in un progetto più ampio di Teatro Educazione che porto avanti dal 2019 chiamato Site Specific of Soul.  In assoluto, però, vorrei dire un grosso grazie al prof. Lorenzo Luciani, responsabile del laboratorio di Architettura del nostro Istituto, che ha curato proiezioni sceniche. Confrontarmi con un altro artista è stato importante. Anche gli studenti sono stati entusiasti della sua presenza.

Quindi non resta che andare a vedere lo spettacolo al il 28 aprile alle 21:00.