“Quaranta giorni”

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Testo

Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,9–15).

Commento

Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.

I cieli si sono aperti lasciando immaginare lo splendore di un paradiso, lo Spirito è disceso su Gesù nelle vesti dell’amore che muove le coscienze e la voce dall’alto ha proclamato solennemente l’identità del Figlio prediletto. Lo spettacolo meraviglioso che ne scaturisce dovrebbe supporre il protrarsi di un godimento, come di luna di miele, invece.

E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto.

Per chi deve salvare il mondo non c’è tempo da perdere. Gli uomini che conquistano il potere si attardano nei giorni a digerire le sbornie dei festini, o si aggirano tra gli specchi con la nuova casacca per godere delle insegne e dei gradi che la rendono importante. Gesù, al contrario, tralascia i banchetti festosi e cerca nel digiuno l’essenzialità del suo mandato; Gesù non cambia divisa, perché la veste che indossa, bagnata ancora dalle acque del Giordano, dovrà accompagnarlo tra le dune del deserto per abbandonarlo poi, sporca di sangue, ai piedi della croce. L’uomo che suppone di essere stato visitato dallo Spirito

Santo, senza sentirne il bruciore sulla pelle, dello Spirito fa un servo addomesticato che dovrà condurlo sulle tribune a sciorinare discorsi pregni di sapere, ma distanti dalle necessità della gente. A costui piacciono le folle, non il deserto e nello schiamazzo delle folle nasconde i suoi miseri interessi. Lo Spirito che sospinge nel deserto non va di moda, perché la riflessione fa paura, perché ai tempi moderati del discernimento si preferisce la superficialità, quella frettolosa, quella che crea caos nelle anime.

Vi rimase quaranta giorni, tentato da satana

Sembra sia venuto meno lo spazio anche fisico, dove potersi raccogliere per progettare un futuro, dove lasciarsi perfino tentare dal brillio dei risultati immediati, per spiccare poi il volo verso mete meno populiste, nonostante i miracoli, meno prosperose, nonostante la manna che cade abbondante dal cielo. L’uomo saggio dovrebbe fare un po’di deserto attorno a sé e accorgersi delle tentazioni che lo insidiano, soprattutto se con queste da tempo convive.

Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo.

Dalla conversione dovrebbe nascere un mondo nuovo nei rapporti tra Dio e l’uomo, tra l’uomo e il suo prossimo, tra l’uomo e l’universo. Marco, a differenza di Matteo e Luca, ignora lo scenario delle tre tentazioni tradizionali e pone al centro Gesù che, mentre si intrattiene con le bestie selvatiche, si lascia servire dagli angeli. Le “bestie selvatiche” non mettono paura e gli “angeli” significano la serenità di chi in coscienza pensa di aver fatto scelte giuste.