Sosta con ticket scaduto: inadempimento contrattuale o illecito amministrativo?

Altre Notizie

In merito alla sosta a pagamento nelle strisce blu, la Cassazione chiarisce come si deve considerare giuridicamente il periodo di sosta dopo la scadenza del ticket. Ha stabilito che si tratta di un illecito amministrativo sanzionabile con una multa e non di un inadempimento contrattuale che consentirebbe di pagare solo la differenza tariffaria non corrisposta. Quando il ticket scade, o non sia stato esposto, si verifica una violazione del Codice della Strada che rende legittima l’applicata della sanzione prevista. Una sola multa al giorno però, per ogni giorno per il quale si prolunga la sosta irregolare. 

LA VICENDA

Nel caso in esame, un automobilista riceveva dalla Polizia Municipale del Comune di Montecatini la notifica di quattro verbali per aver lasciato in quattro giorni diversi il proprio autoveicolo in zona di sosta regolamentata, oltre il termine indicato dai tickets

Per questo motivo veniva contestata la violazione del comma 15 dell’articolo 7 del Codice della Strada il quale prevede che la sanzione amministrativa pecuniaria per la sosta vietata venga applicata per ogni periodo di ventiquattro ore per cui persiste la violazione. 

Nel caso della sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa da 25 a 100 euro “applicata per ogni periodo di violazione”.

Il soggetto sanzionato aveva proposto opposizione dinanzi al Giudice di Pace di Pistoia, presentando quattro ricorsi separati. 

Il Giudice li ha riuniti, respingendo la richiesta di annullamento delle multe

La sentenza veniva impugnata e il Tribunale, in sede d’appello, aveva confermato la decisione del primo giudice. 

Sul punto, il Tribunale aveva fatto osservare che sull’interpretazione dell’articolo 7, comma 15, Codice della Strada e quindi sulle modalità di pagamento della sosta, era intervenuta la Corte costituzionale con la sentenza n.111/2018, stabilendo che nell’ambito di un medesimo periodo di sosta regolamentata può essere elevata una sola sanzione per superamento dell’orario pagato, non già una sanzione per ogni frazione temporale di sosta oltre l’orario consentito. 

Pertanto, “all’odierno appellante è stata correttamente erogata una sola sanzione per violazione della sosta regolamentata nell’arco di un medesimo periodo (h8:00-20:00)”. 

L’automobilista multato non si rassegna e si arriva dunque in Cassazione.

ARGOMENTAZIONE DEL RICORRENTE

Secondo la teoria sostenuta dal ricorrente nel ricorso in Cassazione, in base alla sentenza della Corte costituzionale n. 111/2018, l’articolo 7, comma 15, del Codice della Strada “andrebbe applicato solo allorquando la sosta si protrae oltre la fascia di vigenza giornaliera”. In particolare, sostiene che “la protrazione della sosta oltre l’orario consentito dovrebbe essere considerata un inadempimento contrattuale, e non un illecito amministrativo e l’utente sarebbe tenuto a pagare solo la differenza tariffaria non corrisposta”.

Il ricorrente insiste sul fatto che, la sosta del veicolo con ticket di pagamento esposto scaduto per decorso del tempo, non ha natura di illecito amministrativo. All’interno della fascia oraria della sosta a pagamento (nel caso di specie: h08:00-20:00) andrebbe a instaurarsi, tra utenti e amministrazione, un rapporto contrattuale e, pertanto, “la protrazione della sosta oltre l’orario consentito si configurerebbe come inadempimento contrattuale, non già come illecito amministrativo: pertanto, l’utente sarà tenuto al versamento della differenza tariffaria non corrisposta, non essendoci alcuna violazione dell’art. 7, comma 15, CdS”.

Invero, qualche giudice di merito, anche nel recente passato, ha deciso nel senso che la protrazione della sosta oltre l’orario consentito dovrebbe considerarsi un inadempimento contrattuale, con la conseguenza che l’utente sarebbe tenuto a pagare solo la differenza tariffaria non corrisposta. 

Questo marginale orientamento di alcuni giudici di merito non è stato condiviso dalla giurisprudenza di legittimità e da quest’ultima sentenza in commento per le motivazioni che seguono.

DECISIONE DELLA CASSAZIONE

La Corte suprema di cassazione, con la sentenza n. 4187 del 15 febbraio 2024, in relazione alla specifica contestazione del ricorrente sopra evidenziata, ha ritenuto il motivo non fondato, in quanto “Il comma 15 dell’art. 7 del d.lgs. n. 285 del 1992, oggetto di censura, prevede che «nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la violazione. Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 25 ad euro 100 e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione”

Viene specificato che rispetto a tale norma si è pronunciata la Corte costituzionale, affermando, che “il periodo di protrazione della violazione, che consente la reiterazione della sanzione, non si riferisce alla sosta autorizzata per il periodo determinato dal pagamento effettuato dall’utente o indicato nel disco orario esposto, bensì alla protrazione della sosta oltre la fascia di vigenza giornaliera – o infragiornaliera – della sosta (..). Con il risultato che la sanzione per la protrazione del divieto di sosta permanente può essere reiterata ogni ventiquattro ore”

Del resto, aggiungono i giudici di legittimità “la diversa interpretazione mossa dal ricorrente si risolverebbe in una trasformazione della natura amministrativa della sanzione in inadempimento contrattuale in contrasto con il Codice della strada, nonché con quanto affermato dalle precedenti pronunce della Corte di Cassazione”.

Per le motivazioni sopra esposte, la Cassazione ha rigettato il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

CONCLUSIONE

Occorre considerare che nel caso che aveva originato l’intervento della Corte costituzionale, la sosta era limitata ad un’ora e all’utente era stata irrogata tre volte la sanzione prevista di euro 25, per il fatto che l’irregolarità si era protratta per tre ore

La Consulta ha respinto tale interpretazione, stabilendo che se l’auto non viene tolta dal parcheggio o se il ticket non viene pagato, la sanzione è irrogabile alla fine di ogni fascia oraria perché il “il periodo di protrazione della violazione” non si riferisce al tempo acquistato tramite il pagamento del ticket o indicato nel disco orario ma anche alla protrazione della sosta oltre la fascia di vigenza giornaliera o infragiornaliera con il risultato che la sanzione può essere reiterata ogni ventiquattro ore, come in effetti è accaduto nel caso in esame.

Volendo terminare con una sintesi conclusiva, resta assodato che, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 111/2018 e dell’orientamento della Corte di legittimità, al quale si è uniformata la recente decisione in commento, nel caso in cui un veicolo sia parcheggiato con un ticket di pagamento scaduto o mancante, anche per più giorni, il proprietario è sanzionabile con una multa ogni ventiquattro ore.