Sui 200 Marco Ricci a 5/100 da Livio Berruti

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Ho intervistato telefonicamente Marco Ricci, il campione cisternese di scatto e velocità, che, a 22 anni, si è collocato nella classifica delle migliori prestazioni italiane di sempre sui 200, a soli 5/100 di secondo sotto l’olimpionico Livio Berruti, e, da un giorno all’altro di questa stessa stagione potrebbe salire più in alto di lui.

Marco mi ha detto d’aver alla radice del suo curricolo atletico la figura del nonno Enrico, un fondista che aveva anche portato avanti un “team”, nel quale aveva cominciato a farlo correre già prima dei cinque anni d’età.

Poi era passato nella “Nissolino” di Velletri, sulla cui pista del “Giovanni Scavo” era stato seguito dall’atleta e tecnica Marina Marinelli, per poi approdare, sotto la guida del campione quattrocentista Licciardello, alle Fiamme Gialle, nel grande e modernissimo centro d’allenamento della pineta di Castel Porziano.

A mia domanda se avesse un modello da seguire, non ha esitato nel fare il nome di Pietro Mennea.

Quindi lo ho sollecitato a ricostruire anno per anno la sua carriera.

Nel 2014, tredicenne, aveva già sfoderato un 5,38 nel salto in lungo (per i profani ricordo che tale misura sarebbe stata d’eccellenza, negli anni cinquanta, in campionati studenteschi per ragazzi dai 16 ai 18 anni).

Nel 2016, quindicenne, ecco un 36”04 sui 300 (Ricordo che il tempo tuttora tra i migliori di sempre sugli ultimi 300 dei 1500, quello di Ron Delaney alle olimpiadi di Melbourne, fu 38”6).

Nel 2017 (basta scalare di uno per trovare l’età) 11”36 sui 100 e 22”43 sui 200 (Ricordo che Giovanni Scavo, ed al culmine della sua dedizione ai 400, si testò nei 200 con 22”8. )

Nel 2018 un bis sulla stessa distanza.

Nel 2019 “rottura” del “muro” degli 11” sui 100 (cosa da finale negli “italiani” nei suddetti anni cinquanta), con 10”87, e dei 22” sulla distanza doppia, con 21”94.

Nel 2020 m.60 indoor in 7”00, e 200 in 21”78.

Nel 2021, pur in piena  emergenza COVID, 100 in 10”56, 200 in 21”26, migliorando di quasi 50/100, ed un trial sui 400 di 48”38, degno di Giovanni Scavo.

Nel 2022 60 in 6”71, 100 in 10”30, 200 in 21”15.

Nel 2023 60 in 6”70, ancora 10” 30 sui 100, nonché un 10”18 non omologabile per un vento a favore mezzo metro al secondo oltre la norma, e finalmente 200 in 20”55, quelli di cui al titolo.

Da non trascurare affatto dei tests in allenamento sui 300 in meno di 33”, fatto che matematicamente dichiara come Marco abbia già nelle gambe almeno un “under 46” sui 400.

Un’ultima comparazione tra la velocità di progressione di records personali di Marco e quella di records italiani.

Sui 100 Marco ha impiegati cinque anni per arrivare da 11” 36 a 10”30 sui 100, mentre, per un miglioramento di soli 16 /100 maggiore, la successione di primatisti ha avuto bisogno di 51 anni, dal 1909 al 1960.

Sui 200 Marco ha impiegati  ancora cinque anni per arrivare da 22”43 a 20”55, mentre la successione dei primatisti ha avuto bisogno, per un miglioramento maggiore di 43/100, di 48 anni, dal 1912 al 1960.

Per quanto riguarda l’aspetto agonistico nelle competizioni ovviamente servirebbe altro materiale, e nulla di meglio che la “raccolta” di Marco alla fine di questa stagione potrà costituire materia per una nuova intervista.