Velletri 2030: adattamento ai cambiamenti climatici

Altre Notizie

Veniamo da un periodo di siccità che ha colpito l’Italia, soprattutto il centro nord, con un clima sempre più torrido e con una diminuzione massiccia della produzione agro-alimentare. Il rapporto di Legambiente registra 310 “fenomeni” che hanno provocato 29 morti. Si può scaricare il rapporto completo da questo link.

A livello territoriale il nord della Penisola è stata l’area più colpita. A livello regionale la Lombardia è la regione che registra più casi “singolari”, ben 37. Il mese di giugno, poi, ha visto una anomalia della temperatura media di +3,3°C in Italia. A luglio il record si è registrato nelle città lombarde: a Brescia e Cremona si sono misurati 39,5°C, a Pavia 38,9°C e a Milano 38,5°C. 

Il caldo anomalo delle ultime settimane è anche la spia di una tendenza con cui dovremo fare i conti nel prossimo futuro e che ci porterà a dover ripensare le nostre abitudini e il nostro stile di vita. Purtroppo, siamo abituati a veder le cose secondo una dinamica umana, per la quale interventi sulle emissioni possono fermare il cambiamento del clima in corso. La dinamica naturale invece è più lenta: i ghiacciai alpini stanno ancora rispondendo lentamente al riscaldamento globale degli ultimi decenni e non sono in equilibrio con il clima attuale. Per evitare gli scenari peggiori, sarà necessario mitigare le emissioni di gas serra e andare verso un sistema di produzione e uno stile di vita diverso, al di là delle temperature allarmanti che registriamo di anno in anno.

Le recenti tragedie di Ischia e delle Marche hanno ricordato quanto sia assolutamente necessaria in Italia una corretta gestione del territorio e la realizzazione di quelle opere di adattamento per rendere le nostre città, le campagne e le zone montuose, le aree interne e quelle costiere più resilienti ai cambiamenti climatici. Il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici ( PNACC), pubblicato recentemente sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) è un passo nella giusta direzione, anche se dovrà essere sottoposto a consultazione pubblica, come prevede la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). 

Nel Piano si legge “I cambiamenti climatici rappresentano e rappresenteranno in futuro una delle sfide più rilevanti da affrontare a livello globale ed anche nel territorio italiano”. “L’obiettivo principale del PNACC è fornire un quadro di indirizzo nazionale per l’implementazione di azioni finalizzate a ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, migliorare la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici nonché trarre vantaggio dalle eventuali opportunità che si potranno presentare con le nuove condizioni climatiche.

Per evitare gli scenari peggiori, sarà necessario mitigare le emissioni di gas serra e andare verso un sistema di produzione e uno stile di vita diverso, al di là delle temperature allarmanti che registriamo di anno in anno. L’approvazione del piano è una condizione necessaria anche se non ancora sufficiente a garantire che il Paese si adatti veramente alla crisiclimatica

Velletri 2030, con tutti i limiti che la caratterizzano, da anni cerca, attraverso Seminari e pubblicazioni, di creare una consapevolezza sulla difficile relazione tra consumi energetici e clima. Ci piace ricordare gli ultimi due Seminari del ciclo 2021 – 2022: “Cambiamenti climatici: cosa sappiamo, cosa possiamo fare” cura di Marina Baldi – Istituto per la BioEconomia, Consiglio Nazionale delle Ricerche– Roma, Sabato 14 Maggio 2022, “Energia e Clima: la transizione energetica come strumento per combattere i cambiamenti climatici” a cura di Toni Federico – Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Coordinatore dei Gruppi di Lavoro 7 e 13  dell’ASviS, Sabato 18 Giugno 2022. La registrazione dei due Seminari è disponibile su YouTube, il link lo si trova sulla home page del sito web Velletri2030.

Il tema è stato oggetto anche del discorso di fine del Presidente Sergio Mattarella, ” … Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica. L’energia è ciò che permette alle nostre società di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici. Non è un caso se su questi temi, e in particolare per l’affermazione di una nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani….”