Velletri 2030: “Arte e scienza insieme per il clima”

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L’ Agenda 2030 non fa esplicito riferimento al ruolo della cultura nella realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs nell’acronimo inglese), ma essa costituisce la cornice di riferimento ideale per l’azione culturale. Le attività delle organizzazioni culturali, infatti, orientando i cittadini nelle loro scelte future hanno carattere intrinsecamente sostenibile. L’appartenenza ad una specifica organizzazione culturale dice qualcosa della nostra personalità e del nostro modo di posizionarci all’interno della società. Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, inoltre, possono essere declinati in relazione agli specifici settori culturali.

Grazie alla loro azione le organizzazioni culturali contribuiscono alla tutela del patrimonio, come indicato nel Target 11.4 del Goal 11 dell’Agenda, “Città e comunità sostenibili”: “Rafforzare gli impegni per proteggere e salvaguardare il patrimonio culturale e naturale del mondo”. Ma le attività culturali possono essere destinate anche a contrastare la povertà educativa, Goal 4 “Istruzione di qualità”, a ridurre il tasso di giovani disoccupati che non studiano né si formano Goal 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica” o a costruire uno spazio digitale pubblico per la cittadinanza Goal 16 “Pace, giustizia e istituzioni solide”.

Per raccogliere le buone pratiche, esaminare le narrazioni distorsive e individuare le urgenze per il settore culturale, il Gruppo di lavoro”Cultura per lo Sviluppo Sostenibile”dell’Allenza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha realizzato il Rapporto “ Organizzazioni culturali e sviluppo sostenibile: le urgenze da affrontare”. Tra le priorità a carattere sociale, il Rapporto individua la necessità dell’aumento della partecipazione a iniziative culturali. L’Italia è infatti tra i Paesi in Europa con i più bassi livelli di consumo culturale: meno del 50% delle persone con età uguale o superiore a 16 anni ha partecipato ad almeno un’attività culturale negli ultimi 12 mesi. La pratica culturale diminuisce con l’aumentare dell’età, un aspetto fondamentale da tenere in considerazione in un Paese in cui la popolazione sempre più anziana rischia di rimanere esclusa dalle attività culturali. L’Italia è in fondo alla classifica anche per la spesa culturale in relazione al Prodotto interno lordo, con solo lo 0,3% del PIL.

Tra le iniziative culturali rivolte a favorire la “contaminazione” citiamo la ricerca della relazione tra “Arte e Scienza“. Arte e scienza parlano linguaggi diversi, ma quando si parla di cambiamenti climatici raccontano la stessa storia. In un video disponibile sul canale YouTube https://youtu.be/zoU_PvClsq8 , l’artista Carolina Aragón e il climatologo Vladimir Djurdjevic dialogano sull’intersezione tra il cambiamento climatico e il mondo dell’arte e della scienza, insieme a Marjana Brkic del Dipartimento per la cooperazione internazionale al Centro per la promozione delle scienze dell’università di Belgrado.

Nel dialogo dal titolo“Arte e scienza verso l’azione per il clima”, Carolina Aragón, artista e professoressa all’Università del Massachusetts Amherst, e Vladimir Djurdjevic, climatologo e professore all’Università di Belgrado, condividono le loro prospettive ed esperienze nell’esplorazione delle connessioni tra arte e scienza attraverso il cambiamento climatico. Il dialogo si propone di esplorare come gli approcci interdisciplinari possono generare nuove prospettive e soluzioni, amplificando in definitiva la consapevolezza pubblica delle sfide del cambiamento climatico.

Nel dialogo Carolina Aragón propone di cambiare la simbologia con la quale si esprime la scienza. I grafici e le informazioni scientifiche non sono facilmente comprensibili da tutti, per facilitarne la comunicazione si suggerisce l’utilizzo del linguaggio dell’arte.  Discutendo dell’impegnativo compito di trasmettere la scienza del clima al grande pubblico, Vladimir Djurdjevic sottolinea il ruolo cruciale dell’arte nella scoperta di un modo più accessibile e comprensibile di comunicare, aiutando le persone a cogliere concetti intricati e talvolta astratti. I concetti e i messaggi complessi legati al cambiamento climatico richiedono metodi di comunicazione diversi.

Entrambi i relatori credono che l’arte, in tutte le sue forme, possa essere uno strumento di comunicazione, perché entra in risonanza con le persone in modo diverso rispetto alla scienza, e riesce ad attingere ad aspetti emotivi che, fino ad ora, la scienza non ha pienamente raggiunto.

Il tema della “contaminazione” tra Arte e Scienza è stato affrontato recentemente anche in Italia dal Prof. Piergiorgio Odifreddi che si è reso promotore e Direttore della Collana “l’Arte secondo la Scienza”. Nel primo volume dedicato a Vasilij Kandinskij viene affrontato il tema della corrrelazione tra Arte e Matematica. Nella prefazione del volume Odifreddi scrive: “questo volume inaugura una serie di monografie biografiche sui rapporti tra arte e matematica, in particolare, e tra cultura umanistica e scientifica, in generale. A prima vista si potrebbe sospettare che si tratti di un dialogo fra sordi, visto che le cosiddette “due culture” appaiono contrapposte nei metodi e nelle finalità”. Parole che suonano come musica per Velletri 2030, da sempre impegnata a promuovere la cultura scientifica, nonché l’importanza della contaminazione.