Velletri 2030 su “Sostenibilità tra energia pulita e cambiamenti climatici”

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La sostenibilità va sempre vista in forma aggregata sotto il profilo ambientale, economico e sociale. Tra i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, l’Obiettivo 7 “Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni” e l’Obiettivo 13 “Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze” sono strettamente correlati. Parlare di “lotta contro il cambiamento climatico” senza parlare di “energia pulita e accessibile” è come dimenticare l’altra faccia della medaglia.

La produzione e l’utilizzo di energia rappresentano oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. La decarbonizzazione del sistema energetico dell’UE è pertanto fondamentale per conseguire i nostri obiettivi climatici per il 2030 e realizzare la strategia a lungo termine dell’UE che punta a conseguire la neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050.

La crisi energetica originata dal conflitto Russia – Ucraina ha reso evidente ai più il legame tra sistema energetico e cambiamenti climatici, trovando impreparata la popolazione europea, abituata a non chiedersi il legame tra energia e clima. Tante sono state le soluzioni proposte, dal semplice piantare un albero e installare qualche pannello solare al più complesso ritorno all’energia nucleare da fissione. Su quest’ultimo aspetto si sono scatenati molti “esperti improvvisati”, in molti casi portatori di interessi, convincendo anche la Commissione europea ad inserire l’energia nucleare da fissione tra le fonti di energia pulita per la transizione energetica.

Per degli aspetti così dibattuti è sempre meglio consultare la posizione delle Istituzioni a ciò preposte. E’ di questi giorni un Documento dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA) dal titolo inglese autoesplicativo “Small Modular Reactors: Still too expensive, too slow and too risky”, che ci spiega perchè i cosidetti Small Modular Reactor (SMR), spesso citati come soluzione su cui puntare per la decarbonizzazione, non potranno svolgere un ruolo significativo nella transizione energetica nei prossimi 10 – 15 anni.  Questo perchè gli SMR sono ritenuti dall’IEEFA ancora troppo costosi, lenti da costruire e rischiosi per svolgere un ruolo significativo nella transizione energetica nei prossimi 10-15 anni.  Il Rapporto IEEFA in lingua inglese è consultabile al link:
https://ieefa.org/resources/small-modular-reactors-still-too-expensive-too-slow-and-too-risky e bene riassunto in lingua italiana dal portale web QualEnergia.it, in un articolo redazionale del 31 Maggio, 2024, titolato “Nucleare: piccoli reattori modulari troppo costosi, lenti e rischiosi“.

Ma cosa sono gli SMR?  I piccoli reattori modulari nella loro impostazione progettuale non superano generalmente i 300 MW (1 MegaWatt = 1 milione di Watt) di potenza, pari quindi al massimo a circa un terzo della capacità dei reattori nucleari tradizionali, anche se esistono progetti per SMR di potenza maggiore.

Come i vecchi impianti nucleari, generalmente, anche gli SMR sfruttano la fissione nucleare per generare calore, sotto forma di vapore, che viene veicolato attraverso una turbina per generare elettricità. Sulla carta, l’idea della modularità dovrebbe consentire l’assemblaggio in serie di sistemi e componenti già in fabbrica e quindi una loro maggiore facilità ed economicità di produzione, prima del trasporto nel luogo di installazione.

Peccato che, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ( IAEA) , ci sono più di 80 concetti di SMR in fasi diverse di sviluppo un po’ in tutto il mondo.

Non facciamoci illusioni con la fusione nucleare, da non confondere con la fissione nucleare. Ad oggi la  sostenibilità di certe soluzioni, passa ancora per il risparmio energetico. La riduzione dei consumi dovrà riguardare soprattutto il settore pubblico. Mentre la transizione energetica prevede di abolire l’impiego di carbone entro il 2025 e di aumentare l’approvvigionamento da fonti rinnovabili fino a coprire più della metà dei consumi lordi di energia elettrica entro il 2030.

Allo stato attuale non ci sono soluzioni definitive per la transizione energetica. Tra le tante proposte, più o meno cantierabili, ci sono le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), delle quali Velletri 2030 se ne è occupata recentemente.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030