Velletri 2030 sulla “contaminazione” tra pittura e matematica

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Il tema della “contaminazione” tra diverse forme espressive è sempre stato caro a Velletri 2030. Nel Documento “Proposta per una politica della Cultura” del 25.07.2018, scaricabile dalla Homepage del sito web Velletri 2030, furono elaborate alcune ipotesi per trattare il tema specifico. Recentemente siamo stati attratti da due iniziative nazionali mirate a mettere in relazione Matematica e Pittura.

La prima iniziativa è della Rivista FOCUS, dove in un articolo di Simone Valtieri nella Sezione Cultura del numero online,  si affronta il tema della correlazione tra matematica e pittura, rifacendosi alle opere di Escher. Maurits Cornelis Escher è stato un artista olandese in grado di affascinare il mondo grazie alla produzione di opere raffiguranti prevalentemente geometrie impossibili da riprodurre nella realtà. Il fatto più sorprendente, però, è che nonostante i suoi capolavori siano tutti basati su complessi rami della matematica (come le tassellazioni, che producono motivi grafici ripetibili all’infinito, o le rappresentazioni dell’iperpiano infinito su una superficie curva), Escher non sembrava avere una particolare predisposizione naturale per le materie scientifiche. A rivelarlo è Doris Schattschneider, docente emerita di geometria al Moravian College in Pennsylvania, che racconta come l’artista non andò mai oltre le scuole superiori, dove tra l’altro venne respinto alla maturità.

Con il suo lavoro, Escher ha dimostrato come pittura e matematica possano intrecciarsi in modo incredibile, pur non avendo una formazione accademica. La sua genialità consisteva nella capacità di tradurre il mondo matematico in opere affascinanti, ridisegnando in maniera singolare, i confini della percezione e dell’immaginazione umana.

La seconda iniziativa è della Rivista le SCIENZE, dove è stata appena annunciata la collana Riflessi. L’arte secondo la scienza diretta da Piergiorgio Odifreddi. Una serie di monografie biografiche sui rapporti tra arte e matematica, in particolare, e tra cultura umanistica e scientifica, in generale. A prima vista si potrebbe sospettare che si tratti di un dialogo fra sordi, visto che le cosiddette “due culture” appaiono contrapposte nei metodi e nelle finalità. Secondo un diffuso pregiudizio, infatti, l’umanesimo si interessa dell’esperienza privata, particolare, soggettiva, qualitativa e molteplice, e il suo linguaggio è ambiguo, emotivo, fatto di immagini e racconti. Le scienze, e soprattutto la matematica, si interessano invece dell’esperienza pubblica, universale, oggettiva, quantitativa e unitaria, e il loro linguaggio è preciso, razionale, fatto di idee e concetti.

L’annunciata serie di monografie si propone di sfatare questo pregiudizio, che viene subito messo in crisi dalla constatazione che l’arte e la scienza, e in particolare la pittura e la matematica, non sono affatto visioni contrapposte del mondo. Al contrario, costituiscono visioni complementari, che usano punti di osservazione, linguaggi e metodi differenti per guardare e descrivere una stessa realtà, interiore ed esteriore.

La prima monografia in uscita a settembre è dedicata a Vasilij Kandinskij . Le tele del Kandinskij maturo non contengono raffigurazioni degli oggetti che compongono il mondo fisico e concreto, ma visioni di entità che appartengono a un mondo geometrico e astratto.

Chissà che queste due iniziative non aiutino a sfatare i pregiudizi verso le possibili relazioni tra arte e scienza, in particolare tra matematica e pittura, convincendo gli organizzatori locali delle diverse stagioni culturali che cultura scientifica e cultura umanistica meritano lo stesso apprezzamento e gli stessi spazi rappresentativi.