Velletri, con i Giovani Democratici “Estate Militante”: parola ad Alice Becherelli

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Si è svolta al centro S. Maria dell’Acero, nella splendida cornice del Monte Artemisio, la due giorni dei Giovani Democratici della Provincia di Roma denominata “Estate Militante”. Un’occasione di confronto e dibattito per affrontare le sfide del prossimo futuro, con una vasta platea fatta soprattutto di giovani. Abbiamo intervistato la vice-segretaria dei GD Alice Becherelli per conoscere meglio le tematiche trattate e gli ospiti intervenuti.

Dopo le recenti elezioni che hanno visto a più livelli – regionale, comunale – l’avanzata del centrodestra, come il PD sta reagendo?

Sicuramente questo non è il momento migliore che il Partito Democratico, e in generale il centro sinistra, sta attraversando. Nonostante le dinamiche siano diverse sui vari livelli, credo che il Partito Democratico stia ripartendo. Al nazionale lo vediamo con l’avvento della nuova Segreteria guidata da Elly Schlein, che ha portato una ventata di freschezza all’interno del nostro Partito, fondando la sua Segreteria su temi cari alla sinistra come la lotta al precariato, le tematiche ambientali e i diritti sociali, solo per citarne alcuni.
A livello locale il Partito Democratico si sta rimettendo in carreggiata; dopo la sconfitta delle amministrative ci stiamo riorganizzando e torneremo al più presto tra le persone, nelle piazze dove siamo sempre stati.

Si ripone spesso molta fiducia nei giovani, voi come gruppo GD sentite questa responsabilità? Come credete sia possibile incidere nelle dinamiche politiche spesso governare da correnti facenti capo a esperti e senatori dell’agone politico?

Come Giovani Democratici di Velletri crediamo che la politica sia responsabilità, la sentiamo sulle nostre spalle e ce ne facciamo carico. Il gruppo si è fatto portavoce negli anni di molti temi, ci mobilitiamo attraverso ogni nostro mezzo per riportare al centro dell’attenzione pubblica questioni per noi imprescindibili come quella dei diritti, della transizione ecologica e dell’istruzione. C’è da dire che purtroppo molto spesso non viene lasciato spazio ai giovani perché si pensa che avendo meno esperienza dobbiamo necessariamente essere anche meno capaci, o meno bravi. Noi in questo non ci abbiamo mai creduto, e abbiamo sempre supportato figure che potessero portare rinnovamento nelle dirigenze, non necessariamente in contrasto ma anzi, in coordinamento con le figure già esistenti.
Berlinguer diceva “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia”. Negli anni ci siamo distinti per la capacità di organizzarci e di portare al centro le nostre priorità e questo continuerà ad essere il nostro principio ispiratore.

L’evento dell’Acero quali tematiche ha messo in luce e che risposta, in termini di contributi politici e partecipazione, ha prodotto?

Abbiamo avuto il piacere di ospitare nella nostra città, a Colle dell’Acero, due giornate organizzate dai Giovani Democratici della Provincia di Roma. Lasciami ringraziare per questo il segretario dei Giovani Democratici della Provincia di Roma, Kevin Bernardini, la segreteria tutta e tutte e tutti le segretarie e i segretari insieme alle e ai militanti dei circoli presenti. Durante la prima giornata si sono svolti sei tavoli di discussione su diverse tematiche: ambiente, politica estera, scuola e università, salute mentale, lavoro e diritti. Erano presenti molte iscritte e molti iscritti e il giorno seguente sono passati a trovarci diversi ospiti, come Nicola Zingaretti, Daniele Leodori, neo Segretario regionale PD Lazio, Emanuele Droghei e Marta Bonafoni. Si sono inoltre svolti due seminari sul presidenzialismo e l’autonomia differenziata, contro cui in termini politici già la Segretaria Elly Schlein durante la Festa de L’Unità di Roma si è espressa contrariamente. Noi, insieme a Fabio Ascenzi, abbiamo affrontato il tema e tutte le criticità che l’autonomia differenziata comporterebbe, una fra tante il divario sempre più evidente tra cittadini di serie A e cittadini di serie B, regioni di serie A e regioni di serie B.

Quali sono i problemi più sentiti nell’ottica giovanile?

Proprio durante l’evento che si è svolto a Colle dell’Acero abbiamo affrontato questa questione. Il problema più sentito in assoluto è, probabilmente, il tema del lavoro. Noi siamo la prima generazione che guadagna e guadagnerà meno dei nostri genitori. Come Partito Democratico abbiamo portato avanti la battaglia sul salario minimo e non senza difficoltà si è arrivati ad una proposta unitaria di coalizione, ed è assordante il silenzio ottenuto in risposta dal governo e dalla Premier. Sul tema del lavoro nella scorsa settimana abbiamo assistito anche a due episodi gravissimi: Salvini, un Ministro della Repubblica, che ha bloccato uno sciopero di lavoratori nelle ferrovie, uno dei nostri diritti fondamentali, e la reazione delle forze dell’ordine contro i lavoratori e le lavoratrici di Mondo Convenienza; alla richiesta di diritti, orari e salari giusti vogliamo che il governo ci risponda con il dialogo, non con la violenza. C’è il tema dei diritti, tema personalmente a me molto caro, che dopo l’attuazione della legge, monca, sulle unioni civili del 2016, non ha fatto passi avanti. Non è stato riconsiderato il DDL Zan, non esiste una legge sul Matrimonio Egualitario e non sarà certamente questo governo ad abbracciare queste sfide. Sembra, anzi, che vogliano togliere diritti, piuttosto che garantirne: basti pensare alla recente proposta di legge per rendere la Gpa un reato universale. Sentiamo fortemente la questione ambientale e il tema della transizione ecologica: fino al 2020 riempivamo le piazze manifestando per il clima, poi è arrivata la pandemia e non è stato più possibile, e quindi siamo “passati di moda”. Ma la questione ambientale è di fondamentale importanza, e dovrebbero bastare le temperature di cui stiamo facendo esperienza per dimostrarcelo: stiamo registrando le temperature più alte mai registrate, e sono record che continueranno ad essere superati se non si inizia fin da subito a fare qualcosa.

Il PD spesso viene criticato di scarsa inclusività, questi eventi sono una risposta di apertura?

Come Partito Democratico e come Giovani Democratici ci siamo sempre impegnati, a livello locale, per organizzare iniziative, tavoli e momenti di confronto aperti. Questi eventi non sono una risposta di apertura, sono la dimostrazione che continuiamo ad essere sul territorio come lo siamo sempre stati, nonostante lo scenario politico attuale sia caratterizzato da diverse sconfitte. Le elezioni, su tutti i livelli, ci hanno mandato un messaggio chiaro: qualcosa deve cambiare. Noi siamo pronti a ripartire e non siamo soli.

Quali sono le sfide che dovranno caratterizzare la linea politica da qui al futuro?

Credo sicuramente che le questioni di cui parlavamo prima siano la base da cui ripartire. Con la campagna elettorale ho avuto modo di conoscere tantissime persone e costruire nuovi rapporti, e quello che dovremmo fare, su tutti i livelli, è ascoltarle e lottare insieme a loro per ottenere delle risposte. Sul piano locale sicuramente una delle questioni più importanti e urgenti da affrontare è quella della sanità. Noi abbiamo sempre lottato per l’Ospedale di Velletri, nonostante tutto quello che se ne è detto, ed è grazie al lavoro che Orlando e la Giunta hanno portato avanti se abbiamo iniziato a parlare dei lavori da fare e se ne è avviata la progettazione. Spero, per il bene della nostra Città, che ora chi amministra la nostra città sappia tener fede alle promesse fatte. Ulteriore tema su cui vigileremo sarà l’attuazione dei progetti del PNRR presentati dalla scorsa amministrazione e che dovranno essere realizzati nei prossimi anni, pena la perdita di milioni di euro di finanziamento che potranno cambiare in modo incredibile la nostra Città. Considerata la lunga tornata elettorale che abbiamo vissuto, è sempre più evidente quanto il problema più grande continui ad essere, su tutti i livelli, l’astensionismo. Il dato che più ci preoccupa è l’alta percentuale di questo fenomeno nella nostra generazione, ed è frutto di tutti gli anni che sono passati senza mai ascoltare i giovani, di tutti gli anni passati a non dargli nessuna prospettiva. Come Giovani Democratici abbiamo l’ambizione di riavvicinare i giovani alla politica, ragazze e ragazzi che si sentono stanchi, disillusi e poco considerati.

Parentesi locale. Alla tua prima candidatura hai riportato un risultato notevole che però non è bastato, vista la sconfitta di Pocci, a farti accedere al consiglio. Come valuti lo scenario locale, che vede un centrosinistra piuttosto silente, e come commenti il risultato e le prime mosse della nuova giunta?

Ti ringrazio. Abbiamo conseguito un ottimo risultato ma mi preme sottolineare che non l’ho ottenuto da sola: è stato possibile grazie alle tante ragazze e tanti ragazzi che hanno creduto nel progetto e che, pur non essendone protagonisti, lo hanno supportato con ogni mezzo. E tutte queste persone che hanno supportato e seguito il nostro progetto sono ancora qui, pronte a ripartire. Al di là di questo, però, le urne hanno registrato la vittoria del centro destra al ballottaggio ed è difficile, ad un mese e mezzo dell’insediamento del nuovo Consiglio Comunale, valutare qualcosa che non siano solo promesse. Voltaire diceva che “il tempo è galantuomo”, pertanto saranno il tempo e le loro decisioni a permettermi di dare un giudizio obiettivo e fondato sulle azioni e non solo sulle parole. Mi auspico che le promesse fatte in campagna elettorale possano essere al più presto realizzate per il bene della mia Città e delle sue cittadine e dei suoi cittadini, priorità condivise da tutti noi, a prescindere dal Partito di appartenenza.