Velletri, esposizione di stampe su Velletri per le “Giornate del folklore internazionale” a cura di Umberto Savo

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Con questa esposizione di stampe di Velletri, realizzata in occasione delle “Giornate del Folklore Internazionale” giunta alla 15° edizione e organizzata magistralmente da Sabina Ponzo, figlia dell’amico e grande uomo di cultura Giovanni, ideatore della manifestazione e fondatore del gruppo folkloristico “’O Stazzo”, si vuole presentare una selezione di immagini della città dal Cinquecento all’Ottocento.

Velletri, antica città millenaria, è tra le più importanti collocata a sud di Roma e nel corso dei secoli è stata  raffigurata da incisori e stampatori  in numerose stampe.

Si ripercorrerà la storia di Velletri con incisioni raccolte in 7 sezioni: le vedute, la città, le vicende, la Legazione, l’archeologia, i personaggi illustri, il costume popolare.

L’immagine più antica conosciuta è rappresentata dalla veduta panoramica incisa su rame da Francesco Valesio descritta come Belitri ed inserita nella Raccolta di le più illustre et famose città di tutto il mondo stampata a Venezia nel 1579 in cui si nota la possente cinta muraria merlata interrotta da torrioni.

Questo punto di osservazione verrà utilizzato anche da altri artisti che rappresenteranno la città con i suoi quattro campanili cuspidati sullo sfondo dei monti Lepini e le isole Pontine.

Pietro Bertelli nel 1599, editore e calcografo attivo a Padova e Venezia, presenterà la stampa all’interno dell’importante Theatrum urbium Italicarum, continuata in altre edizioni fino al 1629.

Sempre nello stesso anno, la casa editrice Braun & Hogenberg di Colonia stamperà il grande atlante Civitates orbis Terrarum e inserirà nell’opera una veduta di Velletri con il titolo di Velitrae Vulgo Blitri. Autore del disegno con cui si fece la lastra per la stampa, è stato il pittore fiammigo George Hoefnagel che insieme al cartografo Abraham Ortelius fece un viaggio in Italia per riprendere le più caratteristiche vedute utilizzate per la pubblicazione.

Questo punto di osservazione è stato usato da altri autori nel corso del tempo tra cui Jodocus Hondius nel 1627, da Daniel Meisner  -che inserisce sulla stampa dei motti in latino-, da Johannes Blaeu nel 1663; tra le più belle incisioni quelle di  Pierre Mortier nel 1724 che aggiunse alla stampa “ Velitrae Vulgo Blitri /ou Velitres, ville ancienne dans la Campagne de Roma”.

Altre stampe presentate mostrano quelle relative agli scorci della città; bella e rara è una stampa che riproduce il progetto iniziale del palazzo Comunale ideato da Martino Longhi e progettato da Giacomo Della Porta che vede la costruzione abbellita da due grandiose scalinate laterali.  Si prosegue con la Piazza del Piano, ora piazza Mazzini, rappresentata da una stampa di Henshall . In seguito troviamo la stampa di Luigi Rossini che ci mostra la piazza del Trivio con la trecentesca torre e una illustrazione della chiesa di S. Martino.

Tra le tante vicende storiche che hanno coinvolto la nostra città e che sono riportate a stampa dagli autori, iniziamo con quella che ci ricorda la guerra di successione tra austriaci e napoletani nel 1744, i quali si sono incontrati ed affrontati a Velletri. Si continua con l’immagine di Garibaldi nell’epico scontro avvenuto alle porte della città il 19 maggio 1849 tra i repubblicani e l’esercito borbonico guidato da Ferdinando II. L’inaugurazione della ferrovia a Velletri nel 1862 è celebrata con due incisioni e di seguito troviamo la visita del generale Giuseppe Garibaldi che fece a Velletri il 19 maggio 1875 per ricordare la battaglia con le truppe napoletane.

L’istituzione della Legazione di Velletri avvenuta nel 1832 e soppressa nel 1870, detta anche provincia di Marittima che comprendeva una parte dell’odierna provincia di Latina, è testimoniata da questa stampa di Attilio Zuccagni-Orlandini che l’ha inserita nell’Atlante Geografico degli Stati Italiani.

Le scoperte archeologiche avvenute nel territorio veliterno nel corso del tempo hanno restituito notevoli reperti come lo scavo nel 1797 in contrata Troncavia della colossale statua raffigurante una Pallade, ora al museo del Louvre di Parigi.

La mostra continua con le cosiddette terrecotte volsche, lastre di rivestimento di un tempio etrusco-italico del VI secolo a.C., conservate al museo civico cittadino e al museo archeologico di Napoli e con una stampa dell’Ermafrodita scavato in contrada Colonnella nel 1794.

Tra personaggi illustri ai quali Velletri ha dato i natali, viene rappresentato in questa mostra il cardinale Marzio Ginnetti, ideatore del famoso palazzo sito nella piazza del Trivio ed il cardinale Stefano Borgia, erudito veliterno che aveva formato il famoso museo Borgiano visitato da tanti studiosi del tempo. Altri personaggi sono le pittrici veliterne Virginia Vezzi, moglie e modella di Simon Vouet -primo pittore del re Luigi XIII di Francia – e Juana Romani, artista importante nella Parigi di fine Ottocento.

Una parte della esposizione di interesse per il pubblico, è la quella sul costume popolare. Le diverse stampe illustrano il modo di vestire alla velletrana; tra le più rappresentative vi è la litografia colorata di Gregori in cui ritrae una popolana seduta su una roccia. Altre stampe ottocentesche sono di autori romani quali Luigi Ferrari e Salvatore Marroni. Non poteva mancare una Famiglia Velletrana di Bartolomeo Pinelli, maestro indiscusso di questo genere che all’inizio dell’Ottocento diede alle stampe numerosi album di acqueforti.

Chiudiamo l’esposizione con l’incisione che riguarda la nostra Madonna delle Grazie, immagine venerata nella cappella a lei dedicata nella basilica di S. Clemente a cui tutti noi veliterni siamo devoti. L’acquaforte venne realizzata per il libro “Istoria del santuario della Beatissima Vergine delle Grazie che si venera nella SS. Basilica Cattedrale di Velletri”, stampato a Roma nel 1855.