Velletri, il 7 gennaio anniversario del mitragliamento della stazione

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Cerimonia commemorativa alle ore 11 del 7 Gennaio presso l’ epigrafe commemorativa sul marciapiede del primo binario. Velletri, aveva conosciuto il duro volto della guerra l’8 Settembre 1943, quando una incursione seminò lutti e rovine nella zona bassa: piazza Mazzini, la Cattedrale e le zone circostanti. Il 7 Gennaio 1944 il fuoco “amico” si abbatté sulla stazione ferroviaria, che venne sottoposta ad un pesante mitragliamento, con lo scopo di interrompere la circolazione.

Tre bellissime ragazze saranno segnate dalla tragicità della guerra. Valeria era sposata con Angelo Barzon, un ufficiale dei granatieri che l’aveva fatta tornare in Italia con i loro figli Gianpaolo e Rodolfo molto piccoli, perché in Africa dove era di stanza la situazione si apprestava a volgere al peggio. Liana e Bianca erano nel fiore della gioventù. La prima, Liana, aveva 23 anni e la seconda Bianca appena adolescente. Giulio usava tutti i giorni all’una salire a casa per ascoltare il bollettino di guerra, una abitudine però che nel 1941 sconvolse la vita di Valeria.

Eravamo nel mese di Marzo del 1941 quando dalla Radio si apprese che era caduto in battaglia a Cherem il generale Orlando Lorenzini. La giovane sposa capì subito che il suo Angelo era morto, infatti poco dopo arrivò il funzionario del ministero della guerra a darle la ferale notizia. Sconvolta, quando anche Velletri iniziò a conoscere la nuda e cruda realtà delle bombe, prese i figli e andò al Nord a Padova dalla famiglia del marito, al quale è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare alla memoria. A Velletri con Giulio e Maria restarono ad abitare alla stazione solo Liana e Bianca. Liana era fidanzata con un soldato che nel frattempo viene tratto prigioniero in Germania, i cui genitori avevano una proprietà poco dopo il ponticello della stazione dove oggi si trova la rotonda di Via Eduardo De Filippo.

Il 7 Gennaio 1944 il complesso ferroviario è sottoposto a un violento mitragliamento da parte dell’aviazione alleata a copertura delle operazioni di preparazione dello sbarco di Anzio che sarebbe avvenuto da lì a poco. I segni di quella terribile mattinata sono ancora visibili sulle colonnine della pensilina del primo binario.

Dopo la prima ondata Bianca e Liana, uscirono dalla stazione perché Liana voleva andare a vedere se i genitori del suo fidanzato si erano salvati e percorsa la poca strada fino al ponticello vennero colte dalla seconda ondata. Si buttarono a terra, ma un caccia mitragliando a bassa quota colpì Liana alla nuca. 

Passato il pericolo Bianca, capito che la sorella era ferita, sconvolta corse verso la stazione, intanto Liana veniva portata in Ospedale dove morirà subito dopo. La famiglia del fidanzato chiede alla famiglia Capobianco il corpo di Liana per tumularlo nella loro tomba, dove ancora riposa. Lui non seppe nulla. Solo una volta tornato a Velletri scoprì tutto. Rimase legato a Liana fino alla fine conservando gelosamente una sua foto.

Alessandro Filippi