Velletri, incontro con il CREA

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Presso la sede storica della Cantina Sperimentale di Velletri il CREA svolge attività di sperimentazione in campo enologico e della viticoltura. Grazie alle caratteristiche dei terreni che ospitano diverse specie di vitigni e l’esposizione degli stessi è possibile ottenere specifiche produzioni per l’imbottigliamento di varie qualità di vino. La produzione in loco ha naturalmente specifiche finalità sperimentali: si cura la selezione delle uve da coltivare, gli eventuali trattamenti con l’obiettivo di abbattere l’uso di fitofarmaci e trattamenti chimici a scopo antiparassitario; si curano le varie fasi di spremitura, fermentazione, imbottigliamento ed invecchiamento del prodotto. L’esempio delle attività svolte in questa sede ha anche una grande valenza di vera e propria scuola di formazione per i futuri operatori nel campo vitivinicolo ed enologico. Da un punto di vista didattico, l’attività svolta in loco in qualità di docente da parte del Prof. Massimo Morassut rappresenta un contributo prezioso ed imprescindibile per la stessa valorizzazione delle potenzialità produttive del territorio veliterno. Il recupero della tradizione enogastronomica passa infatti attraverso un capillare impegno fatto di ricerca, sperimentazione, innovazione e formazione dei futuri operatori nel settore, collaborando anche con Enti esterni, Scuole di formazione professionale ed Università.

In questo spirito, il giorno di venerdì primo di dicembre scorso si è svolto un incontro presso il CREA di Velletri, che ha visto la partecipazione di un gruppo di studentesse del Dipartimento di Agraria della Università degli Studi di Napoli “Federico II”. In particolare, si è trattato di un gruppo di laureande frequentanti il Corso di “Gestione Qualità e Certificazione” tenuto dal Prof. Luigi Scognamiglio, profondo esperto in questioni gestionali inerenti le normative e le procedure di controllo di qualità, relativa certificazione e l’attuale legislazione a riguardo. L’incontro dello scorso primo dicembre ha visto lo svolgersi di una visita guidata, durante la quale le future Dottoresse in Agronomia hanno potuto osservare in loco l’impianto dei filari con varietà diverse di vitigni, la disposizione ottimale sul terreno e le tecniche di irrigazione adottate. La visita è proseguita nella cantina, ove sono stati illustrati i processi di fermentazione in tino, imbottigliamento, invecchiamento e conservazione dei vini imbottigliati, con particolare riferimento alle condizioni ambientali dei locali di lavorazione e conservazione del prodotto. Nella visita è stato così dato rilievo a tutti quei fattori (dall’origine del vitigno alla zona geografica di produzione, passando attraverso le varie fasi di lavorazione fino all’imbottigliamento) che si rivelano essere requisiti fondamentali o comunque importanti per una corretta e completa certificazione di qualità di un prodotto pronto per essere proposto ed introdotto nel mercato. Come qualsiasi prodotto commerciabile di dichiarata affidabilità, anche quello enologico deve presentare una certificazione espressamente indicata e documentata che permetta, attraverso l’indicazione di opportuni riferimenti, di risalire alle varie fasi della filiera produttiva: essere in grado di ricostruire la storia di un prodotto enologico, dall’impianto della vigna fino alla tavola del consumatore, attraverso le indicazioni offerte da una corretta certificazione di qualità (e ciò vale per ogni prodotto del settore agroalimentare), è una garanzia che va anche e soprattutto a tutela della stessa salute del consumatore. Oggi le tecniche di produzione nel settore enologico sono ben note a tutti i produttori e quindi anche il prodotto più standardizzato, come molti vini commerciali reperibili su ogni scaffale di supermercato, garantiscono i requisiti fondamentali di qualità e sicurezza; le qualità di vino, fra l’altro, sono altamente diversificate, dal vino da tavola ordinario fino al prodotto più pregiato ed esclusivo.

La visita al CREA è stata inoltre accompagnata da una lezione-seminario del Prof. Massimo Morassut sulle attività di ricerca dello stesso Ente ed in particolare su quanto in atto all’interno del Centro di Viticoltura ed Enologia e relativo Laboratorio a Velletri. Nella lezione sono state fra l’altro esposte e descritte varie tecniche innovative di selezione delle uve per la ricerca di nuove specie bioresistenti sia nei confronti dell’attacco da parte di agenti patogeni, sia nei confronti di vari fattori ambientali potenzialmente avversi. Altri docenti hanno poi illustrato con successivi interventi varie tecniche di ricerca, produzione, controllo e certificazione nel settore vitivinicolo ed enologico.

Per le future Dottoresse in Agronomia della Università “Federico II” di Napoli accompagnate dal Prof. Luigi Scognamiglio, la giornata di visita presso il CREA di Velletri ha rappresentato una esperienza unica: toccare con mano la realtà di una filiera produttiva dal vitigno fino al prodotto in bottiglia; rendersi conto dell’organizzazione e gestione delle fasi di un processo produttivo; comprendere quali sono i fattori imprescindibili per una corretta certificazione di qualità. Tutto ciò nella prospettiva di formare quelle nuove leve che nel futuro possano portare avanti un settore dell’agroalimentare, come quello enologico, che è una peculiarità della nostra stessa storia, tradizione e cultura; un settore eminentemente costituito da piccoli e medi produttori, ma che nel loro insieme rappresentano un fattore di grandissimo rilievo nel bilancio della produzione italiana di qualità riconosciuta in tutto il mondo.

LUCIO ALLEGRETTI