Velletri, l’ex premier Matteo Renzi al “Casale della Regina” ha presentato “Palla al centro”

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Quarantacinque minuti per spiegare il secondo tempo del suo progetto politico. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, è arrivato a Velletri dove di fronte a una sala gremita ha presentato il suo libro “Palla al centro” (Piemme) dando vita a un monologo che ha trattato tutti i temi contenuti nella sua pubblicazione. Accolto dall’Assessore Fausto Servadio, dagli esponenti di Italia Viva cittadini Gianfranco Cestrilli, Giuliano Cugini e Maria Paola De Marchis e alla presenza delle più alte cariche comunali con il Sindaco Ascanio Cascella in prima fila assieme agli assessori Chiara Ercoli e Cristian Simonetti, l’ex premier ha salutato con affetto Velletri rievocando i pranzi preparati da Benito (l’evento si è tenuto al Casale della Regina, ndr) ai tempi della sua presidenza. In sala tantissime le rappresentanze politiche cittadine e non (presenti anche Marietta Tidei e Maria Elena Boschi) a cominciare dall’ex Sindaco Orlando Pocci, passando per l’attuale segretario del PD Edoardo Menicocci e tanti consiglieri comunali ed esponenti politici di maggioranza e opposizione. Un pubblico trasversale, quindi, che dà senso a quel “centro” cui tanto ambisce Matteo Renzi.

Renzi è partito dalla situazione politica internazionale per arrivare a quella italiana, non lesinando stoccate alla premier Giorgia Meloni e ai leader dell’opposizione Giuseppe Conti ed Elly Schlein. “Quando ero premier”, ha detto, “Barack Obama organizzava il summit sul nucleare per ridurre le armi nucleari. Molti di noi gli dicevano che fosse superfluo, e invece aveva ragione. Le tensioni oggi crescono. L’obiettivo è quello di dire: in questo clima così ingarbugliato noi abbiamo bisogno di politica e non di influencer, abbiamo bisogno di progetti a lungo termine e non di likes o twitter. Poi servono anche i post e i likes, ma prima viene la politica e tutto il ragionamento del libro vuole affermare proprio questo”.

Renzi, che spesso e volentieri ha lasciato il palco per passeggiare in platea e avvicinarsi ai cittadini, ha criticato aspramente – portando alcuni esempi pratici di episodi che accadono in Parlamento e riguardano leggi votate e contraddizioni sulle opinioni espresse in aula – quasi tutti i partiti dell’arco costituzionale, rei di fare attenzione alle tendenze social per acchiappare consenso snobbando le vere problematiche del Paese. Ne consegue un oscuramento della verità a favore di temi frivoli o non primari, che cercano di fare breccia tramite la comunicazione e non informano le persone su quello che si decide. La foto di Giorgia Meloni con sua figlia in braccio in aereo è stato un caso di quelli analizzati: suscita tenerezza ed empatia, annullando la questione dei voli di stato per fini privati con parenti e familiari di fronte a un quadretto familiare tanto amato.

L’ex Sindaco di Firenze ha ribadito anche come ormai tutto ciò che ha promosso da capo del governo sia nella fase storica del passato: “sono dieci anni da quando ero al Governo, in questi dieci anni il mondo è cambiato e oggi dobbiamo decidere se vogliamo fare un secondo tempo o meno giocandolo in modo totalmente diverso da allora. Lo giochiamo cercando di capire che c’è bisogno di un’Europa che si svegli. Sono terrorizzato da quest’Europa che dorme e non tocca palla. Dagli Stati Uniti alla Cina non proferisce parola, in Medio Oriente abbiamo mandato Di Maio… Su Russia e Ucraina non ci esprimiamo, sul caos africano neanche, nel Sud Est Asiatico. Il mondo è un po’ ingarbugliato, è un quadro apparentemente privo di speranza in cui persino la democrazia americana non sta benissimo. In questo scenario non ci servono gli influencer”. La complessità della situazione, a detta di Renzi, impone decisione e prospettiva politica. E invece prevale la linea dell’immagine, come appunto è costume degli influencer: “Giorgia Meloni è stata brava a presentarsi come una novità della politica, e invece ha già fatto cinque legislature, le stesse di Cirino Pomicino. Però se dici Cirino Pomicino è il vecchio, Giorgia Meloni è il nuovo, è stata brava nello storytelling. In questo ragionamento sale sul palco di Atreju non parla di MES, Patto di Stabilità, Expo, Tribunale dei Brevetti… capisce che sta arrivando l’onda dell’algoritmo e ci si butta alla grande, facendo del male alla comunicazione e occupandosi di giocare le stesse arme degli influencer come Chiara Ferragni”.

Un passaggio poi Renzi lo ha riservato alle faccende legali che spesso occupano il campo della comunicazione: “è anticostituzionale delegittimare gli avversari, ma il mondo della comunicazione ormai predilige altre dinamiche e quando tu provi a reagire chiedendo i danni non sembra una cosa giusta”, ha detto.   La serata con Renzi si è conclusa con un lungo firma-copie e tante domande poste a un personaggio della politica che, sia per i detrattori che per i sostenitori, rappresenta sempre una fonte di curiosità e stimolo grazie anche alla sua capacità dialettica. L’ex premier con questo libro riafferma con forza le proprie idee e le proprie battaglie per il futuro, in ottica elettorale e non solo, aggiungendo al dibattito pubblico un contributo importante.