Velletri, si chiude il sipario sulla VII edizione della “Campaniliana”: a vincere il Premio Mauro Cattivelli e Paolo Quattrocchi

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Con la due giorni di venerdì 20 e domenica 22 ottobre si è conclusa la VII edizione della “Campaniliana”, rassegna di teatro e letteratura organizzata dalla Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, diretta da Giacomo Zito, in onore di Achille Campanile – scrittore, giornalista e sceneggiatore – che ha vissuto fra Velletri e Lariano e contraddistinto il Novecento e la letteratura con il suo umorismo.

Venerdì 20 ottobre alle 21, al Teatro Artemisio-Volontè di Velletri, si è celebrata la seconda edizione del Contest “Campanella d’Oro”. In gara cinque compagnie che hanno portato sul palco le opere di Achille Campanile scelte tra quelle inserite nell’elenco testi proposti sul sito della manifestazione. A vincere i PrestigiAttori, di Albano Laziale, con una originale e vibrante interpretazione de “La lettera di Ramesse” con il teatro delle ombre. Applausi anche per gli altri attori in gara, dagli storici interpreti campaniliani de “Il Teatrone” di Velletri che hanno realizzato “La “O” larga” e “La Passeggiata” ai Marimax di Roma con “Gentiluomo”, “Dramma di mezzanotte” e “Galileo”, passando per Lisa Manna che ha interpretato “Quelli che vanno a letto” e “Un commercio ideale” e la Compagnia Instabile con “L’orrenda Parola”. Il pubblico ha votato la compagnia più gradita, con un peso del giudizio del 60%. Il restante 40% è stato affidato alla giuria di qualità, composta da Maura Dani, Sebastiano Colla, Lorenzo Canarutto, Vladimiro Sist, Luigi Pisani e Rocco Della Corte. A impreziosire la serata le Giorgio Belocchi e Eleonora Alfei con le performance di intrattenimento in attesa dell’esito della votazione.

Domenica 22 ottobre, invece, al Teatro Artemisio-Volontè è stato assegnato il Premio Nazionale Teatrale “Achille Campanile”: un assegno di € 1.000,00 per un’opera teatrale inedita, di genere umoristico e redatta in lingua italiana, messo a disposizione dalla Clinica Madonna delle Grazie di Velletri. Alla presenza della Commissione giudicatrice, con il critico Arnaldo Colasanti, la giornalista Emilia Costantini, gli attori Michele La Ginestra e Luigi Pisani, e il figlio di Achille, Gaetano Campanile, si è celebrata la premiazione coordinata da Maura Dani e Giacomo Zito. Ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento “L’abominevole esperimento del dr. Kraniak” di Mauro Cattivelli e Paolo Quattrocchi. Questa la motivazione redatta dalla giuria e letta dal presidente di Arnaldo Colasanti: “La commedia usa a piene mani lo stereotipo: il film horror, la favola, il romanzo di fantascienza. I giovani Nando e Manon di notte imboccano un sentiero nel bosco, ritrovandosi davanti alla villa del dottor Kraniak, dove, ovviamente, accadono i più spaventosi esperimenti, intanto che il dottore non può che essere detto abominevole, diabolico, lo scienziato pazzo, secondo la più classica lista di questo tipo di storie. Colpisce come la commedia non faccia nulla per darci una sorpresa; mirando ad altro: appunto, al luogo comune, al fatto che quello che stiamo leggendo sia una storia che ben conosciamo, insomma la solita del matto che cerca con le sue provette, l’elettricità e un po’ di chimica raffazzonata, di cambiare il cervello alla gente. Ma è tutto qui? La commedia, passo passo, si rafforza. Finisce per convincerci proprio nel momento in cui allo stereotipo corrisponde la più antica regola della commedia: e se fosse che proprio il cambiare il cervello in testa alla gente sia il modo migliore per dire la verità su noi uomini, rendendoci insomma migliori di quello che siamo? Ma sì, da qui si comincia a ridere e L’abominevole esperimento del dottor Kraniak si trasforma in un gioco di porte che si aprono e che si chiudono, o meglio in un spalancarsi di cervelli e di corpi trasferiti qua e là forse elettricamente, in una confusione di lingue, così da farci ridere a crepapelle, senza però toglierci dalla mente la serietà di sapere chi noi uomini e donne siamo per davvero”.

A seguire è andata in scena “Crimini e portate” di Antonello Coggiatti, opera vincitrice del 2022. La rappresentazione è stata curata dall’Associazione Sentieri dell’Anima di Velletri per la regia di Luigi Pisani e David Gallarello e ha visto in scena Fabiana Ariano, Stefania Donati, Alessandra D’Elia, Arianna D’Ottavi, Giuseppe Russo e Carlo Carones. L’opera narra di una cena particolare in un luogo indefinito e inquietante. Protagonisti una governante enigmatica, quattro commensali irrequieti, una cameriera sensuale e un unico quesito per il pubblico: “chi sarà stato a organizzare tutto?”. Questi gli ingredienti di un grottesco giallo interattivo dai tratti surreali e dalle sfumature ironiche.

Due giorni di eventi, ideati e realizzati dalla FondArC in collaborazione con il Fondo Campanile e con il patrocinio del Comune di Velletri, e una spiccata vocazione teatrale per una rassegna che ha celebrato con un’ottima cornice di pubblico la sua settima edizione e ambisce sempre più a diventare un punto di riferimento per gli scrittori e gli sceneggiatori umoristici a livello nazionale.

FOTO A CURA DI ARTEMISIA MOLETTA