Velletri, Vicolo Fiscari: “Riprendiamo da dove eravamo rimasti”

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Passeggiando nei vicoli del centro storico cittadino, buttando l’occhio a qualche campanello, mi sono reso conto di quanto in questi ultimi anni stia cambiando il volto della popolazione che oggi risulta gran parte straniera. Quello che una volta era il cuore pulsante delle tradizioni veliterne sta mutando rendendo sempre più difficile mantenere vive certe consuetudini che prima invece facevano parte della vita quotidiana.

Questo ci induce oggi ad una profonda riflessione: oltre a mantenere vive le tradizioni dobbiamo anche saperle insegnare a chi è arrivato da paesi lontani e certamente non è in grado di coglierle nel loro significato più vero, come patrimonio secolare di un popolo antico come il nostro.

Una di queste è senza dubbio, quella degli altarini alla Madonna, che fino a qualche anno fa, rappresentavano una delle consuetudini che precedevano la Festa della prima domenica di maggio, ed oggi possono sembrare anacronistici, ma sta a noi, a trovare quel coraggio che ci faccia uscire dalle Chiese dove ormai ci siamo rintanati a cantare e pregare e tornare in strada.

Tornare in strada cercando di avvicinare gli stranieri che le abitano, spiegando loro cosa facciamo e soprattutto cercando di trasmettere loro rispettandoli il valore delle nostre tradizioni e il nostro modo di onorare Maria.

Il Cardinale Borgia, diceva ai suoi missionari: “evangelizzate rispettando le loro culture” e noi dobbiamo diffondere le nostre tradizioni rispettando quelle degli altri, con il coraggio dei primi cristiani e la forza che Francesco ci chiede quotidianamente, apprezzabili tutte le iniziative che sono state messe in essere in occasione di questa ormai prossima Festa della Madonna delle Grazie, ma se alla base non c’è il diffondere la spiritualità mariana e confrontarla con quelle delle altre religioni non andremo lontano.

Nelle tre sere del triduo di preparazione alla Festa della Madonna delle Grazie, quando ci troveremo in Vicolo Fiscari per cantare a Maria, dobbiamo essere pronti ad avvicinare chi non conosce questa antica tradizione e spiegarla affinché anche “lo straniero” possa apprezzarla e magari unirsi a noi, ma questo lo si può fare solamente con prendere sotto braccio il fratello che non conosce e portarlo a Maria. 

Nella vetrina del Polo Espositivo “Juana Romani” come tradizione in occasione della Festa della Madonna delle Grazie sono state esposte delle opere a tema, quest’anno si sono scelte tre icone realizzate dall’iconografa genzanese Emanuela Tardivo, rappresentanti la Madre della Divina Grazia e la Madre della Carità di Velletri, esposte insieme a quella rappresentante la Vergine di Capocroce di Frascati, questo per unire anche attraverso la devozione mariana le due diocesi di Velletri – Segni e Frascati, ai piedi della Madonna di Capocroce una scultura della giovane artista Emma Chiavarone che richiama il particolare periodo storico che stiamo vivendo.

Nella piena libertà di credere o meno, anche quello che ruota intorno ad una festa come quella della Madonna delle Grazie è cultura e la cultura va sempre salvaguardata – valorizzata e tramandata.

Alessandro Filippi