Vincenzo Nicosanti ed Alessio Giachetti: due esempi di serietà e passione

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Vincenzo Nicosanti ed Alessio Giachetti, accomunati nella serietà e passione con cui m’hanno aiutato a far crescere “Velletri per il Malì”, ed anche nell’anno e mese in cui mi hanno lasciato. Mi rendo conto che il passare del tempo produce inevitabilmente, in chi è nato dopo, il bisogno di sapere di chi stiamo parlando, e, scusandomi con chi li ha conosciuti, e non ha bisogno di sentirselo ripetere, delineerò un loro profilo. Vincenzo era un veliterno genuino e schietto come il vino che produceva, lavorando con le proprie mani, ed aveva un sofferto orgoglio di questa sua condizione. Sentiva con profondità commovente la realtà che l’agricoltore è l’individuo più necessario all’umanità, ed esigeva che l’insostituibile patrimonio della sua conoscenza diretta della terra, fosse rispettato, e che la produzione agraria non fosse stravolta dallo spadroneggiare di tecnocrati manovrati da interessi estranei sia alla dignità del lavoratore, sia al benessere del consumatore, sia alla conservazione della natura. Fin dai primi anni settanta s’informava sui primi dibattiti sui limiti dello sviluppo, sull’ipersfruttamento e sull’avvelenamento del suolo. Alessio era un datore di lavoro che gli associati alla sua cooperativa stimavano come meritava, perché li trattava non solo come si deve, ma meglio ancora. Sapeva lottare con tempra atletica contro i burocratismi, e gli affarismi che intralciano il funzionamento d’un’agenzia di servizi, e cercano d’umiliare un uomo di capacità superiori. “Velletri per il Malì” rinnovata è ancora viva, ed ha superato i quarant’anni di vita lo scorso dicembre.  Sul Malì, nel silenzio rigoroso della nostra Tv, l’ultimo presidente, Goità, dopo tensioni col governo Macron,  e la cacciata delle ONG francesi,  si è buttato dalla parte della Russia, che “aiuta “ i maliani vendendo loro i servizi del “gruppo Wagner” ed aerei da combattimento, ma soprattutto “vende” l’idea che i francesi sono neocolonialisti ed imperialisti,  mentre loro ( i russi) no.  Nei comunicati ufficiali i russi parlano di “guerra non convenzionale” che non loro, ma I francesi avrebbero programmato.