Walter Veltroni alla Mondadori di Velletri: giallo, amore, morte e memoria nell’ultimo libro della serie di Buonvino

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Gran pienone alla Mondadori Bookstore di via Pia a Velletri per l’incontro con Walter Veltroni, arrivato in città per presentare il suo ultimo giallo “Buonvino tra amore e morte” edito da Marsilio. Dialogando con Daniele Dibennardo lo scrittore ha raccontato quello che è il quarto capitolo della serie di libro sull’atipico commissario di Villa Borghese.

“Potrebbe diventare un film o prodotto seriale”, ha detto Veltroni, “ma intanto è il quarto episodio di questa serie di libri sul commissario Buonvino, che agisce a Villa Borghese. Per volere di un Sindaco innamorato di quel luogo, infatti, ho immaginato un commissariato nel parco culturale unico al mondo nel quale c’è di tutto: galleria d’arte, cinema dei piccoli, teatro, Bioparco, Casina di Raffaello e potrei continuare… Tutto dentro una meraviglia di verde davvero incantevole”, ha aggiunto Veltroni, per il quale lo sfondo romano è una necessità visto l’amore per la città capitolina.

Oltre all’ambientazione cruciale è anche l’inquadramento psicologico del luogo: “Ho pensato, all’, che ambientate in villa Borghese una serie di episodi di violenza tipici del giallo sarebbe stato ancora più forte perché è un luogo di serenità e gioco e c’è sempre un gran silenzio. Insomma è l’ambiente giusto per storie di questa natura”.

Il Commissario Buonvino non perde le proprie caratteristiche emotive, seppur messo a dura prova stavolta. Uomo di giustizia, è stato descritto dal suo ideatore Veltroni come “uno che ha preso tante botte e ricevuto tante sconfitte ma si è rialzato, ha combattuto, usa la ragione e non le pistole per sciogliere gli enigmi. Svolge il suo mestiere animato da uno spirito malinconico e anche umoristico, è un uomo morbido, un direttore di orchestra e non un solista che vuole mettere in armonia le persone”.

Stavolta il protagonista del romanzo di Veltroni oscilla fra amore e morte perché si intrecciano le proprie vicende intime con quelle di tipo lavorativo. Appena sposato, infatti, vede sua moglie ferita sotto un colpo di pistola a seguito di un agguato. “Il romanzo inizia con lui in Clinica perché hanno sparato alla moglie ed è questo il primo filone di indagine, Buonvino vuole capire se le hanno sparato per colpire lei o per colpire lui”.

Il secondo filone di indagine è invece legato a una vicenda vera, che Veltroni ha scoperto su facebook indagando sulle memorie di Roma ai tempi della seconda guerra mondiale. In particolare a colpirlo un post scritto del professore Antonio Areddu (presente tra il pubblico a Velletri e accolto da un applauso). Il post riguardava il riferimento all’esecuzione di un tale Coppola, frettolosamente condannato e giustiziato quattro giorni prima dell’arrivo alleato. “Una esecuzione”, ha spiegato Veltroni, “che non convinceva né me, né Areddu e né Buonvino”. Insomma, a fare legna per il giallo veltroniano il coma di Veronica, moglie di Buonvino, le ragioni del suo tentato omicidio e il cadavere davanti alla Casina di Raffaello dove viene giustiziato Coppola.

Il substrato storico della narrazione ha spinto lo stesso autore ad accompagnare il suo personaggio in un viaggio nel tempo, ma contemporaneamente Buonvino deve gestire lo strazio della vicenda personale. La storia è sempre il focus principale di Veltroni, però, che ha dichiarato di muoversi volutamente nel periodo tra la fine della guerra e la ricostruzione per adempiere al suo obiettivo letterario, curare la memoria: “Invito sempre e comunque nei miei libri a coltivare la memorie per evitare i rischi di ripetizione degli errori che la nostra umanità ha compiuto. Non è inutile, guardate gli insulti agli ebrei, o la difficoltà a condannare chi vuole impadronirsi di territorio non suoi, sono segnali di spiriti maligni della memoria. Io ho dedicato tutte e due fasi della mia vita, quella politica e quella del racconto, a riconnettere fili di una memoria interrotta. La grande verità la ha detta Papa Francesco, parlando di memoria: quella di oggi altro non è che una guerra mondiale a pezzi”.

Al termine dell’incontro lunghissimo firma-copie per l’autore, salutato anche dalla vice-Sindaca Giulia Ciafrei. Prossimo appuntamento alla Mondadori Bookstore il 25 marzo con lo scrittore Gianluca Gotto.