X Velletri Wine Festival, la memoria degli ex insegnanti dell’Istituto “Juana Romani”

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Il primo settore della mostra allestita per la X edizione del Velletri Wine Festival “Nicola Ferri” è dedicata alla memoria degli ex insegnanti dell’Istituto Statale d’arte Juana Romani, questo per rinsaldare il legame con la scuola della manifestazione e del Circolo Artistico La Pallade Veliterna.

Provenienti in gran parte da collezioni private, abbiamo potuto esporre opere di insegnanti che hanno lasciato un profondo ricordo del passaggio nella scuola. Dalla collezione del preside Architetto De Rossi fino alle opere del Prof. Santolo Maffettone, del Prof. Giovanni Pennacchietti, del Prof. Giuseppe Vittorio Parisi, due opere del Prof. Valerio De Angelis, la terza è della Signora Gianna Nanni.

Per concessione delle famiglia abbiamo opere del Prof. Giglio Petriacci,  Livio Rondoni, Cavour Corsetti, Fernando Favale, Enzo Maone, mentre per concessione del Prof. Giuseppe De Rossi, opere degli insegnanti Gino Nanni, Sandro Lopes, Giorgio Corona.

Dall’archivio professionale del preside Arch. De Rossi abbiamo esposto i lucidi originali del piano di ricostruzione edilizia di Velletri dove si può vedere chiaramente il previsto recupero del Palazzo Ginnetti Chiude il settore un bellissimo bassorilievo del Prof. Maurizio Orsolini insieme ad un porta ombrelli in ceramica del Prof. Roberto Guidi.

Un sentito omaggio a delle figure che hanno scritto e continuano a scrivere pagine importanti della storia dell’arte veliterna, unito all’esposizione dei lavori della Sezione Metalli e Oreficeria realizzati in metalli preziosi vuole sottolineare l’importanza che ha avuto l’Istituto Statale d’arte Juana Romani.

Una scuola che è stata una vera fucina di maestri artigiani che oggi sono le anime pulsanti dei numerosi laboratori orafi attivi sul territorio ai quali bisogna dare massima visibilità e attenzione perché rappresentano una pagina fondamentale del tessuto urbano veliterno.

Speriamo che nei due giorni della Festa dell’ Uva i numerosi visitatori possano comprendere con mano di cosa stiamo parlando e l’amministrazione comunale attenta al rilancio del territorio possa comprendere che per ripartire bisogna necessariamente trarre forza dalle botteghe orafe.

Alessandro Filippi