
Il 12 settembre 2025 segna il 35° anniversario dalla scomparsa di Davide Cervia, tecnico esperto in guerra elettronica, strappato improvvisamente alla sua famiglia e alla sua vita il 12 settembre del 1990. Da quel giorno, di lui non si sono più avute notizie.
Una vicenda che ha segnato profondamente Velletri, ma che ha avuto e continua ad avere un’eco nazionale e internazionale per i suoi contorni inquietanti: il coinvolgimento di apparati dei servizi segreti, bugie istituzionali, omissioni e depistaggi. Negli anni è emerso in modo sempre più chiaro che si è trattato di un rapimento legato alle sue competenze militari, avvenuto nel silenzio e nella complicità di organi dello Stato. Un caso che resta tra i misteri irrisolti più oscuri della storia repubblicana.
Nel 2019 il Ministero della Difesa, sotto il governo Conte I, ha riconosciuto le proprie responsabilità con un risarcimento simbolico di un euro alla famiglia, ma la verità è rimasta oscura. Nonostante ciò, la famiglia Cervia, con la moglie Marisa e i due figli, non ha mai smesso di lottare per la verità. Anche le istituzioni locali rinnovano la loro vicinanza. Così il vice sindaco di Velletri, Chiara Ercoli, ha voluto ricordare Davide Cervia con parole intense e sentite: “Oggi, 12 settembre 2025, ricorrono 35 anni da quel giorno che ha segnato per sempre la vita della famiglia Cervia e la storia della nostra comunità. Era il 1990 quando Davide scomparve improvvisamente, vittima – come poi sentenziato – di un rapimento. Da allora restano domande senza risposta, speranze spezzate e silenzi che pesano come macigni.
Davide non è soltanto un nome nella cronaca: è un uomo, un marito, un padre che la sua famiglia non ha mai smesso di aspettare. Il ricordo di Davide ci richiama al valore della memoria e al dovere morale di continuare a cercare la verità. In questi 35 anni è diventato un simbolo: del rispetto che si deve a ogni persona scomparsa, del coraggio di chi non smette di lottare, della responsabilità collettiva di non lasciare che l’oblio cancelli nomi e volti che hanno diritto a una risposta. Alla famiglia Cervia va, ancora una volta, la mia più profonda vicinanza e la solidarietà di chi non dimentica.”
Il caso Davide Cervia non può e non deve cadere nel dimenticatoio. È il simbolo di una battaglia per la verità che coinvolge non solo i familiari, ma ogni cittadino che crede nella giustizia, nella trasparenza e nel dovere dello Stato di proteggere i propri cittadini. Cosa che con Davide non è stata fatta.










