Per la difesa comune delle risorse naturali del Vulcano Laziale: stop allo sfruttamento idrico e al consumo di suolo

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Comunicato del Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani in appoggio alla vertenza Fassa Bortolo e con il Comitato No Bretella Cisterna-Valmontone.

Per la difesa comune delle risorse naturali del Vulcano Laziale: stop allo sfruttamento idrico e al consumo di suolo

La situazione attuale

Il nostro territorio ha subito una forte speculazione edilizia, accompagnata da un aumento dei prelievi idrici che ha messo a rischio l’equilibrio idrogeologico dei bacini del Vulcano Laziale. Nuovi pozzi, l’incremento dei consumi industriali, nuove strade e il progetto dell’inceneritore di Roma hanno aggravato una già preoccupante scarsità d’acqua, protraendo un modello insostenibile per l’ambiente e per la collettività.

Attualmente i laghi dei Castelli Romani hanno perso quasi 50 milioni di mc di acqua, un abbassamento di livello di 6,5 m. Il 18% del nostro territorio è stato cementificato e asfaltato impedendo l’infiltrazione nel suolo di più di 80 milioni di mc di piogge l’anno.

I risultati finora conseguiti grazie alla nostra lotta:

• Nel 2009 la Regione Lazio ha adottato la Determina 445, primo importante atto che ha riconosciuto il valore strategico delle nostre risorse idriche.

• Successivamente è stato approvato il Piano di Tutela delle Acque del Comprensorio dei Castelli Romani, frutto dell’azione congiunta del nostro Coordinamento e degli enti preposti.

Questi provvedimenti, tuttavia, restano parzialmente inattuati: la sfida ora è trasformare le carte in fatti, garantendo controlli efficaci, limitando i prelievi abusivi e promuovendo un uso razionale e condiviso dell’acqua.

Verso un impegno comune, competente e trasparente

Chiediamo alle associazioni del territorio che ancora non fanno parte del coordinamento di unirsi per l’attivazione di queste azioni:

1. Partecipare al Contratto di falda dei Castelli Romani – Il tavolo permanente con tutti i soggetti civici e istituzionali per monitorare l’applicazione del Piano di Tutela e segnalazione tempestivamente le criticità.

2. Formazione e partecipazione – Organizzare workshop, corsi e campagne informative per dotare cittadini e associazioni degli strumenti tecnici e giuridici necessari a intervenire attivamente sul territorio.

3. Ricorso ad azioni legali e amministrative – Pronti a utilizzare ogni obbligazione di legge, fino allo strumento dell’azione popolare, per difendere il bene comune e far rispettare i vincoli paesaggistici e idrici.

4. Moratoria sui nuovi prelievi – Bloccare l’apertura di nuovi pozzi, l’ampliamento dell’inceneritore e qualsiasi progetto che comporti aumento dei consumi d’acqua come previsto dalla 445.

Il nostro appello

Non è più tollerabile un modello di sviluppo che sacrifica l’acqua—risorsa vitale—sull’altare del profitto immobiliare e industriale. Invitiamo tutte le realtà locali, gli amministratori pubblici ei cittadini a fare fronte unito, rivendicando una gestione trasparente, democratica e sostenibile del territorio. Solo insieme potremo garantire che le acque del Vulcano Laziale continuino a scorrere limpide per le generazioni future. Per adesioni soslaghi@resedaweb.org