AVS Velletri: “Sindaco e Giunta alle prese con la toponomastica e in pieno stallo sul progetto diriqualificazione di Piazza della Cattedrale di S. Clemente”

La venerazione di Maria è un tratto identificativo, forte e profondo della Città di Velletri, al punto che ne travalica lo stesso perimetro strettamente religioso. Su questo, non ci sono dubbi. E’ così per molte altre Città, soprattutto del Centro Sud, dove le istituzioni sono chiamate, non solo in occasione dei festeggiamenti, a misurarsi con questo sentimento profondamente popolare e trasversale, addirittura identitario, ben oltre la dimensione religiosa strettamente intesa. Immaginiamo, sulla scorta di queste valutazioni, che il Sindaco ha avviato lo scorso anno il percorso per attribuire alla Città di Velletri il titolo di Civitas Mariae. Nel merito non si può che essere d’accordo. Non è un fatto di fede, ma di attenzione nei confronti di un’evidenza e della capacità delle istituzioni di interpretare un sentimento popolare. Poi, quanto, se e come questo titolo renda una comunità più o meno cristiana e praticante, negli usi e nei costumi, è un’altra storia.
Tuttavia, se nel merito non si può eccepire, la modalità di intraprendere questo percorso è stata incerta e tutt’altro che condivisibile, fin dall’inizio, così come il recente provvedimento, che con atto della Giunta, dalla sera alla mattina cambia il nome di una strada, altrettanto importante nell’identità della Città. Per essere chiari, con motivazioni in premessa non qualificabili in senso logico, (La via attualmente denominata Via Metabo…, necessita di una nuova intitolazione per ragioni storiche, culturali e religiose) Via Metabo diventerà presto Via Civitas Mariae, con una decisione unilaterale, senza la ricerca nemmeno formale di condivisione, passando magari, attraverso la Commissione toponomastica, così come previsto dal Regolamento. Alla Prefettura la valutazione e la decisione definitiva. In ogni caso un’occasione persa per cercare la più ampia condivisione e rafforzare il sentimento nei confronti di una tradizione che appartiene alla Città e al suo popolo, non già a una parte.
E poi sicuramente, in quella sede, sarebbe emersa la possibilità di soluzioni alternative, che ci sono, sicuramente più efficaci sul piano simbolico, ammesso che questo possa avere importanza. La fede c’entra poco e non è in discussione, mentre molto dipende dalla sensibilità istituzionale, che riteniamo in questo caso totalmente tradita. Non è un piccolo inciampo, ma una questione di forma che diventa sostanza e tradisce anche una certa difficoltà amministrativa, come spesso accade quando la toponomastica diventa la stanzetta dove mostrare un po’ di muscoli. Nel frattempo l’enfasi dedicata all’evento del 26 agosto ha totalmente oscurato lo stallo totale del Progetto di riqualificazione della piazza della Cattedrale di San Clemente, per oltre 800 mila €, nell’ambito del Giubileo. Un intervento ampiamente atteso e necessario, affidato al Comune di Velletri che ancora non vede luce, anche se in base al cronoprogramma ad oggi dovremmo essere al 50% delle attività. Anche su questo intervento, luci e ombre, probabilmente collegate alle recenti dimissioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici.
AVS Velletri










