E se Porta Napoletana diventasse Porta Maometto?

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Io, Francesco Perciballi, Sindaco Ombra de Velletri, Gran Commendadore dei Post, Governatore dei Gruppi Facebook, Contestabile dei Social, Marchese della Comunicazione, Gran Visir delle Notifiche, Araldo Supremo der Wi-Fi Libbero, Cavaliere der Meme Quatrato e Custode eterno de l’Hashtag,

dichiaro ufficialmente che la storica Porta Napoletana di Velletri assumerà il nuovo nome di Porta Maometto.

Questa decisione è presa come risposta a via Mariae e a piazza Gesù Crì, su proposta del PD per una maggiore inclusione dei Fratelli Arabi che abitano in piazza Cairoli (che presto cambierà nome anch’essa).

Non è solo un gesto simbolico, ma un atto di apertura, di fratellanza e di riconoscimento. Perché questa porta, che nei secoli ha visto passare popoli, commerci, eserciti e speranze, non rappresenti soltanto Napoli e i napoletani, ma tutte le persone a sud del mondo: dal Mediterraneo all’Africa, dall’Oriente ai Sud del pianeta.

Da oggi, Porta Maometto diventa emblema di accoglienza, di scambio e di dialogo universale. Una porta che non divide, ma unisce. Una porta che non respinge, ma invita a entrare. E, a tale scopo, sarà anche rimossa la scritta capitalista “pagar gabella”. Il costo di ogni immigrato sarà a carico dei velletrani.

Che i cittadini e i viandanti possano, attraversandola, sentire il respiro della storia e il richiamo di un futuro condiviso.

Così è deciso, così sia scritto, così sia postato.

NdR: rubrica satirica, ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale.