Daniele Mencarelli ha presentato “Quattro presunti familiari” alla Mondadori Bookstore di Velletri

Serata intensa e partecipata alla Mondadori Bookstore di Velletri, dove il poeta e scrittore Daniele Mencarelli ha presentato il suo ultimo romanzo “Quattro presunti familiari”, edito da Sellerio. Un libro che affronta il dramma delle persone scomparse, tema ancora poco esplorato in letteratura ma di enorme impatto sociale se si pensa anche ai tanti casi di cronaca che riempiono numerose trasmissioni televisive.
“In Italia scompaiono mediamente 80 persone al giorno – ha esordito Mencarelli, che ha dialogato con il professore Daniele Dibennardo – una percentuale altissima è costituita da minori: è un vero esercito di assenze”. Da qui nasce l’idea di un romanzo che esplora, più che il giallo in sé, l’animo umano di chi resta ad attendere.
Il protagonista è un appuntato 32enne dei Carabinieri che, su incarico del maresciallo della sua stazione, viene incaricato di seguire da vicino quattro presunti familiari convocati per il riconoscimento di alcuni resti umani rinvenuti nel territorio pontino. L’indagine si apre con il ritrovamento di uno scheletro: prima si determina il sesso, poi si data il reperto, infine si attiva la macchina delle comparazioni genetiche. In questo tempo sospeso, i “presunti” vivono giorni di angoscia, attesa e dolore sommerso.
“Immaginate un familiare che esce di casa e non torna più – ha invitato Mencarelli il pubblico – convivere con una scomparsa è un trauma che logora l’identità”. Il romanzo racconta proprio questo: l’attesa, la disperazione, il bisogno di trovare segni, la ricerca disperata di un senso in eventi che non lo hanno.
“Questi non sono uomini ma mine anti-uomo – ha detto ancora Mencarelli – appena li tocchi, esplodono”. Ogni personaggio è segnato da un “punto morto”, una ferita nascosta, un dolore che, grattando la superficie – come in un gratta e vinci – rivela qualcosa di sorprendente o terribile. Il potere stesso, come quello dell’Arma, può essere usato in modo costruttivo o distruttivo, a seconda delle dinamiche interiori.
Il romanzo, pur avendo una struttura da giallo, è attraversato dalla sensibilità poetica dell’autore. “Io amo il presente, non il passato. Tutti i miei romanzi hanno in comune un luogo chiuso, dove persone con psicologie diverse entrano in contatto e si costruisce o distrugge qualcosa. In questo libro domina l’elemento della distruzione: si passa dalla pena assoluta a momenti di odio verso chi si ama”.
Il protagonista del romanzo stesso è un giovane senza passioni, senza una vera formazione, uno “spiantato” che nella vicinanza a quel dolore trova la sua occasione di trasformazione. E in tutto questo, rimane una domanda sospesa: c’è una Provvidenza? La riflessione è stata affrontata, anche grazie alle puntuali domande di Daniele Dibennardo, nelle sue molteplici sfaccettature. Il giallo si snoda nella provincia di Latina, con colpi di scena e rivelazioni, lasciando col fiato sospeso i lettori. Al termine della presentazione consueto firma-copie e foto-ricordo. Prossimo appuntamento in Libreria giovedì 5 febbraio alle ore 18 con Walter Veltroni e il suo nuovo romanzo giallo.










