8 marzo, un ricordo di Celia Sanchez

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Nel giorno della Festa della donna vorrei ricordare un’eroina poco conosciuta in questa parte del mondo sempre più permeata da una cultura che al di là delle enunciazioni di principio e tranne poche eccezioni considera la donna comunque non all’altezza dell’uomo.

Quando si parla dell’epopea della Rivoluzione Cubana, vengono alla mente i nomi di Fidel Castro, Ernesto Guevara, il Che, e Camilo Cienfuegos. Pochi sanno che le donne svolsero un ruolo importantissimo per la vittoria della Revoluciòn. Una di queste donne è Celia Sanchez Manduley, nata a Media Luna nell’oriente cubano il 9 maggio 1920.

Celia fu la prima donna in assoluto ad entrare nel Movimento 26 luglio e nell’esercito ribelle, organizzò la rete clandestina tra i contadini che si rivelò vitale per il rifornimento di viveri e armi al movimento guerrigliero svolgendo importanti missioni e guadagnando l’appellativo di “fiore della Sierra Maestra”. Organizzò e diede vita alla formazione di un plotone tutto al femminile “Las Marianas” che si distinse nelle operazioni militari nella Sierra Maestra, dimostrando che anche le donne potevano avere un ruolo decisivo nella lotta contro la tirannia di Batista appoggiata e finanziata dagli USA. Dopo il trionfo della Rivoluzione Celia organizzò la “Oficina de Asuntos Historicos del Consejo de Estado”, per la conservazione dei documenti storici ( El fondo de Celia, nell’immaginario popolare). Divenne segretaria del Consiglio di Stato, in seguito fece parte del Comitato Centrale del Partito Comunista Cubano e deputata alla Asamblea Naciònal del Poder Popular (il Parlamento).

Celia Sanchez morì prima di aver compiuto 60 anni, l’11 gennaio 1980 e fu sepolta nel cimitero di Colòn a L’Avana. All’interno del Parque Lenin a L’Avana, esiste un mausoleo e un monumento che ricorda Celia.