Punto di Ascolto “Marinella”: protocollata la risposta al Sindaco da parte del collettivo Sui Generis

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In data 1° aprile 2026 è stata protocollata una risposta alla lettera con cui il Sindaco ha espresso la propria contrarietà alla riapertura del Punto di Ascolto Antiviolenza “Marinella”, in seguito alla petizione lanciata dal collettivo Sui Generis e sottoscritta da numerose cittadine e cittadini.

Con la loro risposta, il collettivo ribadisce la propria contrarietà alle motivazioni addotte dall’Amministrazione comunale e richiama l’attenzione sulla necessità di garantire servizi antiviolenza specialistici, accessibili e radicati sul territorio.

Il testo evidenzia in particolare come la violenza di genere non possa essere trattata come una problematica generalista, ma richieda una presa in carico specifica, in linea con quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul e dalla normativa vigente. Viene inoltre sottolineato il ruolo fondamentale di un presidio di prossimità, sia per l’emersione dei casi sia per la costruzione di percorsi di fiducia e tutela.

Il Punto di Ascolto “Marinella” viene infine indicato come uno strumento essenziale non solo per l’accoglienza delle donne, ma anche per le attività di prevenzione e sensibilizzazione nel tessuto sociale e scolastico del territorio.

IL TESTO DELLA LETTERA

Di seguito il testo integrale della lettera:

Al Sindaco del Comune di Velletri

Al Presidente del Consiglio

Alla Presidente della VI Commissione

Alla Presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti delle Persone

Oggetto: Riscontro alla nota del Sindaco sulla petizione per la riapertura del Punto di Ascolto Antiviolenza “Marinella”.

Egr. Signor Sindaco,

facciamo seguito alla Sua risposta del 16 gennaio 2026 relativa alla petizione sottoscritta da numerose cittadine e cittadini di Velletri. Iniziamo col sottolineare come il Suo apprezzamento per l’impegno civico dei “numerosi cittadini” firmatari appaia quantomeno parziale: ci saremmo aspettate che una risposta riguardante un servizio antiviolenza riconoscesse esplicitamente le cittadine, ovvero il corpo sociale che più di ogni altro vive sulla propria pelle l’urgenza di questa istanza.

Analizzando i tre pilastri su cui poggia il Suo rifiuto alla riapertura, siamo costrette a ribadire la nostra totale e motivata contrarietà:

  1. Il Segretariato è un servizio generalista, la violenza richiede specializzazione.

Nella Sua risposta, Lei confonde la porta d’accesso con la stanza della cura. Il Segretariato Sociale è, per sua natura, un servizio generalista: è il primo filtro per una moltitudine di problematiche eterogenee (disabilità, minori, assistenza domiciliare, disagio economico). Noi non siamo d’accordo. La violenza di genere non è “una delle tante” emergenze sociali, ma una violazione dei diritti umani che richiede una presa in carico specialistica immediata. La Convenzione di Istanbul (Art. 22) impone agli Stati di fornire servizi di supporto specializzati. Una donna che cerca aiuto non può essere accolta in una sala d’attesa promiscua dove si attende un sussidio o un contrassegno per disabili; ha bisogno di un luogo dedicato, protetto e anonimo, gestito da operatrici formate esclusivamente su questo tema. Il Segretariato “indirizza”, il Punto di Ascolto “accoglie e sottrae al pericolo”.

  • La Rete Sovracomunale non sostituisce la Prossimità.

L’adesione ai protocolli della Procura e della ASL, seppur positiva, non è una gentile concessione ma un obbligo derivante dal “Codice Rosso” (Legge 69/2019). Tuttavia, la rete istituzionale è efficace solo se esiste un presidio di prossimità sul territorio. Moltissime donne non si rivolgono spontaneamente alla Procura o a contesti percepiti come puramente formali. Il Punto di Ascolto comunale è lo spazio “ponte” che intercetta il bisogno dove esso nasce, costruendo quella fiducia che il solo ufficio pubblico non può garantire. Smantellarlo significa privare Velletri dell’unico anello che rende la rete sovracomunale davvero raggiungibile per chi ha paura.

  • Senza un presidio non c’è una reale strategia per la prevenzione.

Lei parla di prevenzione culturale come priorità. Le ricordiamo che il Punto di Ascolto “Marinella” non era un ufficio passivo, ma un motore attivo nelle scuole e nel tessuto sociale. L’Art. 13 della Convenzione di Istanbul chiede una prevenzione non episodica. Chiudere un presidio che ha costruito anni di relazioni stabili con gli istituti superiori di Velletri svuota di significato ogni proclama sulla “sensibilizzazione”. La cultura del rispetto non si fa con i convegni, ma con figure professionali riconoscibili e presenti quotidianamente nella comunità.

In conclusione, Signor Sindaco, la Sua decisione appare come una scelta politica di disimpegno, mascherata da una presunta razionalizzazione dei servizi. Rinunciare a un presidio locale dedicato significa indebolire la tutela delle donne, ignorando le direttive internazionali che chiedono specificità e non genericità.

Le chiediamo: la sicurezza e l’autodeterminazione delle donne di Velletri sono davvero una priorità per questa Amministrazione, o sono solo voci di bilancio da delegare altrove?

Restiamo in attesa di un segnale di reale ascolto.

Cordiali saluti,

Mariella Terra, Martina De Castro e Giovanna Aragozzini

a nome del Collettivo Sui Generis