
Su iniziativa del Comitato “Dante Alighieri” di Bucarest con la collaborazione dell’Accademia di Romania a Roma, la mostra “Giulio Magni – Opere in Romania” approda a Roma, dove sarà ospitata dal 29 aprile al 12 maggio 2026 presso l’Accademia di Romania. L’inaugurazione si terrà mercoledì 29 aprile alle ore 17:30, alla presenza di rappresentanti istituzionali italiani e romeni, del mondo accademico e culturale.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il 125° anniversario del Comitato “Dante Alighieri” di Bucarest, proponendosi come un progetto di alto valore culturale volto a rafforzare il dialogo tra i due Paesi attraverso la riscoperta della figura dell’architetto italiano Giulio Magni (1859–1930).
La mostra rappresenta la seconda tappa di un percorso espositivo già avviato a Bucarest, presso l’Università di Architettura e Urbanistica “Ion Mincu”, dove è stata presentata dal 18 al 30 marzo 2026. In quella occasione, il progetto ha coinvolto studenti, studiosi e giovani progettisti attraverso attività di ricerca, workshop urbani e un concorso internazionale, contribuendo a rinnovare l’interesse verso l’eredità architettonica di Magni e il suo impatto sullo sviluppo urbano della capitale romena. Proprio a Roma, gli studenti vincitori del concorso saranno presenti per presentare i loro lavori, offrendo uno sguardo contemporaneo sull’eredità dell’architetto.
Attraverso circa 110 pannelli espositivi la mostra documenta in modo approfondito le opere realizzate da Giulio Magni in Romania: edifici pubblici, residenze private, restauri e progetti non realizzati, messi in dialogo con i disegni originali conservati presso il Fondo Giulio Magni della Biblioteca Comunale di Velletri. Proprio Velletri, città natale dell’architetto, riveste un ruolo centrale nel progetto: qui è custodito il patrimonio documentario che ha reso possibile la ricostruzione scientifica della sua attività e della sua visione progettuale. Il patrocinio del Comune di Velletri sottolinea ulteriormente questo legame, conferendo all’iniziativa un importante valore istituzionale.
Figura chiave nel panorama architettonico tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Giulio Magni fu architetto capo di Bucarest tra il 1894 e il 1904, contribuendo attivamente alla modernizzazione della città. La sua opera rappresenta un punto di incontro tra tradizione e innovazione, nonché un esempio emblematico della circolazione di idee e modelli culturali tra Italia e Romania. Magni fu infatti un autentico “ponte” tra i due Paesi, unendo le radici comuni della latinità con una visione moderna dell’architettura e della città.
Particolarmente significativo è anche il legame con la Società “Dante Alighieri”, che risale al 1901, quando Magni, residente a Bucarest, promosse la creazione di un circolo italiano nella capitale romena. L’iniziativa portò, nel 1902, alla fondazione ufficiale del Comitato della Società “Dante Alighieri” di Bucarest, di cui Magni fu il primo presidente, contribuendo in modo determinante al rafforzamento dei rapporti culturali tra Italia e Romania.
La scelta dell’Accademia di Romania come sede della mostra assume un forte valore simbolico: l’edificio stesso è parte della storia raccontata, essendo legato anche all’attività progettuale di Magni, che contribuì allo sviluppo dell’istituzione insieme all’architetto romeno Petre Antonescu. In questo contesto, l’esposizione non si limita a presentare opere, ma crea un dialogo diretto tra spazio, storia e memoria condivisa. L’inaugurazione del 29 aprile sarà inoltre arricchita da un momento di dibattito aperto, dedicato al confronto sull’influenza reciproca tra Italia e Romania nell’opera di Giulio Magni: da un lato l’impronta della cultura architettonica italiana nello sviluppo urbano romeno, dall’altro l’esperienza romena che l’architetto riportò e rielaborò nel suo percorso professionale in Italia.
“Giulio Magni – Opere in Romania” si configura dunque come un progetto di grande rilevanza culturale, capace di unire Italia e Romania attraverso l’architettura, la ricerca storica e la valorizzazione del patrimonio comune, offrendo al pubblico una riflessione attuale sul rapporto tra modernità e tradizione. Vi aspettiamo!










