Velletri, il richiamo di San Francesco

Altre Notizie

C’è una storia, a Velletri, che riemerge dalle pietre e dal silenzio. Dal 3 luglio, e fino alla fine di agosto, la Chiesa di San Lorenzo si fa custode di un percorso che chiamano “Francesco… i passi della memoria”. È un’iniziativa che nasce dall’incontro tra l’Unità Pastorale del Centro e la Fondazione “Luigi Magni e Lucia Mirisola”. Un ponte tra l’arte contemporanea di artisti laziali e la memoria di un francescanesimo che qui, in questa terra, ha lasciato radici profonde. Si ricordano i cinquant’anni di presenza nell’antica chiesa, anni che videro, nel 1683, l’ordinazione di San Tommaso da Cori, che proprio qui scelse di celebrare la sua prima Messa.

Ma c’è una figura, in particolare, che in questi giorni attira l’attenzione e la preghiera: il Venerabile Filippo Visi.

Tutto comincia venerdì mattina, alle 11.30, nella cappella dell’Ospedale “Paolo Colombo”. È una Messa per la sua glorificazione, il primo atto di una manifestazione battezzata “Una voce per Padre Filippo”. Poi, quando il sole cala e l’afa di luglio concede una tregua, alle 19.30, si apre ufficialmente la mostra a San Lorenzo.

Il cammino prosegue sabato 4 luglio. Si va a San Martino, dove il Venerabile venne battezzato. Alle 18.30, una Messa solenne. E ci saranno le sue reliquie, che arrivano da lontano: due frammenti del mantello che fu custodito a Santa Liberata, a Sant’Angelo Romano, l’ultimo convento di Padre Filippo prima di quel 19 maggio 1754, quando si spense all’Aracoeli.

La giornata si chiude con la musica, alle 20.00, sulla terrazza di San Martino, con la Banda “Umberto Cavola”. Un concerto non solo per ascoltare, ma per dare un sostegno concreto alle associazioni “Talita Kum” e “San Girolamo Miani”.

È un invito, questo, che va oltre la curiosità culturale. È un appello alla fede, una richiesta corale a cercare, attraverso l’intercessione di Padre Filippo, quel miracolo che la comunità di Velletri attende con speranza.

Si può scegliere di esserci, o di restare a guardare. Ma certe storie, certe memorie, dicono qualcosa anche a chi passa solo di sfuggita.