“Velletri Libris”: pienone al Chiostro per la lectio magistralis di Umberto Galimberti

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A Velletri Chiostro pienissimo per la seconda data della X edizione di Velletri Libris, rassegna internazionale di letteratura organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri/Lariano/Genzano/Frascati/Cisterna/S.Cesareo. Protagonista della serata Umberto Galimberti con la Lectio magistralis “Lo spaesamento e l’etica del viandante”.

Prima dell’intervento Massimo Morassut ha presentato la cantina ospite e Silvia Ciriaci ha effettuato il consueto reading, “L’incipit”, insieme a Claudio Leoni, con Paola Cucuzza alla chitarra.

Alle 21 in punto è salito sul palco l’ospite più atteso, Umberto Galimberti. Al centro della lectio la diagnosi del tempo presente a partire da una premessa storica, perché l’Occidente nasce dall’incontro di due grandi radici, il pensiero greco e la tradizione giudaico-cristiana, visioni diverse ma accomunate dall’idea di un mondo ordinato, dotato di senso e stabilità.

“Oggi”, ha detto Galimberti, “viviamo nell’età della tecnica, un tempo in cui il fare, il produrre risultati e il funzionare sembrano aver preso il posto delle grandi domande sul fine e sul significato”, e in questo scenario si è chiesto quale spazio resti all’etica. Da qui il filosofo ha sviluppato vari temi di studio, a partire dalla psicologia e dalla psicopatologia. Ha spiegato, ad esempio, come sia cambiato il concetto di depressione, che un tempo proveniva dal senso di colpa, oggi sdoganato, mentre ora nasce dal senso di insufficienza e inadeguatezza, dal dubbio continuo (“‘ce la faccio o non ce la faccio?”). Poi è passato a psicofarmaci, tecnica e politica, ricordando la definizione platonica di tecnica regia. È la politica a decidere se le cose si devono fare, mentre la tecnica sa come si fanno. Il ragionamento si è dunque spostato sull’economia, poiché nella società contemporanea la tecnica è basata sull’economia. Galimberti ha allargato lo sguardo spiegando come l’economia governi il mondo. Così la politica si arrende e per decidere qualunque cosa si guarda all’economia e si investe nelle risorse tecnologiche. Ma la tecnica – ha puntualizzato Galimberti – non ha scopo, non dice la verità, non descrive la via della salvezza. A questo proposito ha citato l’intervista del 1968 del direttore della rivista tedesca “Der Spiegel” ad Heidegger: alla domanda su cosa pensasse della tecnica lui rispose che “funziona” e proprio questo è inquietante, perché il suo funzionare induce ulteriore funzionare e così via. La sintesi è stata netta: siamo entrati nell’età della tecnica senza capire la domanda per cui serve la tecnica stessa.

Contro questo spaesamento Galimberti ha riproposto la figura del viandante, che non è un anarchico errante ma, conoscendo i popoli per la sua etica proletaria e cosmopolitica, sa che la terra rimane al centro dell’universo. Il filosofo ha chiuso con una riflessione di orizzonte cosmico, toccando argomenti teologici ed esistenziali, a coronamento di una lezione senz’altro complessa ma unica e stimolante.

Al termine dell’incontro con Galimberti lunghissimo firma copie e tante foto, per una serata da ricorrere visto lo spessore culturale del personaggio.

“Velletri Libris” prosegue con grande successo. La manifestazione è patrocinata da Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Velletri e Sistema Castelli Romani e si avvale del contributo della Regione Lazio, dei partner Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, Casale della Regina e CREA e degli sponsor Casa di Cura Madonna delle Grazie, Allianz/Fondo Cancellieri e Banca Popolare del Lazio. Prossimo appuntamento martedì 30 giugno, sempre alle ore 21, con Giuseppe Conte.