“Velletri Libris” ha accolto Giuseppe Conte: dalla provincia del Sud a Palazzo Chigi nel libro “Una nuova Primavera”

Prosegue con un grande successo di pubblico la X edizione di “Velletri Libris”, rassegna internazionale di letteratura organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri/Lariano/Genzano/Frascati/Cisterna/S.Cesareo. Per il terzo appuntamento in cartellone è stato ospite Giuseppe Conte, ex premier e leader del M5S, con il suo libro “Una nuova primavera”, edito da Marsilio.
Prima dell’intervento Massimo Morassut ha presentato la cantina ospite, “Giulio Pesoli” di Ariccia, e Silvia Ciriaci ha effettuato il consueto reading, “L’incipit”, con Paola Cucuzza alla chitarra. Accolto da un fragoroso applauso, il presidente Giuseppe Conte ha salutato la platea di Velletri e dialogato con il giornalista Tommaso Giuntella, abile nel trattare i vari nodi che compongono in libro in una conversazione dinamica e fluida.
“Una nuova primavera” muove i suoi passi dalla biografia di Conte, che con orgoglio ha rivendicato il fatto di essere nato in un piccolo paese del Sud, Volturara Appula: “sono cresciuto giocando a palla per strada, con i vicini che ti rimandavano le pallonate, il farmacista e il parroco che facevano da controllo sociale. È un clima che oggi in un centro urbano non trovi più”, ha raccontato Giuseppe Conte. Volturara Appula è uno dei paesi che si stanno spopolando, ma per l’ex presidente del Consiglio resta il simbolo delle sue radici che non ha mai nascosto: “sono molto legato a questa identità e orgoglioso delle mie origini. Anche quando sono diventato presidente del Consiglio e Putin, Trump, Macron mi chiedevano da dove provenissi, ho sempre risposto con il nome del mio paese”. Proprio da quella terra dice di aver preso la bussola: “Rigore e studio mi hanno reso indipendente dai soldi, con i piedi piantati per terra. In famiglia non abbiamo mai invidiato nessuno. Mi hanno trasmesso la consapevolezza che nella vita ti devi guadagnare tutto”.

Il suo avvicinamento alla politica è stato graduale e per certi versi improvviso: pur essendosi sempre interessato alle questioni politiche, infatti, Conte non aveva mai pensato di impegnarsi in prima persona: “non avrei mai pensato di essere indicato come presidente del Consiglio”, ha svelato, “e invece di colpo, nel 2018, è arrivata una telefonata e ho iniziato ad avere rapporti diretti con tutti i leader mondiali”. Entrare in questo mondo è stato per l’autore uno sconvolgimento, vista l’enorme differenza tra l’ambiente universitario e quello governativo. Conte ha parlato anche della sua adesione ai pentastellati: “mi sono predisposto verso il M5S che non godeva di buona fama. Tra i “vaffa” e gli “scappati di casa” era una forza politica che non aveva rapporti col mondo universitario”. Eppure quando è arrivato il momento di andare al governo, non si è tirato indietro. Uno dei problemi affrontati è stato quello dell’impatto mediatico, con cameramen e troupe televisive sotto casa che hanno invaso la sua privacy.
Oltre questo aspetto, però, c’è stato poi lo studio e l’arrivo delle questioni spinose da affrontare. Conte ha raccontato il suo analizzare i dossier, rivendicando tutte le riforme fatte, alcune delle quali non completate come avrebbe voluto. Interventi sul precariato, sul reddito di cittadinanza, sulle missioni militari: “senti il peso vero della responsabilità, ma rivendico tutto quello che abbiamo messo in campo. Alcune riforme andavano accompagnate e non ce lo hanno permesso, e penso anche ai soldi del PNRR, vedremo alla fine della fiera come li hanno gestiti”. Proprio la pandemia ha avuto un impatto enorme sulla società italiana e Giuseppe Conte si è trovato a governare il paese in una fase storica delicata e unica. Da lì il concetto di empatia, una dimensione del potere spesso sottovalutata. Fra i temi trattati nel libro però c’è anche l’attualità, con il “campo largo” e le sfide del futuro. L’autore ha ribadito con nettezza che in caso di primarie di coalizione anteporrà sempre il programma alla sua figura e che quindi con Elly Schlein e gli altri leader del centrosinistra non c’è competizione in tal senso.
Al termine dell’incontro con Giuseppe Conte ancora un lunghissimo firma copie e tante foto, per una importante e stimolante. “Velletri Libris” prosegue con grande successo. La manifestazione è patrocinata da Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Velletri e Sistema Castelli Romani e si avvale del contributo della Regione Lazio, dei partner Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, Casale della Regina e CREA e degli sponsor Casa di Cura Madonna delle Grazie, Allianz/Fondo Cancellieri e Banca Popolare del Lazio. Prossimo appuntamento martedì 7 luglio, sempre alle ore 21, con la sestina finalista del Premio Strega che tocca Velletri con il tour annuale. Ingresso libero.










