Calici e storia: quando Velletri riapre i suoi scrigni

C’è una strana magia, nelle calde serate di agosto, quando il vino dei Castelli scorre generoso nei calici e la festa si mescola al sacro. È successo a Velletri, nel cuore di quel centro storico che sa di tufo, di pietre antiche e di storie mai davvero sepolte.
Nell’ambito della kermesse “Calici sotto le stelle”, quest’anno i veliterni e i forestieri non si sono limitati a svuotare bicchieri in allegria. Qualcuno, con un sussulto di civiltà che quasi sorprende, ha deciso di spalancare i portoni di due chiese storiche: i Santi Pietro e Bartolomeo e la chiesa di San Lorenzo.
Entrare in questi luoghi non è stato un semplice esercizio da turisti mordi e fuggi. A San Pietro e Bartolomeo, protetti dall’Arciconfraternita del Gonfalone, l’attesa era tutta per l’antica immagine della Madonna del Gonfalone, esposta alla vigilia della sua festa. Ma il vero colpo di scena si è consumato a San Lorenzo, sede della Confraternita di Sant’Antonio da Padova.
Lì, tra le navate che profumano di secoli, i visitatori si sono ritrovati a camminare a fianco dei grandi di ieri. Già, perché a San Lorenzo le sepolture dei veliterni che hanno fatto la storia cittadina non sono reperti da teca polverosa: sono lì, presenti, a ricordare ai vivi da quale fango e da quale grandezza veniamo. Il tutto condito, con un bel colpo d’ala, da una mostra d’arte contemporanea firmata da artisti locali e dai celebri “Cento Pittori di Via Margutta”, in calendario fino al 31 agosto.
A mezzanotte inoltrata, tra una chiacchiera e l’altra, si è vista aggirarsi persino la storica dell’arte Dr.ssa Sara Di Luzio, venuta a sincerarsi che cotanta bellezza non vada perduta. Merito, va detto senza ipocrisie, di chi non si è arreso al degrado o all’oblio: il parroco Mons. Roberto Mariani, i vari Franco Montellanico e Patrizio Quaglia, e l’energia instancabile dei ragazzi del gruppo scout. Di uno studioso di cose patrie che ha fatto una promessa a San Francesco e Sant’Antonio e che oggi, tra un blog in allestimento e una pagina Facebook, prova a restituire Velletri ai veliterni.
Se passate da queste parti, fateci un salto. Le porte sono aperte la mattina dalle 10.30 alle 11.30 e il pomeriggio dalle 18.00 alle 20.00. Se trovate chiuso per informazioni c’è anche un numero, il 3454085606. Ne vale la pena: perché un popolo che dimentica i suoi morti e le sue chiese, alla fine, perde anche il gusto del buon vino.
Alessandro Filippi










