Velletri piange Gianfranco Nardini: il suo ricordo dalla penna di Luca Leoni

Addio a Gianfranco Nardini, venuto a mancare qualche giorno fa. È stato l’amico di molti veliterni, fotografo e cineoperatore tra un misto di hobby e vocazione, sempre con ottimi risultati. Tra gli ultimi figli di una civiltà contadina che poteva (e può ancora) vantare un vino tra i più pregiati al mondo, probabilmente avrebbe voluto studiare, ma l’epoca e soprattutto la miopia di quei padri e di quelle madri glielo impedirono, donandogli la zappa e la vanga dopo la quinta elementare. C’era la vigna e la terra come destino e condanna; Gianfranco scelse qualcosa di attinente, ossia i trattori e la loro manutenzione, diventando un meccanico stimato. Poi scoprì la fotografia, e anche lì imparò bene il mestiere, facendosi strada con garbo e umiltà in un mondo che gli aprì le porte degli eventi legati a Velletri. Pochi anni fa coltivò le ricerche archivistiche sulle origini della sua famiglia, con un entusiasmo di ragazzo alle prime armi con le ricerche a carattere scientifico. Lo ricordo tante mattine che passeggiava in città, pronto a stringerti la mano e ad intavolare conversazioni sagge e gradevoli. Ad un certo punto l’ho perso di vista e poi, proprio oggi, ho saputo: ho perso un amico, che però, come consolazione, so essersi ricongiunto con chi gli ha voluto sempre bene.
Luca Leoni










