Si apre in una nuova scheda

La boxe a Velletri raddoppia: la Palestra Popolare Dopolavoro Ferroviario fa ripartire la storia della Casermaccia

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Ci sono luoghi in cui lo sport non è soltanto una sequenza di movimenti, sudore, fatica o tempo passato al sacco. È un’idea, un presidio sociale, un modo di occupare con caparbietà gli spazi e restituirli alla comunità. A Velletri ne sappiamo qualcosa: la Palestra Popolare del Dopolavoro Ferroviario (PPDLF) rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per decine di ragazzi e ragazze, fulcro di inclusione e riscatto.

Oggi, quella storia aggiunge un capitolo importante, ampliando la propria presenza sul territorio con l’attivazione di nuovi corsi di pugilato in una sede d’eccezione: l’ex convento di San Francesco, da tutti conosciuto come “La Casermaccia”.

Difatti, oltre alle consuete attività presso la sede storica del DLF, le lezioni si svolgeranno anche nei locali della Casermaccia ogni martedì, giovedì e sabato, dalle 16:00 alle 18:00. Una scelta che risponde a una domanda crescente di sport popolare, ma che porta con sé un profondo significato simbolico.

Riaprire le porte del pugilato alla Casermaccia significa riavvolgere il nastro di una memoria storica ricca. Sono in pochi a ricordare che Velletri e il pugilato azzurro condividono un antico legame, testimoniato dalle cronache sportive degli anni Cinquanta. Nell’aprile del 1954, infatti, gli articoli dell’epoca firmati dal giornalista Franco Zaccagnini, raccontavano l’inaugurazione ufficiale a Velletri del campo di allenamento collegiale della Nazionale Italiana di Pugilato in vista del prestigioso confronto Italia-Germania a Milano. In quel lontano ’54, tra le mura veliterne si allenavano giovani promesse come Spano, Pozzali, Finiletti, Bozzano, Panunzi, Freschi e Bollato pronti a contendersi la maglia azzurra e a prepararsi per le Olimpiadi, sotto la guida sapiente dei mentori federali Klaus e Rea. L’accoglienza della città, l’entusiasmo delle autorità dell’epoca e la qualità delle strutture messe a disposizione resero Velletri un luogo di tutto rispetto per la boxe. Ritornare oggi a praticare il pugilato alla Casermaccia ha il sapore di una riconquista culturale: far risuonare di nuovo passi e colpi laddove si preparavano i campioni di un tempo.

Eppure, il quadro odierno si muove su uno sfondo complesso e non privo di amarezze. Nonostante l’immenso valore sociale e formativo della disciplina, il lavoro della PPDLF continua troppo spesso a dover fare i conti con la disattenzione e la sorda indifferenza delle istituzioni e di chi dovrebbe occuparsi di promozione sportiva sul territorio. Mancanza di contributi, spazi da conquistare centimetro per centimetro e burocrazie sconclusionate rischiano continuamente di soffocare realtà preziose e necessarie.

Se la boxe continua a vivere, a crescere e a portare in alto il nome di Velletri, lo si deve unicamente all’impegno dei ragazzi e delle ragazze del DLF che quotidianamente e silenziosamente mettono a disposizione il proprio tempo, le proprie energie e smisurati sacrifici personali. Vi sono poi, chiaramente, i pugili che ad ogni ripresa dimostrano che la determinazione dal basso può supplire persino alle mancanze delle istituzioni.

L’apertura della nuova sede alla Casermaccia coincide con un momento agonistico straordinariamente intenso ed esaltante per la squadra della Palestra Popolare. I pugili guidati da Cristini sono infatti attualmente impegnati nelle fasi regionali dei Campionati Italiani Assoluti Elite.
Ma il raggio d’azione si allarga ben oltre i confini nazionali. Dopo l’impegno in Repubblica Ceca, i ragazzi della Popolare si preparano a volare a Belfast per affrontare l’ardua Halloween Box Cup, un torneo internazionale che vedrà incrociare i guantoni con alcune delle migliori scuole britanniche ed europee. L’itinerario internazionale non si fermerà qui: a dicembre sarà la volta di Manchester, dove si tornerà sul ring per chiudere un anno da incorniciare.

La storia della Palestra Popolare Dopolavoro Ferroviario alla Casermaccia insegna che quando ci sono passione, competenza e senso di comunità, nessun traguardo è precluso. Dai ritagli di giornale del 1954 ai ring di tutta Europa, Velletri continua a tirare di boxe, a schivare l’apatia e a vincere, pugno dopo pugno, sul menefreghismo istituzionale.

Aurora Ierussi