Alberto Angela conquista il Teatro Artemisio-Volontè di Velletri con il suo libro su Cesare

Appuntamento con la cultura nella sua forma più alta al Teatro Artemisio Gian Maria Volonté di Velletri, che ha ospitato il celebre divulgatore scientifico Alberto Angela in un evento organizzato dalla Mondadori Bookstore Velletri. Il grande studioso, volto amatissimo della televisione e icona per intere generazioni grazie alle sue trasmissioni culturali di successo, ha presentato il libro “Cesare. La conquista dell’eternità” edito da Mondadori davanti a un teatro gremito in ogni ordine di posto. A dargli il benvenuto sul palco i librai Guido Ciarla e Aurora De Marzi, visibilmente emozionati, che hanno introdotto l’autore e la moderatrice Flavia Capone, accolti da un lungo applauso del pubblico.
Nel corso dell’incontro, Alberto Angela ha spiegato come il suo libro sia incentrato sul “De Bello Gallico” di Giulio Cesare: “Quando inizi a viaggiare con Cesare entri in un film”, ha dichiarato. La moderatrice Flavia Capone ha evidenziato come il volume sia frutto di un’operazione complessa, ricca di contenuti, ma capace di rendere tantissime informazioni accessibili con un chiaro intento divulgativo: “Tutto il contrario di una versione”. Angela ha aggiunto: “Il De Bello Gallico è un commentario: Cesare mandava rapporti dalle Gallie al Senato e venivano letti ad alta voce, quindi non poteva barare. Queste cose le dettava al suo segretario usando la terza persona perché immaginava di doverlo leggere. È il libro che ci parla, non è un racconto, ecco perché ha frasi brevi, semplici”. L’autore ha raccontato di essersi avvicinato alla figura di Cesare dopo la scuola, quando ha iniziato a lavorare sulla romanità: “Mi ha incuriosito perché mondo di Roma ricorda molto il nostro, a differenza degli Etruschi o degli Inca. Molto moderno, con dinamiche sociali e familiari simili, e mi chiedevo come loro risolvessero certi problemi. Ho ripreso il “De Bello Gallico”, ho cominciato a leggerlo, e mi sono detto che è interessante, ha una serie di anime che sono quelle del film “Il Gladiatore”, o alcune trame de “Il Trono di Spade”.

Alberto Angela ha offerto anche uno sguardo più intimo e umano su Giulio Cesare, raccontandone le luci e le ombre: “Cesare a un certo punto passa al lato oscuro, comincia a uccidere. Era un ambizioso, fa tutto per ambizione politica, soldi, o per diventare famoso”. Accanto a questo lato spietato, però, Angela ha evidenziato anche la forza vitale del personaggio: “Il lato buono è che è pieno di energia e di vita e insegna qualcosa, come ad esempio che nelle difficoltà devi organizzarti e credere in te stesso, in modo razionale, usare la mente, e buttare il cuore al di là dell’ostacolo. E Cesare lo fa continuamente”. Lo ha descritto anche come “un uomo un po’ vanesio, voleva essere trendy, originale”, e ha aggiunto: “a volte Cesare può sembrare talmente comune che inizi a volergli bene”. Uno dei passaggi più suggestivi del libro, ha raccontato Angela, è il momento in cui Cesare, diretto verso il Rubicone all’alba, si perde nella nebbia e chiede indicazioni a un pastore: “A noi è arrivata la parte eroica, ma ci sfugge la realtà quotidiana”. Quella di un uomo solo, capace di grande leadership eppure profondamente umano, segnato da dolori come la morte della figlia, perduta in occasione del parto insieme alla nipote neonata. Nella vita, però Cesare “era solo e doveva sempre vincere, agli occhi dei suoi soldati e di tutti. È stato un catalizzatore, un leader. È importante perché il leader è persona che fa sentire tutti grandi. Ma chi poteva consolarlo la sera? Aveva un peso tremendo”.
Alberto Angela ha inoltre tracciato un interessante parallelo tra la storia antica e quella contemporanea, mettendo in luce dinamiche sorprendentemente attuali: “L’antichità è fatta di uomini che si muovono, immigrazioni ed etnie che si muovono, grandi gruppi che si spostano. Noi non ricordiamo che il respiro della storia è questo”. Ha sottolineato quanto sia importante osservare il passato per comprenderne le lezioni: “È importante capire come siano state gestite queste dinamiche allora, il passato ti mostra gli errori da non rifare. Ma la storia dell’umanità è fatta da questi recenti 80 anni di pace che ci hanno fatto dimenticare la guerra, mentre le generazioni precedenti le guerre le hanno tutte conosciute”. Angela ha anche parlato della sua passione per le origini dell’uomo, facendo riferimento al momento in cui il Sapiens entrò in Europa, prendendo il posto del Neanderthal: “La domanda è perché ha vinto il Sapiens, ed è la chiave per aprire la porta. Mi ha colpito studiare gli affreschi che lasciavano nelle caverne. Alla fine si scopre che i Sapiens erano tribù unite, invece i Neanderthal non mostrano unione. Ecco la differenza”.

In conclusione, Flavia Capone ha evidenziato come il libro racconti sì un passato, ma anche un futuro: “Cesare ci parla proprio fisicamente col QR code ed è interessante il lavoro di dialogo e confronto con la fonte, il De Bello Gallico”. Alberto Angela ha chiuso il suo intervento offrendo una riflessione sui grandi leader della storia: “Cesare è un visionario, Alessandro Magno un sognatore. Un sognatore non ti chiede di seguirlo, lo segui e basta. Cesare invece ti trascina nelle cose ma non è detto che vada bene”.
Tanti applausi finali e un lungo firma copie per una serata da sogno, con oltre 500 spettatori presenti e un evento di gran successo, tra foto ricordo e autografi. Alberto Angela ha dimostrato ancora una volta di essere una risorsa culturale patrimonio della nostra nazione e di saper comunicare la storia e la cultura in maniera unica.










