Altra umanità: una riflessione sui senza tetto a Velletri

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Sotto un cumulo di cartoni e stracci ammucchiati alla meglio in fretta e furia, sono la prova evidente che su quelle macerie addossate ad una serranda chiusa, tutte le notti ci dorme qualcuno. Questo accade a piazza Garibaldi, sotto gli occhi di tutti. Non abbiamo informazioni di chi passa tutte le notti all’addiaccio: possiamo solo supporre che si tratti di giovani immigrati che non hanno avuto la fortuna di permettersi una casa e che di giorno vanno a lavorare in qualche posto sicuramente sottopagati al punto di non potersi permettere un tetto sulla testa. Magari manderanno i loro guadagni a casa, come fanno tanti altri giovani venuti in Italia in cerca di un futuro migliore. Certamente le loro madri non sanno che i propri figli dormono per strada, all’addiaccio, e non sarebbero per niente felici di saperlo. Il sogno italiano si è infranto presto ma li sostiene la speranza che un giorno le cose cambieranno. Anche il sogno veliterno pare si sia infranto, se da tanto tempo nessuno si è accorto di questa situazione precaria e non ha provveduto a migliorarla. L’inverno è ancora lungo e non si auspica a nessuno di dormire per strada. Non sappiamo a quale nazionalità essi appartengono e neppure se sono 2 o tre: l’unica cosa certa è che sono esseri umani e che non appartengono ad un’altra umanità ma alla nostra stessa umanità che dovrebbe e potrebbe tendergli una mano. Non sappiamo se questo potrà accadere, ma tentare non nuoce.

Marisa Monteferri