
Terzo appuntamento in una settimana al Chiostro della Casa delle Culture e della Musica con la X edizione di “Velletri Libris”, rassegna internazionale di letteratura organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri/Lariano/Genzano/Frascati/Cisterna/S.Cesareo. Il festival ha accolto per il suo ottavo appuntamento in cartellone la storica, docente e scrittrice Anna Foa, che ha presentato il libro “Mai più” (edito da Laterza).
Prima della presentazione Massimo Morassut ha presentato i vini della serata, in una serata contraddistinta dalla presenza di diverse cantine selezionate dal CREA, e Silvia Ciriaci si è esibita nel consueto reading, “L’incipit”, con Paola Cucuzza alla chitarra.
Dopo il benvenuto dei librai Guido Ciarla e Aurora De Marzi, Anna Foa è stata omaggiata di un volume, di una serie di tavole relative alla Mostra sull’80esimo della Repubblica, di una medaglia e della tessera dall’Associazione Culturale Memoria ’900, di cui la stessa professoressa è socia onoraria. A consegnare gli omaggi la presidente Emanuela Treggiari, il vice Rocco Della Corte e le socie junior di Memoria ‘900. Subito dopo, in dialogo con Flavia Capone, la scrittrice è entrata nel merito della sua ultima fatica letteraria.

Il saggio “Mai più” nasce come un accorato monito. Nella memoria costruita dopo il 1945, ha spiegato, quel “mai più” è stato riferito da una parte ai soli ebrei, in particolare ad Israele, dall’altra a tutto il mondo. L’obiettivo è unico, ovvero che cose del genere non succedano più. Da qui l’origine stessa della Giornata della Memoria e l’idea che la memoria della Shoah sia un monito collettivo. Nel corso dell’incontro, l’autrice ha affrontato con grande lucidità la situazione politica internazionale, dalle politiche di Donald Trump a quelle di Netanyahu, sottolineando quanto il linguaggio definisca la percezione dei conflitti. Proprio sul linguaggio la professoressa Foa si è soffermata parlando della distinzione tra genocidio e sterminio, con un riferimento diretto a Gaza. Non c’è una differenza così netta, ha osservato. È fondamentale parlare di genocidio, ma distinguendo l’uso politico da quello giuridico. Sul piano giuridico si attende la risposta della Corte Internazionale dell’Aia. Sul piano politico, invece, il termine si è diffuso sempre di più, anche in Israele, dove si vedono manifestazioni di giovani attivisti con cartelli che recitano “Basta col genocidio in Israele e nel mondo”. In questo senso, il termine è stato sdoganato.
Ma quale valore prevale oggi? Per Anna Foa è un valore essenzialmente politico: non un’etichetta data a ciò che succede, ma un modo di fermare ciò che succede. Una funzione già presente alle origini, quando nel 1944 nacque il termine. Altro nodo cruciale trattato è stato quello sull’antisemitismo. Più che di confusione sulla sua definizione, ha detto, si è creata da un lato la volontà di usare questa accusa per bollare ogni attacco alla politica dell’attuale governo israeliano, all’occupazione e a una serie di questioni che precedono questo governo. Dall’altro, resta l’idea che l’antisemitismo esista e vada combattuto, ma vada definito con esattezza. La definizione sembra a volte aprire la strada ad accuse generiche di antisemitismo rivolte a chiunque critichi la politica del governo israeliano. Ma gli attacchi alla politica del governo israeliano sono, appunto, puramente politici. L’accusa di antisemitismo non è un attacco politico: essere antisemiti è altra cosa dall’attacco politico, vuol dire odiare gli ebrei, essere razzisti.
Nel suo intervento non è mancata una riflessione sul ruolo dell’educazione. Grazie al suo ruolo di docente, Anna Foa ha espresso tanta fiducia nelle giovani generazioni, maturata anche grazie al lavoro nelle scuole di ogni ordine e grado. Proprio dai ragazzi, ha detto, arrivano le domande più lucide e la volontà di capire, strumenti indispensabili per non ripetere gli errori del passato.
Al termine dell’incontro con l’autrice si è tenuto il consueto firma-copie. “Velletri Libris” prosegue dunque con grande successo. La manifestazione è patrocinata da Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Velletri e Sistema Castelli Romani e si avvale del contributo della Regione Lazio, dei partner Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, Casale della Regina e CREA e degli sponsor Casa di Cura Madonna delle Grazie, Allianz/Fondo Cancellieri e Banca Popolare del Lazio. Prossimi appuntamenti martedì 21 luglio con Massimo Giannini e lunedì 3 agosto con Luca Carboni, prima del gran finale. Tutte le serate sono a ingresso libero (ore 20 degustazione enogastronomica, ore 21 incontro con l’autore/autrice).










