Ariccia, Anzio e Velletri. Sanità nella ASL Roma 6: Nuove assunzioni ad Anzio e Velletri e la sfida del DM 70/2015

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Sono previste importanti assunzioni negli ospedali di Anzio e Velletri. Nello specifico, per l’Ospedale di Anzio, sono stati indetti i concorsi per il conferimento di incarichi quinquennali come Direttore dell’Unità Operativa Complessa (U.O.C.) di Ortopedia e Traumatologia (GU n.16 del 27-02-2026) e di Anestesia e Rianimazione.

Analogamente, per l’Ospedale P. Colombo di Velletri, i bandi riguardano il conferimento dell’incarico quinquennale di Direttore delle U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia e di Anestesia e Rianimazione (GU n.17 del 03-03-2026).

Il potenziamento degli ospedali di Anzio e Velletri porterebbe benefici a tutta la rete, incluso l’Ospedale dei Castelli. La nostra Asl Roma 6 è infatti un’azienda territoriale che serve circa 574.136 abitanti distribuiti su 21 Comuni (723,6 kmq), situati nella porzione sud della Provincia di Roma. Si tratta di una realtà eterogenea, divisa tra i Castelli Romani e il litorale laziale, articolata in 6 Distretti afferenti al “Dipartimento della Funzione Territoriale”.

Ad oggi, la rete ospedaliera della ASL Roma 6 comprende:

Ospedale S. Sebastiano Martire (Frascati): Pronto Soccorso.

Ospedale S. Giuseppe (Marino): Ospedale Diurno.

Ospedale dei Castelli (Ariccia): DEA di I Livello.

Ospedale P. Colombo (Velletri): DEA di I Livello.

Ospedali Riuniti (Anzio e Nettuno): DEA di I Livello.

La carenza di posti letto e il superamento del DM 70/2015

Un tema critico resta la carenza di posti letto. Il DM 70/2015 fissa attualmente un tetto massimo regionale di 3,7 posti letto ogni 1.000 abitanti (di cui 0,7 per la riabilitazione). La situazione locale dovrebbe migliorare grazie alle nuove strutture in costruzione: 6 Ospedali di Comunità (Pomezia, Genzano, Albano, Anzio, Marino, Rocca Priora) e 11 Case della Comunità.

Tuttavia, è necessario aggiornare il Decreto Ministeriale 70/2015. Gli standard attuali non tengono conto dell’aumento dell’aspettativa di vita. In Italia, tra il 2015 e il 2025, la vita media è cresciuta di circa un anno (passando da 80,1 a 81,4 anni per gli uomini e da 84,7 a 85,7 anni per le donne). Nel Lazio, il dato è ancora più alto: nel 2025 l’aspettativa è di 81,8 anni per gli uomini e 85,9 per le donne.

Nonostante l’invecchiamento della popolazione richieda una maggiore capacità di accoglienza, lo Stato ha lasciato invariati i parametri dei posti letto per mille abitanti. È tempo di adeguare la normativa alla realtà demografica odierna.

Ferrazza Nazareno

Presidente Associazione Culturale “Il Mondo delle Idee”