Carlo VIII di Francia ordinò: “Distruggete Velletri!” (Frammenti di Storia Locale)

Con la morte del re di Napoli, Ferrante d’Aragona, e la successione del figlio Alfonso, avallata da papa Alessandro VI Borgia, nel gennaio del 1494 si mette in moto una macchina infernale che, riproponendo l’antica pretesa francese sul regno di Napoli, porterà alla calata in Italia di Carlo VIII e alla fine del delicato equilibrio (tanto curato dal defunto Lorenzo de’ Medici) che aveva assicurato relativa stabilità ed indubbia prosperità all’Italia. “Ufficialmente” chiamato dal signore di Milano, Ludovico il Moro, Carlo si affacciò sulla penisola nel settembre del 1494 con un poderoso esercito ed avanzò abbastanza speditamente verso Roma chiedendo transito per Napoli. Papa Borgia, alleato di Alfonso di Napoli, dapprima intenzionato ad impedire il passo cedette repentinamente al re che, entrato a Roma il 29 dicembre, non fidandosi del pontefice prese con se il figlio del papa, cardinale Cesare Borgia, come “ostaggio” nel proseguo della marcia. Il 29 gennaio 1495 Carlo VIII arrivò a Velletri, diocesi del cardinale Giuliano della Rovere suo sostenitore, accolto con un tripudio di popolo: archi di trionfo sulle piazze principali, fontane che buttavano vino (cosa, sembra, apprezzatissima dai francesi!), versi e declamazioni dei migliori letterati (tra cui il nostro insigne umanista Antonio Mancinelli), molte feste con grandi apparati e, infine, alloggiato nella residenza vescovile. Una giornata storica, piena di eventi e che si ripeteranno nei giorni successivi, con Velletri che diventava sede della corte e degli affari reali. Fino all’inatteso finale: mentre il re era a colloquio con ambasciatori spagnoli, il prezioso “ostaggio” (complici alcuni importanti cittadini) se la squagliava alla chetichella e si rifugiava a Roma! Quando in piena notte si scoprì la fuga e venne avvertito il re, questi, prima di riprendere sonno, ordinò che, all’indomani, “i soldati dovessero saccheggiare e brugiare la Città”! Venne avvertito il cardinale della Rovere che chiese subito udienza a Carlo e invocò, “colle lagrime”, clemenza sostenendo l’innocenza della città. E tanto pregò che il re annullò l’ordine. Carlo partì il 2 febbraio, il suo esercito transitò per mesi sul territorio e pur conquistando Napoli dovette poi rinunciare e tornarsene in Francia. Il vescovo Giuliano otto anni dopo diventava papa col nome di Giulio II, il papa di Michelangelo e della Cappella Sistina!
Massimo Fabi










