Cori, “La salute mentale è politica”

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Non è solo una questione di diagnosi o pillole: è il modo in cui una società definisce ciò che è accettabile, ciò che è patologico, ciò che può essere detto. Nelle società capitaliste avanzate, il disagio psichico viene più spesso amministrato che compreso. Reparti chiusi, psicofarmaci che silenziano i sintomi, protocolli che contengono invece di curare: nuove forme dello stesso dispositivo manicomiale che Franco Basaglia aveva abbattuto. Nel suo nuovo libro, Piero Cipriano – psichiatra con lunga esperienza nei servizi pubblici – racconta cosa significa oggi occuparsi di salute mentale. Dalla storia della psichiatria al presente dei servizi, smonta la retorica che riduce il dolore a un malfunzionamento individuale e mostra ciò che spesso viene rimosso: la dimensione sociale del disagio e la possibilità di un cambiamento reale.

Che cosa accade quando la cura diventa solo contenimento?

Cosa resta della salute mentale, se compressa in diagnosi e protocolli?

“La salute mentale è politica” è un invito a leggere i segnali del nostro tempo e le contraddizioni che li generano. Incontreremo l’autore sabato 13 settembre alle ore 18 presso la Biblioteca comunale Elio Filippo Accrocca di Cori.