Identità, cultura, musica: il Teatro Artemisio-Volontè di Velletri gremito per l’Orchestra del Paese Immobile

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Tutto esaurito, emozioni, grinta, coinvolgimento e tanta partecipazione alla ricerca di un senso collettivo di identità popolare, delle radici e dell’essenza del popolo veliterno. Questo – e molto altro – è stato il concerto dell’Orchestra del Paese Immobile, andato in scena domenica sera al Teatro Artemisio Volonté, gremito in ogni ordine di posto.

Capitanata da Matteo Scannicchio, l’Orchestra del Paese Immobile ha annunciato l’uscita del primo disco ufficiale, disponibile dal 23 gennaio, prodotto dall’etichetta “La Grande Onda” (la stessa del noto artista Er Piotta) e distribuito da Believe. Tante le canzoni in scaletta, alcune ormai iconiche come “Microbo o Moschino”, virale sui social, altre nuove come “Viento”, in uno stile musicale ormai riconoscibile che fa della coralità e della valorizzazione di musica e versi il suo principale tratto distintivo. Non sono mancati momenti totalmente lirici e intensi, come ad esempio durante l’esecuzione di “Icaro” o “L’agnima strinata”, pezzi accompagnati con voce ed emotività da un pubblico affezionatissimo.

Quella dell’Orchestra del Paese Immobile è una vera e propria operazione culturale, avviata già da qualche anno, che mira a valorizzare il dialetto veliterno, elevandolo a pari dignità della lingua ufficiale e portando fuori dai confini cittadini la cultura, i proverbi e i modi di dire di Velletri andando a creare un ponte tra l’identità locale e il mondo esterno. Parte fondamentale del progetto è Roberto Zaccagnini, un’autentica istituzione, libraio, scrittore e storico cultore della città, autore dei testi in versi che sono stati musicati.

Toccante il momento in cui il “Piccolo coro dell’Orchestra del Paese Immobile” è salito sul palco per cantare insieme ai più grandi, una reunion di generazioni e un passaggio di consegne virtuali con occhi verso il futuro. Il concerto è stato ricco di qualità musicale e carico di maturità artistica. L’Orchestra ha mostrato anche un’intesa strumentale consolidata, in crescendo, con i tratti di una band di veterani, anche nella giusta misura di sensibilità che la rende capace di trattare con disinvoltura temi leggeri – come il caldo di maggio (“Callodemaggio” o la misura “sbagliata” degli scalini (E’ scalette d’ii struppi) – e temi profondi come le visite al cimitero (in “O ggiro ao Camposanto”), che con il passare del tempo si fanno sempre più lunghe. La poesia si fonde con la tradizione e dà voce al canto popolare – col popolo protagonista assoluto di tutti i pezzi, e si potrebbero citare anche “Come fenisce l’incantesimo”, “Indico”, “Quiete in famiglia”, e altri ancora – che si rivela contenitore di una saggezza poetica degna di nota.

Al termine del concerto una spontanea standing ovation, sintomo di un clima empatico fra artisti e pubblico. Ogni esibizione dell’OPI è ormai un evento atteso dalla comunità di Velletri (e non solo) e un momento di raccoglimento culturale necessario per ricordarci chi siamo, da dove veniamo e cosa vogliamo fare per rendere questo mondo migliore. Non resta che attendere il 23 gennaio 2026 per l’uscita ufficiale del disco.

LA FORMAZIONE DELL’ORCHESTRA DEL PAESE IMMOBILE LIVE AL TEATRO ARTEMISIO IL 7 DICEMBRE 2025

Lorenzo Lupi – Batteria/Percussioni

Lorenzo Mancini – Basso/Contabbasso 

Cristiano Mattei – Chitarre

Giampiero Villa – Bouzouki

Francesco Todaro – Sax tenore/baritono 

Simone Nanni – Trombone

Fabio Calcari – Tromba

Michele Romani – Chit. elettrica

Laura Zaottini – Violino 

Angelica Motta – Violino 

Pasquale Pasciuto – Fisarmonica

Manolo Bastianelli – Chitarra acustica

Martina Cori -Voce

Augusto Pallocca Sax/Synth/Voce

Matteo Scannicchio – Piano/Synth/Voce

Coro Donne: Carlotta Blasi, Eleonora Littek, Sharon Fullin, Cinzia Bonavita

Coro Uomini: Massimiliano Marzuolo, Emiliano Del Zanno

Le foto sono a cura di Sofia Bucci.