In tantissimi al Corteo contro l’Inceneritore di Roma, la soluzione è fare meno rifiuti e differenziata spinta

Martedì 29 luglio in località Santa Palomba si è svolto il corteo contro il termovalorizzatore di Roma, che sorgerà proprio sotto i Castelli Romani, a 10 Km in linea d’aria dal Comune di Velletri. Eravamo in tantissimi, per dire NO, ma anche per dire SI alle alternative, che ci sono, più virtuose e lungimiranti. L’impianto brucerà 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno, cosa che cozza fortemente con i proclami di Roma sull’aumento futuro della raccolta differenziata. La mole di rifiuti è talmente grande che l’immondizia dovrà essere addirittura importata dall’esterno, o compensare bruciando metano e altre biomasse, emettendo grandi quantità di CO2. Diversamente da quanto afferma Gualtieri, questo impianto non avrà alcuna rilevanza energetica, non termovalorizza nulla, perché di fatto il rendimento di conversione in energia elettrica di questi impianti è molto bassa, compresa tra il 20 e il 40%. In altre capitali i termovalorizzatori vengono realizzati all’interno della città per sfruttarne il teleriscaldamento per scaldare l’acqua ad uso sanitario, ma così non sarà per Roma, perché l’impianto sorgerà a 20 Km dalla capitale in una zona scarsamente abitata e che ha già subito grandi danni ambientali in passato, e la domanda sorge spontanea: se è così pulito ed utile, perché non nelle tante zone di Roma? Aggiungiamo poi anche la beffa, l’acqua che userà per il raffreddamento per poi essere buttata, sarà prelevata con pozzi artesiani dalle falde acquifere dei Castelli Romani, circa 10 MILA litri ogni ora per almeno 34 anni, aggravando la crisi idrica ormai perenne dei nostri laghi e dell’agricoltura.

Parliamo poi gli inquinanti emessi senza alcuna sosta h24: nanoparticolato, ossidi e metalli pesanti, questi presenti anche nelle ceneri di scarto che dovranno essere gestite come rifiuto speciale, probabilmente generando altre discariche. Gli studi scientifici dimostrano ormai ampiamente la correlazione tra nano particelle e gravi patologie dell’apparato respiratorio, in particolare nei bambini. E cosa accadrà all’economia agricola del territorio? Chi vorrà acquistare biologico dove a pochi Km sorge un mega impianto di incenerimento rifiuti? Le questioni sono tante, e soprattutto esistono oggi tecnologie all’avanguardia che unite a una buona differenziata a monte permettono di recuperare quasi tutta la materia rifiuto. Ma la prima soluzione deve arrivare da governo e regione, mettendo in atto leggi ad hoc per la riduzione dei rifiuti a monte. Purtroppo in Italia abbiamo partiti di destra che invece difendono a spada tratta la lobby del packaging e in particolare degli usa e getta, che rappresentano una piaga ambientale sotto molti punti di vista, sia che si tratti di plastica che di compostabili. Ma anche per i partiti ambientalisti ce ne sono da dire e non possono di certo esimersi dalla critica. I loro rappresentanti, sempre presenti quando c’è da scattare foto per i social, non supportano le posizioni prese a parole contro questo ecomostro con azioni politiche concrete, anche di forzatura verso il PD romano. Forse ormai hanno dato per scontato la costruzione dell’impianto e non vogliono rischiare di perdere le piccole posizioni di potere faticosamente raggiunte. Per dovere di cronaca va citato il supporto di esponenti di piccole forze politiche locali, di alcuni amministratori, e a livello europeo il supporto degli europarlamentari Dario Tamburrano e Ignazio Marino che si sono adoperati per la causa appena eletti. Ma i cittadini vanno avanti, non possiamo non tentare con forza, per la nostra salute e quella di un vasto territorio. Dopo la prima petizione con 13 mila firme, inascoltata, la nuova petizione si chiuderà tra una decina di giorni. Si tratta di un’azione molto importante che il Comitato sta portando avanti, per questo invito tutti i cittadini di Velletri e dintorni che condividono queste preoccupazioni a mettersi in contatto con il Comitato No Inceneritore a Santa Palomba per firmare, ci sarà un banchetto al presidio. Concludo invitando l’Amministrazione comunale di Velletri a supportare concretamente la causa spingendo affinché la Regione prenda posizione in merito, ascoltando decine di migliaia di cittadini (molti di Velletri) che con la loro firma hanno manifestato una profonda preoccupazione per il nostro futuro. Invito allo stesso modo anche il Partito Democratico di Velletri e soprattutto la loro componente giovanile, che inspiegabilmente dorme sull’argomento, a dissociarsi e fare altrettanto verso i vertici romani del loro partito, gli interessi della gente vengono prima di quelli del partito. Velletri sarà fortemente investita da questi problemi, e già ne stiamo subendo tante di ingiustizie ambientali, se davvero ci tenete alla nostra salute e al nostro territorio dovete agire ora.
Daniele Previtali










